Pare che negli anni Settanta, ai tempi della maglietta fina di Baglioni, la t-shirt fosse bianca. Fonzie la chiudeva dentro un giubbotto di pelle, i bulli più duri si arrotolavano dentro la manica un pacchetto di sigarette, le ragazze la tenevano attillata “al punto che m’immaginavo tutto”. Poi cambiò il decennio e arrivò il nostro. E con lui arrivarono i colori, i motivi, i fregi, e anche gli status symbol. Ma non sono le magliette pastello griffate Best Company o Mistral che vogliamo ricordare. Abbiamo in mente quelle divertenti, celebrative, originali, da fan, da viaggiatore che compra una maglietta per città durante l’inter-rail. Quelle, insomma, che ho conservato in un cassetto.
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12 novembre 2013
MAGLIETTE (ANTEPRIMA)
Pare che negli anni Settanta, ai tempi della maglietta fina di Baglioni, la t-shirt fosse bianca. Fonzie la chiudeva dentro un giubbotto di pelle, i bulli più duri si arrotolavano dentro la manica un pacchetto di sigarette, le ragazze la tenevano attillata “al punto che m’immaginavo tutto”. Poi cambiò il decennio e arrivò il nostro. E con lui arrivarono i colori, i motivi, i fregi, e anche gli status symbol. Ma non sono le magliette pastello griffate Best Company o Mistral che vogliamo ricordare. Abbiamo in mente quelle divertenti, celebrative, originali, da fan, da viaggiatore che compra una maglietta per città durante l’inter-rail. Quelle, insomma, che ho conservato in un cassetto.
07 giugno 2013
RADIO LIVE COME NEL 1983
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| Lo staff di Radio Live 97.9 quasi al completo. (Foto di Andrea Cherchi) |
#Livecomenel1983 è l’hashtag che abbiamo provato a lanciare ieri su Twitter per il compleanno di Radio Live (nome completo radio-live-nove-sette-nove per mandare a memoria la frequenza). Trasmetteva a Vercelli, data di esordio 6 giugno 1983, trent’anni esatti ieri. Per questo l’altrettanto vercellese Radio City ha messo a disposizione i suoi studi per una sera, trasformando la fascia serale in una gigantesca rimpatriata, con speaker, tecnici, registi, autori di jingle e qualche imbucato, come me che, a sapere di una serata in cui si sarebbero suonati A-Ha, Baltimora, Cyndi Lauper e che si è aperta con Happy Children di P-Lion, si è comportato come un orso davanti a una dispensa di miele.
21 febbraio 2013
LE GNOCCHE DELLA MUSICA ANNI OTTANTA - QUINTA ELIMINATORIA
Il fascino non si compra al mercato, e nemmeno il carattere. Quanto al talento, o ce l’hai e non lo butti nel cestino, o non c’è nulla da fare. Per questo, se la sfida del sondaggione delle gnocche della musica anni Ottanta si svolgesse sul palco sarebbe uno spettacolo assoluto, a patto di uscire vivi dal manrovescio che Tina Turner e Annie Lennox ci avrebbero allentato, a sentirsi chiamare gnocche così all’improvviso.
16 febbraio 2013
LA CASSETTA DI SANREMO
Siamo nell'era digitale: c'è Spotify con le canzoni in streaming, c'è YouTube con gli utenti che fanno a gara per mettere per primi l'estratto della canzone di Elio e le Storie Tese dal palco, c'è iTunes per scaricare gli mp3 legalmente e un sacco di metodi che non sto a spiegarvi per scaricarle illegalmente. Sapete che c'è? Non hanno inventato nulla. Noi, negli anni Ottanta, eravamo più artigianali e più analogici, ma se c'era da ascoltare liberamente le canzoni del Festival di Sanremo la mattina dopo la prima esibizione, ostentandole nel Walkman portato a scuola di straforo, non avevamo nulla da imparare. E nulla da invidiare all'alta tecnologia alla portata di tutti.
14 febbraio 2013
LE GNOCCHE DELLA MUSICA ANNI OTTANTA - QUARTA ELIMINATORIA
Viola Valentino contro Marcella Bella è una sfida molto più porno di
quanto non appaia a prima vista. Basterebbe ribattezzarla così: Comprami vs Violentami. Già, perché le due superbrune della musica
italica, in tempi all’apparenza più pudichi e riservati, hanno osato
testi che i Club Dogo, in confronto, sono roba da collegio delle
Orsoline.
