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11 gennaio 2013

QUANDO NAJ OLEARI INCONTRA PACMAN


Abbiamo molte cose in comune con Naj Oleari: questioni geografiche (la loro sede operativa è in provincia di Biella, da quando il gruppo Lavino ne ha rilevato il marchio) e una certa nostalgia per gli anni Ottanta, quando loro furoreggiavano e noi, beh, ci provavamo, anche indossando i loro accessori come status symbol. Da quando hanno rinfrescato le fantasie per la loro borsa più mitica, la postina, anche i maschietti hanno un punto di contatto più familiare con la linea NJ.
Date un'occhiata alla borsa nell'immagine: sfondo nero, una serie di fantasmini colorati, una palla gialla a bocca aperta. Indovinato? È Pacman, trasformato dai designers di Naj Oleari in protagonista della nuovissima linea delle più cult tra le borse cult degli anni Ottanta. Si tratta di una sola delle fantasie disponibili, naturalmente. E di uno solo degli accessori con le leggendarie fantasie Naj Oleari. Il resto lo trovate sul loro sito, compreso l'elenco dei negozi in cui procurarsi una "postina". E se io, che non sono modaiolo, non vi convinco, fidatevi di La Pina, la fashion victim di Radio Deejay, e del suo blog Tuttasbagliata...

21 ottobre 2011

IL RITORNO DI EL CHARRO (E DI NAJ OLEARI)

Uno zainetto Naj Oleari, edizione 2011

Ma che succede alla piccola e periferica Biella? Quella che è (era?) la capitale mondiale della lana di pregio (e che incidentalmente è la nostra città), sembra avere il dono di Re Mida per quanto riguarda i marchi anni Ottanta: passano di qui, e riprendono vita. Era successo nel 1996 con Naj Oleari, il brand degli zainetti da merenda dell'asilo, dai colori pastello e dai motivi allegri, che spopolarono tra le teen agers del 1985 e dintorni. Dopo il declino post-eighties, il marchio fu acquistato dalla famiglia Lavino, imprenditori biellesi già sul (vostro) mercato con i cosmetici di Bottega Verde. Il risultato? Ora i prodotti Naj Oleari sono di nuovo tra noi: scarpe, occhiali, tessuti da arredamento, perfino sedie di design fatte in cartone e, naturalmente, borse e zainetti. Che, se li vedessero le vostre bimbe, con quel bel colore rosa e i lamponi disegnati, scommettiamo che rinuncerebbero alle Winx?

Una cintura El Charro, edizione 2011

E poi è arrivato El Charro. Il marchio si è smembrato: quasi tutto fa capo a un'azienda di Latina, tranne le cinture, ovvero il prodotto trainante degli anni Ottanta. Questo ramo d'azienda è stato rilevato da Celestino Nasti, ex direttore di un ufficio postale in provincia di Biella. E proprio da Biella ha rimesso in piedi produzione e distribuzione, anche via web, delle cinture: ci sono quelle di allora, con le preziose fibbie (che si possono acquistare anche singolarmente) che andavano mostrate, ficcando i maglioni dentro i jeans come voleva la moda. E ci sono anche prodotti dal design nuovo, come la cintura dedicata ai tifosi dell'Angelico Biella di pallacanestro, di cui El Charro è co-sponsor.
Che dite, ci mettiamo un po' d'impegno, noi biellesi, e riportiamo in edicola anche Il Paninaro? In fondo, prima che arrivasse l'Ikea, eravamo anche la capitale del mobile, che viaggiava in tutta Italia, isole comprese. Provare per credere...