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07 febbraio 2013

LE GNOCCHE DELLA MUSICA ANNI OTTANTA - TERZA ELIMINATORIA


Oggi parliamo di tette. Il che, normalmente, ai maschietti interessa. E la sfida da sondaggione è tra una scollatura da campionato del mondo e una da Eurovisione. Ovvero tra i due "roberti" (cit. Giorgio Faletti dei tempi del Drive In) di Samantha Fox e il capezzolo birichino di Patsy Kensit.
Che poi fa brutto parlare della parte per il tutto. In fondo sono state star della musica del nostro decennio. Sam Fox fu numero 3 in Gran Bretagna e numero 4 negli Usa con Touch Me, il singolo che la consegnò alla fama internazionale. Nel Regno Unito, suo luogo di nascita, era già qualcuno: nel 1983, a diciassette anni non ancora compiuti, prima vinse un concorso di bellezza grazie alle foto in lingerie che la mamma aveva inviato (la mamma!). Poi, ancora minorenne, con il permesso dei genitori (gulp!), posò in topless per la pagina 3 del tabloid The Sun, secondo gli usi e i costumi (succinti, questi ultimi) dei giornali popolari d'oltremanica. Quelle foto, con e senza bikini, diventarono materia di poster che i maschietti ottantologisti conservavano con cura, carezzandoli con le dita come se fossero a tre dimensioni. E non si può non essere d'accordo nel referendum che ha votato Sam come la miglior ragazza di pagina 3 della storia del Sun. Più di recente ha fatto coming out, dichiarando il suo amore per la manager Myra Stratton, e la si vede spesso in tournée con Sabrina Salerno, in un'accoppiata di scollature da infarto.
Dalla quinta abbondante alla seconda scarsa, per raccontare l'epopea di Patsy Kensit, che fu cantante degli Eighth Wonder e fu protagonista femminile del film musical Absolute Beginners, con David Bowie a recitare e Julian Temple alla regia. E poi fu a Sanremo, ospite internazionale di un festival, con un vestito scarso di spalline. E, si sa, le seconde scarse tengono su i vestiti molto peggio delle quinte abbondanti. Il vestito scivolò in diretta, svelando le grazie della bella inglesina. E il suo successo, almeno in Italia, si moltiplicò, a dimostrazione che anche nel mercato discografico c'è qualcosa che tira di più di una coppia di buoi. Proprio l'Italia, insieme al Giappone, è stato il paese che ha dato più soddisfazioni discografiche agli Eighth Wonder. Che nel frattempo si sono sciolti dal 1989. Patsy che compirà 45 anni a marzo, è però rimasta nell'ambiente, fondamentalmente sposando musicisti: nell'ordine Dan Donovan dei Big Audio Dynamite, Jim Kerr dei Simple Minds e Noel Gallagher degli Oasis. Il quarto marito, sposato nel 2009, è un dj, ma hanno già divorziato. E dire che, da fervente cattolica, si fece remore a recitare una scena d'amore con Mel Gibson in Arma Letale 2...

02 ottobre 2012

I BELLOCCI DELLA MUSICA ANNI OTTANTA – DODICESIMA PARTE

Per la dodicesima sfida fra i bellocci della musica anni Ottanta, si torna in Italia, con Eros Ramazzotti e Vasco Rossi.
Eros Walter Luciano nasce il 28 ottobre 1963 a Roma dal viterbese Rodolfo, un operaio edile, musicista e cantante a livello amatoriale nel tempo libero, e da Raffaella Molina, casalinga, originaria di Vibo Valentia. Complice l'aria che si respira in casa, Eros inizia da giovanissimo a studiare pianoforte e chitarra così, dopo le scuole medie, decide di fare domanda di ammissione al Conservatorio della capitale ma viene respinto.
La svolta arriverà negli anni Ottanta.

EROS, PRIMI ANNI OTTANTA
Nel 1981 si presenta al concorso Voci Nuove del Festival di Castrocaro con la canzone “Rock 80” e nonostante la vittoria vada a Zucchero e a Fiordaliso, il suo inconfondibile timbro nasale non passa inosservato.
L'anno successivo partecipa a “Un disco per l'estate”, una manifestazione canora che si teneva tra giugno e luglio a Saint Vincent, con un brano – “Ad un amico” – dedicato ad un amico d'infanzia prematuramente scomparso e nel 1983 ad una gara ai Castelli Romani interpretando “Pezzi di vetro” di Francesco De Gregori.
Ma di lì a poco lo attende un palcoscenico di gran lunga più prestigioso. Il 3 febbraio 1984 infatti debutta al Festival di Sanremo, nella sezione Voci Nuove, con il brano “Terra promessa” che lo fa vincere tra le Nuove Proposte. L'anno successivo bissa l'esperienza, questa volta tra i cosiddetti Big, e il suo brano “Una storia importante” si piazza al sesto posto segnando un vero e proprio trionfo discografico in Italia e in Europa con il suo primo album “Cuori agitati”.