Cominciamo l’analisi dall’anno di grazia 1979, quando la voce sussurrata (per scelta dei produttori, in realtà la voce c'è l’ha eccome) di Viola Valentino buca le hit parades con il singolo Comprami. È ottobre quando la precedentemente semisconosciuta ex modella nonché moglie di Riccardo Fogli arriva al numero 3 della classifica dei 45 giri in Italia. Noi bambini ottantologisti la canticchiavamo (era inevitabile) senza badare troppo al testo. Analizziamolo oggi: «Se non vuoi restare da solo, vieni qui e fatti un regalo: comprami, io sono in vendita, e non mi credere irraggiungibile...». Va bene, pochi anni dopo arrivò Madonna a dichiararsi Material Girl, ma a questa frase, presa fuori contesto, sembra manchi solo il tariffario, tipo "trenta in macchina, cinquanta a casa". Poi, rivolta all’uomo un po’ sfigato che nella rubrica non ha nessuna che sia più di un’amica, continua: «Se non sai andare lontano dove non ti porta la mano». Che cos’è, una citazione della "mano che lavora piano" di Umberto Tozzi? Ma non stava con Riccardo Fogli?
Comunque, nonostante i (o grazie ai) doppi sensi, la canzone consegnò Viola Valentino al successo. Mai più bissato con altri dischi, in realtà, anche se l’immagine di icona sexy ormai era costruita, come dimostrano le due copertine di Playboy in cui sfoggia la sua bellezza. Per gli amanti della commedia all’italiana, prego ripescare Delitto sull’autostrada, anno 1982, uno dei film della saga del commissario Nico Giraldi alias Tomas Milian, con lei come protagonista femminile.
L’anno successivo, il 1983, è quello in cui Marcella Bella canta Nell’aria (la state già fischiettando, non è vero?), portandola al successo estivo grazie anche al Festivalbar. Quello che non tutti ricordano è che nello stesso album compare un brano dal titolo apparentemente innocuo: Miao. Innocuo un corno: intanto chi se la ricorda, è convinto che il titolo sia Violentami, la parola ripetuta più spesso nel testo. Questo testo: «Dolcissima no, ingenua no, se pura non va, ti sembrerebbe un incesto... Impreca se vuoi, pesante dai, stupiscimi vai, comincia, fa’ presto...». E poi l’esortazione: «Violentami-violentami-violentami-violentami... Miao! Oppure lasciami perdere e vattene subito, ciao!». Ok, fate un respiro profondo e considerate che è la stessa persona che aveva per amico un coniglio dal muso nero all’ombra di certe montagne verdi... Non per insistere, ma come si presentava Marcella all’appuntamento con l’uomo deciso? «Con due giarrettiere, meglio nere, nuda mai. Bollente, infedele, vorace, impaziente...». Coraggio a grappolini, e la canzone conquistò anche qualche passaggio radiofonico. Del resto Marcella è stata un’interprete tra le più apprezzate dagli autori italiani: non solo il fratello Gianni, ma anche Mogol, Giancarlo Bigazzi e Mario Lavezzi hanno scritto per lei. Che, prove fotografiche alla mano, sapeva il fatto suo anche quando posava in mise sexy per le copertine. Sexy sì, ma (canzone docet) nuda mai.
Cominciamo l’analisi dall’anno di grazia 1979, quando la voce sussurrata (per scelta dei produttori, in realtà la voce c'è l’ha eccome) di Viola Valentino buca le hit parades con il singolo Comprami. È ottobre quando la precedentemente semisconosciuta ex modella nonché moglie di Riccardo Fogli arriva al numero 3 della classifica dei 45 giri in Italia. Noi bambini ottantologisti la canticchiavamo (era inevitabile) senza badare troppo al testo. Analizziamolo oggi: «Se non vuoi restare da solo, vieni qui e fatti un regalo: comprami, io sono in vendita, e non mi credere irraggiungibile...». Va bene, pochi anni dopo arrivò Madonna a dichiararsi Material Girl, ma a questa frase, presa fuori contesto, sembra manchi solo il tariffario, tipo "trenta in macchina, cinquanta a casa". Poi, rivolta all’uomo un po’ sfigato che nella rubrica non ha nessuna che sia più di un’amica, continua: «Se non sai andare lontano dove non ti porta la mano». Che cos’è, una citazione della "mano che lavora piano" di Umberto Tozzi? Ma non stava con Riccardo Fogli?
Comunque, nonostante i (o grazie ai) doppi sensi, la canzone consegnò Viola Valentino al successo. Mai più bissato con altri dischi, in realtà, anche se l’immagine di icona sexy ormai era costruita, come dimostrano le due copertine di Playboy in cui sfoggia la sua bellezza. Per gli amanti della commedia all’italiana, prego ripescare Delitto sull’autostrada, anno 1982, uno dei film della saga del commissario Nico Giraldi alias Tomas Milian, con lei come protagonista femminile.
