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25 agosto 2012

LA PRIMA GIORNATA DI SERIE A (DEL 1982)

Bruno Conti e la curva Sud della Roma

(da leggersi, come l'anno scorso, con la voce di Paolo Valenti)
Gentili telespettatori, inizia oggi una nuova avventura con la serie A. I tifosi italiani hanno ancora negli occhi lo splendido trionfo della notte di Madrid, quando Dino Zoff ha alzato al cielo la coppa del mondo, e si apprestano a vivere con rinnovato entusiasmo la corsa allo scudetto che vede la Juventus campione d'Italia nei panni della naturale favorita. Tanto più che ha aggiunto due campioni del calibro del francese Michel Platini e del polacco Zbigniew Boniek alla sua rosa.

04 luglio 2012

FIGU: CESARE PRANDELLI (Atalanta 1986-87)


Prandelli Cesare (o Claudio, ma questa è una storia complicata) è nato a Orzinuovi, in provincia di Brescia, il 19 agosto 1957. Da giocatore, ha mosso i primi passi nella Cremonese: era diciottenne, orfano di padre da due anni e giocava in serie B quando, dopo una partita, in un bar del paese (dove lo chiamavano Spuma, come il nonno, che aveva una piccola fabbrica di bibite) incontrò la non ancora quindicenne Manuela. Il giorno dopo, con una scusa, andò a prenderla a scuola. Nel 1982, quattro anni dopo, si sposarono: Prandelli, che aveva già disputato un buon campionato all'Atalanta ed era stato preso dalla Juventus di Trapattoni, Platini e del blocco che fece felice l'Italia di Bearzot, aveva già vinto due scudetti. Testimoni di nozze furono Antonio Cabrini e Domenico Pezzola, il giovane giocatore che l'Orceana, la squadra di Orzinuovi, cedette insieme a Prandelli alla Cremonese, in cambio di 500mila lire. Nel calcio non ebbe la stessa fortuna e ora vende formaggi.

20 giugno 2012

FIGU: ALEXANDR ZAVAROV (Juventus 1988-89)



Zavarov Alexandr (o Oleksandr, secondo la translitterazione ucraina) è nato a Vorosilovgrad, allora Unione Sovietica, ora Ucraina, il 20 aprile 1961. Cresciuto nel Zorja, il club della sua città, ha vinto una Coppa dell'Unione Sovietica con il Rostov all'età di vent'anni nel 1981, ma la sua carriera ha preso slancio a partire dal 1983, quando è passato alla Dinamo Kiev, all'epoca una delle squadre leader non solo dell'Est ma dell'intero calcio europeo, guidata dall'allenatore Valeriy Lobanovskiy, soprannominato sergente di ferro e fautore di una preparazione fisica meticolosa e del gioco di squadra sopra ogni individualità. Alla Dinamo, Zavarov conquista campionato e coppa sovietica nel 1984-85 e, nella stagione successiva, la Coppa delle Coppe, con un suo gol ad aprire le marcature nel 3-0 finale all'Atletico Madrid.

30 maggio 2012

FIGU: MASSIMO MAURO (Catanzaro 1981-82)


Mauro Massimo, nato a Catanzaro il 24 maggio 1962 (ha quindi appena compiuto cinquant'anni), ha mosso i primi passi da calciatore nella squadra della sua città, sulle orme del fratello maggiore Gregorio, che esordì in serie A prima di lui, nel 1979-80. Il giovane Massimo, ala destra dal dribbling facile, mise piede nella massima serie nella parte finale dello stesso campionato, appena diciottenne. Due anni dopo, con il Catanzaro ormai invitato fisso alla tavola nobile della serie A, era una delle colonne della squadra che centrò il secondo settimo posto consecutivo, compresa l'eliminazione in semifinale di Coppa Italia, nonostante avesse ceduto l'ala sinistra e idolo della tifoseria Massimo Palanca.

23 maggio 2012

FIGU: CARLO ANCELOTTI (Roma 1980-81)


Ancelotti Carlo è nato a Reggiolo, in provincia di Reggio Emilia, il 10 giugno 1959. Arrivato sedicenne nelle giovanili del Parma, a diciotto anni era già titolare e a diciannove fu il trascinatore della squadra che conquistò la promozione in serie B. Nell'estate del 1979 giocò un tempo in un'amichevole con la maglia dell'Inter, ma alla fine andò alla Roma, voluto fortemente dall'allenatore svedese Nils Liedholm. In giallorosso restò otto stagioni, compresa quella dello scudetto 1982-83 e vincendo quattro Coppe Italia. Nell'estate del 1987 passò al Milan e rivinse tutto, due scudetti, due Coppe dei Campioni (con la Roma aveva perso quella del 1983, ma senza scendere in campo in finale) e due Coppe Intercontinentali. Nello storico 5-0 al Real Madrid nella semifinale della Coppa dei Campioni 1989 c'è quello che è considerato il suo gol più bello in carriera. Nel 1992 si è ritirato dal calcio giocato a soli 33 anni, una decisione presa anche per i ripetuti infortuni al ginocchio che ne hanno rallentato la carriera. Sarebbe stato certamente convocato per i Mondiali del 1982, per esempio, se non avesse patito un guaio serio ai legamenti. La sua storia con la Nazionale (26 presenze, una rete) è stata resa meno brillante proprio dai guai fisici: convocato nel 1986 in Messico pagò più di tutti l'altura enon fu mai schierato. Nel 1990 in Italia era titolare fisso, ma fu frenato da un guaio muscolare.