L’anno successivo, il 1983, è quello in cui Marcella Bella canta Nell’aria (la state già fischiettando, non è vero?), portandola al successo estivo grazie anche al Festivalbar. Quello che non tutti ricordano è che nello stesso album compare un brano dal titolo apparentemente innocuo: Miao. Innocuo un corno: intanto chi se la ricorda, è convinto che il titolo sia Violentami, la parola ripetuta più spesso nel testo. Questo testo: «Dolcissima no, ingenua no, se pura non va, ti sembrerebbe un incesto... Impreca se vuoi, pesante dai, stupiscimi vai, comincia, fa’ presto...». E poi l’esortazione: «Violentami-violentami-violentami-violentami... Miao! Oppure lasciami perdere e vattene subito, ciao!». Ok, fate un respiro profondo e considerate che è la stessa persona che aveva per amico un coniglio dal muso nero all’ombra di certe montagne verdi... Non per insistere, ma come si presentava Marcella all’appuntamento con l’uomo deciso? «Con due giarrettiere, meglio nere, nuda mai. Bollente, infedele, vorace, impaziente...». Coraggio a grappolini, e la canzone conquistò anche qualche passaggio radiofonico. Del resto Marcella è stata un’interprete tra le più apprezzate dagli autori italiani: non solo il fratello Gianni, ma anche Mogol, Giancarlo Bigazzi e Mario Lavezzi hanno scritto per lei. Che, prove fotografiche alla mano, sapeva il fatto suo anche quando posava in mise sexy per le copertine. Sexy sì, ma (canzone docet) nuda mai.
Allora, pronti a votare? Basta cliccare lassù a destra...
07 febbraio 2013
LE GNOCCHE DELLA MUSICA ANNI OTTANTA - TERZA ELIMINATORIA
Oggi parliamo di tette. Il che, normalmente, ai maschietti interessa. E la sfida da sondaggione è tra una scollatura da campionato del mondo e una da Eurovisione. Ovvero tra i due "roberti" (cit. Giorgio Faletti dei tempi del Drive In) di Samantha Fox e il capezzolo birichino di Patsy Kensit.
Che poi fa brutto parlare della parte per il tutto. In fondo sono state star della musica del nostro decennio. Sam Fox fu numero 3 in Gran Bretagna e numero 4 negli Usa con Touch Me, il singolo che la consegnò alla fama internazionale. Nel Regno Unito, suo luogo di nascita, era già qualcuno: nel 1983, a diciassette anni non ancora compiuti, prima vinse un concorso di bellezza grazie alle foto in lingerie che la mamma aveva inviato (la mamma!). Poi, ancora minorenne, con il permesso dei genitori (gulp!), posò in topless per la pagina 3 del tabloid The Sun, secondo gli usi e i costumi (succinti, questi ultimi) dei giornali popolari d'oltremanica. Quelle foto, con e senza bikini, diventarono materia di poster che i maschietti ottantologisti conservavano con cura, carezzandoli con le dita come se fossero a tre dimensioni. E non si può non essere d'accordo nel referendum che ha votato Sam come la miglior ragazza di pagina 3 della storia del Sun. Più di recente ha fatto coming out, dichiarando il suo amore per la manager Myra Stratton, e la si vede spesso in tournée con Sabrina Salerno, in un'accoppiata di scollature da infarto.
Dalla quinta abbondante alla seconda scarsa, per raccontare l'epopea di Patsy Kensit, che fu cantante degli Eighth Wonder e fu protagonista femminile del film musical Absolute Beginners, con David Bowie a recitare e Julian Temple alla regia. E poi fu a Sanremo, ospite internazionale di un festival, con un vestito scarso di spalline. E, si sa, le seconde scarse tengono su i vestiti molto peggio delle quinte abbondanti. Il vestito scivolò in diretta, svelando le grazie della bella inglesina. E il suo successo, almeno in Italia, si moltiplicò, a dimostrazione che anche nel mercato discografico c'è qualcosa che tira di più di una coppia di buoi. Proprio l'Italia, insieme al Giappone, è stato il paese che ha dato più soddisfazioni discografiche agli Eighth Wonder. Che nel frattempo si sono sciolti dal 1989. Patsy che compirà 45 anni a marzo, è però rimasta nell'ambiente, fondamentalmente sposando musicisti: nell'ordine Dan Donovan dei Big Audio Dynamite, Jim Kerr dei Simple Minds e Noel Gallagher degli Oasis. Il quarto marito, sposato nel 2009, è un dj, ma hanno già divorziato. E dire che, da fervente cattolica, si fece remore a recitare una scena d'amore con Mel Gibson in Arma Letale 2...
31 gennaio 2013
LE GNOCCHE DELLA MUSICA ANNI OTTANTA - SECONDA ELIMINATORIA
Che cos'hanno in comune Sabrina Salerno e Ivana Spagna? No, non cominciate a misurare le coppe dei reggiseni, anche perché se una delle rivali è Sabrina, probabilmente non c'è partita. Sono italiane, italianissime, ma hanno venduto vagonate di dischi all'estero. E per la musica italiana non-così-melodica, salvo rare eccezioni alla Gianna Nannini, non è mai stato così scontato. Invece nel 1986 la bionda screziata supertruccata Spagna lanciò Easy Lady e, invece di accontentarsi di un numero uno in Italia e della vittoria al Festivalbar, fece breccia nella Top 10 in Svizzera e Francia, la sfiorò in Germania e la raggiunse poco dopo nell'inafferrabile Regno Unito, con la sua seconda hit Call Me. E nel 1987 Boys di Sabrina Salerno in Gran Bretagna raggiunse il numero tre, senza toccare la vetta solo perché alle prime due posizioni c'erano Michael Jackson (gulp) e Madonna (ri-gulp).
All'epoca Spagna era una coraggiosa trentenne che dalla natìa Valeggio sul Mincio aveva fatto una gavetta notevole, vendendo dischi dance con una serie di pseudonimi diversi. Quando portò Easy Lady alle case discografiche, narra la leggenda che la risposta stereotipata fu: "Sei italiana, canti in inglese e ti chiami Spagna. Non hai speranze". Così si produsse il disco da sola e poi, sulla scia del successo, fu una major a bussare alla sua porta per offrirle un contratto. Per mesi faticammo a renderci conto del fatto che fosse italiana, tant'è che nel 1989 partecipò a Sanremo come ospite internazionale, a dispetto del fatto che Spagna fosse il cognome (e Ivana il nome). Il look? Nulla lasciato al caso, dall'enorme densità di riccioli biondi in testa, al trucco che le sbiancava il viso per evidenziare ombretto e rossetto fluo, con effetto filtro di photoshop prima che il software di correzione delle immagini venisse al mondo. Quanto al corpo, se ne stava ben coperto sotto giacche squadrate di foggia quasi militare.
Indossava una giacca anche Sabrina Salerno, ma era aperta e ballerina e così, quando una tetta schizzò fuori da una guepière bianca alla tv spagnola, tutti se ne accorsero. Del resto, nel video di Boys, girato in una piscina di Jesolo, un bikini bianco senza spalline lasciava poco all'immaginazione, oppure molto, se lo si guarda dal punto di vista di un ormone sedicenne imbizzarrito. Sabrina, all'epoca, era poco più grande di noi: classe 1968, cantava Sexy girl già nel 1986 e, nel 1987, girava l'Europa per cantare Boys, con scollature a dir poco generose. Fece concerti anche a Mosca, scrissero per lei i guru della dance inglese Stock, Aitken & Waterman (quelli dietro le Bananarama, tra gli altri) e Giorgio Moroder. E noi maschietti, nonostante quello, l'avremmo guardata anche se avesse usato un playback umano alla Den Harrow. Conosco ormoni che, al solo pensiero, ancora sospirano di nostalgia...
24 gennaio 2013
LE GNOCCHE DELLA MUSICA ANNI OTTANTA - PRIMA ELIMINATORIA
Negli anni Ottanta assetati di rivalità a tutti i costi, come ai tempi di "o Beatles o Rolling Stones", avevano provato a metterle una contro l'altra. O meglio, a creare una linea di confine tra i fans: o stavi con la material girl, o stavi con la ragazza che voleva solo divertirsi. O con Madonna, o con Cyndi Lauper. Se quella di allora era rivalità fittizia, adesso vi tocca fare sul serio, perché potrete mandarne solo una alla semifinale del nuovo sondaggione di Ottantology, che parla di musica al femminile e, per questo, chiama a raccolta i maschietti.
23 gennaio 2013
I BELLOCCI DELLA MUSICA ANNI OTTANTA - IL VINCITORE
Al termine dello spoglio dei voti, la commissione elettorale radunatasi durante la notte ha emesso il verbale che certifica i risultati del sondaggione dei bellocci della musica anni Ottanta.
Votanti: 303
Joey Tempest: 181 voti (pari al 59,7%)
Umberto Tozzi: 122 voti (pari al 40,3%)
Pertanto il belloccio dei bellocci della musica degli anni Ottanta è...
JOEY TEMPEST!
Grazie a tutti, e soprattutto a tutte coloro che hanno partecipato a questa lunga tornata elettorale. E, se i sondaggioni di Ottantology vi piacciono, pazientate fino a domani. Ma stavolta toccherà soprattutto ai maschietti esprimersi...
11 gennaio 2013
QUANDO NAJ OLEARI INCONTRA PACMAN
Abbiamo molte cose in comune con Naj Oleari: questioni geografiche (la loro sede operativa è in provincia di Biella, da quando il gruppo Lavino ne ha rilevato il marchio) e una certa nostalgia per gli anni Ottanta, quando loro furoreggiavano e noi, beh, ci provavamo, anche indossando i loro accessori come status symbol. Da quando hanno rinfrescato le fantasie per la loro borsa più mitica, la postina, anche i maschietti hanno un punto di contatto più familiare con la linea NJ.
Date un'occhiata alla borsa nell'immagine: sfondo nero, una serie di fantasmini colorati, una palla gialla a bocca aperta. Indovinato? È Pacman, trasformato dai designers di Naj Oleari in protagonista della nuovissima linea delle più cult tra le borse cult degli anni Ottanta. Si tratta di una sola delle fantasie disponibili, naturalmente. E di uno solo degli accessori con le leggendarie fantasie Naj Oleari. Il resto lo trovate sul loro sito, compreso l'elenco dei negozi in cui procurarsi una "postina". E se io, che non sono modaiolo, non vi convinco, fidatevi di La Pina, la fashion victim di Radio Deejay, e del suo blog Tuttasbagliata...
13 ottobre 2012
I 10 ANIMALI PIU' FAMOSI DEI TELEFILM ANNI OTTANTA
C'è un famoso adagio, che probabilmente funziona ancora nei backstages di film e fiction: meglio un cane attore che un attore cane. Il fatto è che di cani, gatti, cavalli, perfino alligatori e pesci attori è piena la storia della tv. Anche quella anni Ottanta, ovviamente. Allora eccovi la nostra personalissima top 10 dei nostri animali preferiti dei "nostri" telefilm.
1. Abramo (Il mio amico Arnold) Alla posizione numero uno un pesce? Sì, un pesce: sarà che non gli erano necessarie particolari doti da attore, ma l'ospite nero della piccola boccia nella stanza del guanciuto Arnold era protagonista vero della sit com. Innumerevoli le scene in cui il bambino confidava a lui le sue pene, le sue paure, i suoi dubbi da piccolo figlio adottivo catapultato in un attico di Manhattan. E lui, paziente, gli nuotava davanti al naso. Che altro poteva fare?
28 agosto 2012
SPECIALE GUIDA TV: TORNA CASA KEATON
La segnalazione ci è arrivata da un anonimo commentatore di questo post, in cui ripercorrevamo le vite dei protagonisti del telefilm, dopo il telefilm stesso. Il tempo di una verifica, ed ecco la conferma: sono tornate le repliche di Casa Keaton, in chiaro e sul digitale terrestre. A portarle in onda, tutte le sere a partire dalle 22, è (manco a dirlo) Frisbee, canale consorziato con K2 che, alla stessa ora e con lo stesso marchio "Seratissima" continua a trasmettere i Robinson. E prima ancora, e chi ci segue lo sa, insieme ci hanno fatto rivivere ogni istante dei Jefferson e de Il mio amico Arnold.
La bella sorpresa arriva pochi giorni dopo un'altra buona notizia: Michael J. Fox è pronto a tornare sulle scene, che ha calcato sempre meno di frequente da quando, ormai quasi quindici anni fa, gli era stato diagnosticato il morbo di Parkinson. Interpreterà una serie tv, prodotta per il network Fox e in uscita nell'autunno 2013, nei panni di un padre di famiglia malato proprio di Parkinson. Quasi la storia della sua vita...
Sullo stesso argomento
25 agosto 2012
LA PRIMA GIORNATA DI SERIE A (DEL 1982)
![]() |
| Bruno Conti e la curva Sud della Roma |
(da leggersi, come l'anno scorso, con la voce di Paolo Valenti)
Gentili telespettatori, inizia oggi una nuova avventura con la serie A. I tifosi italiani hanno ancora negli occhi lo splendido trionfo della notte di Madrid, quando Dino Zoff ha alzato al cielo la coppa del mondo, e si apprestano a vivere con rinnovato entusiasmo la corsa allo scudetto che vede la Juventus campione d'Italia nei panni della naturale favorita. Tanto più che ha aggiunto due campioni del calibro del francese Michel Platini e del polacco Zbigniew Boniek alla sua rosa.
24 agosto 2012
L'ULTIMO EPISODIO DEI ROBINSON
![]() |
| Il ballo tra Claire e Cliff, nell'ultimo episodio dei Robinson |
Non l'avevo mai visto. Colpa, credo, della programmazione casuale che i canali italiani dedicano sempre ai telefim. Oppure quella sera ero in birreria con gli amici. Poi, due sere fa, guardo la tv e finisco su K2, il canale del digitale terrestre che punta moltissimo sulle repliche dei "nostri" telefilm. E c'erano i Robinson. Cliff un po' più brizzolato. Clair un filino più rotonda. Rudy quasi adolescente. Olivia pronta per le elementari. Un po' di altri figli assenti, tra università fuori città, famiglie che li hanno portati altrove e tutti quegli espedienti che usano gli sceneggiatori quando non viene rinnovato il contratto a qualche attore.
Non avevo capito che era l'ultimo, il finale di sempre. Sembrava solo una sorta di puntata emozionale, con la laurea di Theo a fare da filo conduttore. Invece, dopo la scena esilarante della proclamazione (il rettore che chiama ad alzarsi 8mila studenti e poi li fa sedere, e Cliff che si inalbera a modo suo perché non hanno pronunciato il nome di suo figlio), ecco che si torna nel solito soggiorno di casa, quello con il divano, il tavolino e la tv. Papà Robinson fa una cosa che non gli era mai riuscita prima, cioé riparare qualcosa in casa. Nella fattispecie il campanello che, invece di un ordinario drin, sprigiona una melodia. Cliff e Clair ballano. E, ballando, escono da quello che è uno studio affollato di spettatori che applaudono commossi.
Era il 1992, il 30 aprile negli Stati Uniti. Quando l'abbiano trasmessa in Italia non so. Ma è stato bello trovarla per caso e gustarla fino in fondo. E se ve la siete persa, tranquilli. Sul canale 41 del digitale terrestre continuano le repliche: hanno ripreso dall'inizio...
Sullo stesso argomento
16 luglio 2012
OTTANTA FACCE: PHOEBE CATES
Oggi, come ha osservato un sito web americano esperto in spettacolo e gossip, ricorre il trentesimo anniversario del diciannovesimo compleanno di Phoebe Cates. In breve, se non vi va di far calcoli, oggi compie 49 anni la signorina Paradise, uno dei sogni proibiti delle adolescenze maschili ottantologiste (che si chiedevano come mai tutta quella buona sorte toccasse al coprotagonista Willie Aames, alias Tommy de La Famiglia Bradford). Tutto cominciò proprio con quel film, datato 1982, che riprendeva, a un centimetro dal plagio, i temi di Laguna Blu, di due anni prima, con l'altro sogno proibito Brooke Shields. Le due protagoniste condividono un altro dettaglio legato a quei film ambientati su torride isole deserte: si sono mostrate nude, benché minorenni. Alla quindicenne Brooke Shields toccò testimoniare in tribunale, giurando che per le sue scene senza veli era stata usata una controfigura. Phoebe Cates, invece, era proprio lei, a diciassette anni e qualche mese durante le riprese. E, sempre nel 1982, appena valicata la soglia della maggiore età, si slacciò il reggiseno rosso nel film Fast Times ad Ridgemont High (titolo italiano Fuori di testa), vera parata di stelle future, da Nicolas Cage a Forest Whitaker, da Jennifer Love Hewitt a Sean Penn. Quel topless è stato votato miglior scena di nudo dei film americani di tutti i tempi (giudizio opinabile, forse: ci vorrebbe un sondaggione di Ottantology...).
12 luglio 2012
ECCO DOVE ERAVATE LA NOTTE DEL MUNDIAL 1982
Gli ottantologisti hanno risposto all'appello e, nel giorno del trentennale della vittoria del Mundial 1982, ci hanno raccontato dove erano la sera di Italia-Germania 3-1. Ed è uscito un bellissimo diario di piccole nostalgie. Eccolo...
Ovviamente alla tv. Fu una serata di tensione sul divano di casa con la famiglia (tutta molto sportiva da sempre)!!!!
Elizabeth
Io e mia mamma in sala, io
esultavo e mia mamma mi diceva di stare zitta e che nn c'era bisogno di
tutta quell'euforia. Al terzo gol ho aperto la finestra e nn mi ha detto
piú niente. Avevo 14 anni e mi ha permesso di scendere in strada, ma la
mia via era secondaria cosi mi ha concesso di andare fino all'incrocio.
Piccola storia di un'educazione che adesso vedo poco! ;)
Barbara
Io ero a casa di parenti, che loro avevano già la tv a colori 8-0. Eicordo i clacson e la gente, in strada, che esultava, mi sentivo
fiero; la gioia di bimbo di allora non l'ho più provata nel 2006...
Paolo
Ero al mare a Tirrenia in
albergo. C'erano tanti turisti tedeschi. Al terzo goal si alzarono tutti
e andarono via triiiisti, tristi. Anche per me, come per Paolo, la
gioia fu immensa. Ero piccola ma il mondiale del 1982 con tutta la sua
emozione è per me incancellabile.
Susan
Avevo appena avuto
l'orale della maturità. Finiva un incubo. Per festeggiare quello e la
vittoria dell'Italia finimmo tutti nella fontana della stazione.
Maria Teresa
Avevo 10 anni, a casa con
tuuuuuuuuuutta la famiglia... mio nipote all'epoca 2 anni, braccio
ingessato, vedendo tutti esultare dalla gioia si era gasato un po' troppo e
quasi faceva esplodere la tv con un cazzotto! 'na figata di serata!
Mondiali 2006 commossa e felice, papà prova x l'ultima volta
l'emozione dell'Italia che festeggia... per lasciarci qualche mese
dopo.
FraAle
Me la ricordo quella partita: ascoltata alla radio in cucina - forse la tele era rotta chissà - una sera calda, papà e io.
Patrizia
Guardata alla tele, in bianco
e nero; e poi a fare l'unico carosello che mio padre abbia mai fatto in
vita sua, con una bandiera di carta che mi ero fatto io, colorandola
con gli acquarelli... Ah, dimenticavo. La
macchina usata per il carosello era un 1100 R della Fiat, grigio canna
di fucile, anno 1968, che già allora era un reperto archeologico...
Roberto
Io ero a Cavi di Lavagna, nel bar dell'Hotel Arco del Sole, pieno di
tedeschi. Alla fine bloccammo l'Aurelia facendo fare il toro alle auto
che passavano. Poi su un Renegade rigorosamente anni 80 salimmo sul
marciapiede del lungomare di Sestri facendo zig zag tra le aiuole e
cantando Rossi-Tardelli-Al-to-belli... Il 2006 non è stato così bello.
Dodo
Nella pancia della mia mamma
Maddalena
Al mare con mia nonna, che per vedere la partita a momenti dà fuoco alla cucina...
Barbara
A Druogno, al campo estivo o
come diavolo si chiamava allora del mio paese, e dopo le animatrici ci
hanno inseguito ovunque, perchè volevamo festeggiare con un bagno nel
torrente...
Simona
In un albergo di Castiglione della Pescaia, unico italiano con 12 tedeschi. Indimenticabile.
Andrea
Luglio 1982, stadio Santiago Bernabeu, io c'ero. Tutte le partite, da Barcellona fino a Madrid!!! :) me lo ricorderò finchè campo, anche se avevo solo 9 anni :)
Elisabetta
Dunque io ero piccolina: avevo solo due anni, ma mia madre ricorda benissimo dov'ero. Ero in balcone di casa mia che gridavo: Italia! Italia! con la bandierina in mano e nel frattempo mi sporgevo tra le sbarre in modo troppo audace, provocando il panico totale! Ahahah ecco perchè mia madre non potrà mai scordarlo :P però tifavo italia sin da quando ero piccolissima :))
Virginia
Dunque io ero piccolina: avevo solo due anni, ma mia madre ricorda benissimo dov'ero. Ero in balcone di casa mia che gridavo: Italia! Italia! con la bandierina in mano e nel frattempo mi sporgevo tra le sbarre in modo troppo audace, provocando il panico totale! Ahahah ecco perchè mia madre non potrà mai scordarlo :P però tifavo italia sin da quando ero piccolissima :))
Virginia
18 giugno 2012
OTTANTA FACCE: TRAPATTONI E TARDELLI
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| Da sinistra Tardelli nel 1982, Tardelli e Trap oggi e Trap nel 1983 |
Italia-Irlanda di questa sera a Euro 2012 non è una partita come le altre, e non perché dal risultato dipende la qualificazione degli azzurri. Sulla panchina degli irlandesi siedono due leggende viventi del calcio italiano. Giovanni Trapattoni da Cusano Milanino, classe di ferro 1939, è sulla cresta dell'onda dal 1976, anno in cui fu scelto, da semisconosciuto, per guidare la Juventus con la quale iniziò un ciclo vincente. Nella sua lunghissima carriera ha allenato Platini e Matthäus, ma anche Strunz, e non le ha mai mandate a dire a nessuno, in qualsiasi lingua. Per esempio, alle critiche dell'ex capitano dell'Irlanda Roy Keane sulle prestazioni della squadra (due sconfitte, sette gol subiti agli Europei finora) ha risposto prima in inglese con accento lombardo, con diplomazia. Per poi rincarare la dose in italiano: "Non ha mai vinto un cazzo". E infine, ha chiuso la conferenza stampa con un impagabile "No applaud". Del resto, da anni le sue interviste forgiano nuove espressioni di altre lingue. In Germania usano uno sgrammaticato ma efficace "Ich haben fertig", per dire "ho finito" come diceva lui. E gli irlandesi hanno imparato il significato di "Non dire gatto se non ce l'hai nel sacco", tradotto in "Cat in the sack".
Accanto al Trap siederà uno dei suoi ex campioni, ora diventato viceallenatore della Nazionale irlandese. Noi ottantologisti ce lo ricordiamo folle di gioia e di adrenalina, mentre correva e urlava dopo aver segnato il gol del 2-0 nella finale Italia-Germania Ovest del Mundial 1982. Va detto che, come testimonia la foto, tra i due Marco Tardelli è quello che è invecchiato peggio: Classe 1954 (porca paletta, gli idoli calcistici della nostra generazione vanno per i sessanta), ha preso più di qualche chilo e di qualche ruga. Restano tali e quali i capelli, con quel ciuffo pettinato con la riga che faceva un po' fuori moda anche allora...
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Kelly LeBrock
Morten Harket
Joey Tempest
Cyndi Lauper
Rob Lowe
Todd Bridges
Luis Miguel
Nikka Costa
Le Trix
Terence Trent d'Arby
Mick Hucknall
Kelly LeBrock
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Rob Lowe
Todd Bridges
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Nikka Costa
Le Trix
Terence Trent d'Arby
Mick Hucknall
16 giugno 2012
LA GIRELLA IN TOUR CON I DIVINA
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| I Divina sul palco dell'Area 51 di Vignole Borbera (Alessandria) |
Ma li conoscete i Divina? Beh, dovreste. Sono una band che da dieci anni gira l'Italia con una missione ben precisa: fare divertire e fare ballare la gente che va ai loro concerti, rigorosamente sulla musica di cover degli anni Settanta, Ottanta e (qualche volta) Novanta, con un repertorio che va dai Duran Duran a Michael Jackson, da Enola Gay a Footloose. Questi decenni ci ricordano qualcosa, in effetti: Correva l'anno della Girella, il libro di cui amiamo vantarci, si occupa esattamente di quel lasso di tempo e con lo stesso spirito, solleticare ricordi e nostalgie, ma divertendosi e facendo casino.
09 maggio 2012
FIGU: JUARY (Avellino 1980-81)
Jorge Dos Santos Filho, per il mondo del calcio Juary, è nato il 16 giugno 1959 a Sao Joao de Meriti, città di quasi 500mila abitanti nello stato di Rio de Janeiro. A diciannove anni era attaccante titolare del Santos, la squadra di Pelé (giocò anche nella sua partita di addio), e conquistò la convocazione nella Nazionale brasiliana per la Coppa America del 1979. Per dissidi con i dirigenti venne poi ceduto in Messico, all'Universidad de Guadalajara. Ad Avellino arrivò nell'estate del 1980, quasi per caso, nel senso che i dirigenti del club messicano lo convinsero a salire sull'aereo verso l'Italia dicendogli: «Andiamo a vedere giocatori, vieni a darci una mano». E poi, in volo, gli aggiunsero: «Non è vero, ti abbiamo venduto all'Avellino». Juary, come ha raccontato nel 2005 in un'intervista a Alessandro Dell'Orto di Libero, nemmeno sapeva dove fosse Avellino. Il presidente Antonio Scibilia, benché perplesso perché era piccolino, si fidò dell'allenatore Luis Vinicio e chiuse l'affare. Fu una buona scelta: Juary segnò 13 gol in due stagioni, rendendosi popolare in tutta Italia per il suo modo di esultare: una danza attorno alla bandierina. In Irpinia visse anche la tragedia del terremoto: «Per questo» ha aggiunto «io mi sento avellinese».
Nel 1982 finì all'Inter, che lo voleva per usarlo come pedina di scambio per arrivare all'austriaco del Cesena Walter Schachner. L'operazione fallì e Juary restò in nerazzurro senza brillare. Nel 1983 finì all'Ascoli (5 reti e salvezza), nel 1984 alla Cremonese, che retrocesse. L'estate successiva Juary lasciò l'Italia e accettò l'offerta del Porto. In tre stagioni vinse tutto: prima il titolo portoghese, poi la Coppa dei Campioni 1986-87, 2-1 in finale al Bayern Monaco con suo gol decisivo, su assist dell'algerino Rabah Madjer che di tacco aveva segnato la rete del pareggio, e infine la Coppa Intercontinentale. Altre quattro stagioni in Brasile e, nel 1992, è arrivato l'addio al calcio giocato.
In Italia è tornato nel 2005, come allenatore delle giovanili del suo Avellino. Ma prima è stato per tre anni protagonista di un progetto nelle favelas di San Paolo, "Futebol comunitario", nato per tenere lontani dai guai i ragazzini dei quartieri difficili. In seguito ha allenato le giovanili di Potenza, Napoli e Porto, poi la prima squadra di Banzi e Aversa Normanna nelle serie dilettantistiche. Dal 2010 è il tecnico del Sestri Levante, campionato di Eccellenza ligure. Poco più di un mese fa ha centrato, con cinque giornate di anticipo sulla fine del campionato, la promozione matematica alla serie D.
Sposatosi due volte, ha cinque figli ed è già nonno: ha qualche chilo in più, ma il sorriso è lo stesso (come prova questa foto). In Italia ha messo radici, visto che ad Avellino ha aperto anche una scuola calcio. Uno dei figli, dopo aver giocato nelle giovanili dell'Udinese e in serie D nel Cervia post-reality show televisivo, è tornato pure lui ad Avellino, nel 2009, per giocare a calcio a 5.
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03 maggio 2012
CEN-TO-MI-LA! (POST AUTOCELEBRATIVO)
Che poi il titolo non è del tutto veritiero: in realtà vogliamo celebrare voi, tutti voi amici senza un volto, che in questi mesi siete passati da queste pagine per centomila volte. Stanotte (e sì, avrei voluto essere sveglio per assistere al momento, ma l'età avanza e il sonno pure...) abbiamo tagliato il traguardo del clic numero 100.000 su Ottantology, il blog. Non è male, in un anno e poco più: siamo online dal 21 marzo 2011, esattamente un anno prima della pubblicazione di Correva l'anno della Girella, il libro di cui amiamo vantarci. E soprattutto siamo felicissimi.
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