EROS AI TEMPI DI "TERRA PROMESSA"
Manca solo la vittoria fra i “Grandi” e questa arriva nel 1986 con “Adesso tu”, singolo che fa da apripista all'album “Nuovi eroi”, grazie al quale – per non farsi mancare niente – in quell'anno vince anche il suo primo Festivalbar nella categoria 33 giri.
Per il suo ventiquattresimo compleanno decide di regalarsi l'uscita di “In certi momenti” (contenente “La luce buona delle stelle”, cantato insieme a Patsy Kensit), col quale entra nelle posizioni più alte delle classifiche di tutta Europa.
Nel 1988 esce “Musica è” (l'album con “Ti sposerò perché”, giusto per capirsi) e due anni dopo l'album “In ogni senso”, per promuovere il quale approderà anche nel Nord America dove verrà accolto da vere e proprie ovazioni.
Nel 1993 è la volta di “Tutte storie”, anticipato dal singolo “Cose della vita” il cui videoclip è firmato da nientepopodimeno che il regista Spike Lee.
Nel 1996 esce “Dove c'è musica” (“Più bella cosa” vi dice niente?) mentre l'anno seguente pubblica “Eros”, una raccolta di successi (“Musica è” viene interpretata insieme ad Andrea Bocelli e “Cose della vita” con Tina Turner) con due inediti, “Quanto amore sei” (dedicata alla moglie Michelle Hunziker e alla figlia Auroraa) e “Ancora un minuto di sole”.
Nel 2000 è la volta di “Stilelibero” (il duetto con Cher in “Più che puoi” ottiene un grande successo a livello europeo), nel 2003 di “9” (suo nono disco), nel 2005 di “Calma apparente” (che in Europa ha venduto un milione di copie in un solo mese e gli permette di aggiudicarsi il prestigioso premio Platinum Europe Award, consegnatogli a Parigi), nel 2009 di “Ali e radici” mentre è prevista per il prossimo mese l'uscita di “Noi”.
 
EROS OGGI
Dopo la travagliata fine della storia d'amore con la bionda presentatrice svizzera, oggi Eros ha ritrovato la serenità sentimentale al fianco della bellissima Marica Pellegrinelli, che nell'agosto dello scorso anno lo ha reso per la seconda volta papà.

Molto più sregolata la vita del Blasco.
Vasco Rossi nasce a Zocca, un paese dell'Appennino tosco emiliano tra Modena e Bologna, il 7 febbraio 1952.
È stato il padre Giovanni Carlo, di mestiere autotrasportatore, ad aver voluto il nome “Vasco” per il figlio, in ricordo di un omonimo compagno di prigionia durante la seconda guerra mondiale.
La madre, Novella Corsi, casalinga appassionata di musica, decide di iscriverlo a una scuola di canto e a 13 anni il ragazzo vince l'“Usignolo d'oro”, una manifestazione canora modenese nata in concorrenza con lo “Zecchino d'oro” mentre a 14 entra a far parte della sua prima band, i “Little Boy” (poi “Killer”).
Dopo essersi diplomato all'Istituto Tecnico Commerciale “Tanari” di Bologna, Vasco si iscrive nel 1972 con poca convinzione a Economia e Commercio per passare due anni dopo a Pedagogia e poi abbandonare gli studi a otto esami dalla laurea.
Nel 1975, seguendo un'idea dell'amico Marco Gherardi, fonda Punto Radio e il suo programma, “Il Muretto”, diventa in breve tempo un appuntamento imperdibile per molti ascoltatori che risiedevano dalle sue parti.
L'esperienza radiofonica si rivela decisiva e gli permette di entrare in contatto con persone che avranno un ruolo fondamentale per la sua futura carriera.
Sostenuto da amici quali Gaetano Curreri, leader degli Stadio, nel 1978 esce il primo album di Vasco, “...Ma cosa vuoi che sia una canzone...”, pubblicato a tiratura nazionale ma praticamente venduto solo in Emilia Romagna, cui segue l'anno successivo “Non siamo mica gli americani”, contenente “Albachiara”, che però verrà scoperta e rivalutata dal pubblico solo a distanza di anni.

VASCO, PRIMI ANNI OTTANTA

Nel 1980 esce il terzo album, “Colpa d'Alfredo” che registra un'accoglienza alquanto tiepida. Tutt'altro che tiepido fu invece il riscontro che Vasco ha avuto dopo la sua partecipazione a “Domenica In”, per la quale decide di cantare dal vivo un pezzo destinato a suscitare critiche di ogni tipo: “Sensazioni forti” (in effetti vi immaginate la faccia del Pippo nazionale a sentire: «Non importa se la vita sarà breve, vogliamo godere! Godere! Godere!»?).
Il successo arriva finalmente col quarto album, nel 1981, “Siamo solo noi”, il cui singolo omonimo diventa nel giro di poco un vero e proprio inno generazionale.
E da uno che canta «Siamo solo noi, che andiamo a letto la mattina presto e ci svegliamo con il mal di testa... Siamo solo noi, che non abbiamo vita regolare, che non ci sappiamo limitare... Siamo solo noi, quelli che non han più rispetto per niente, neanche per la mente... Siamo solo noi, quelli che poi muoiono presto, quelli che però è lo stesso... » non ci si può aspettare una vita monastica.
Nel 1982 partecipa al Festival di Sanremo con “Vado al massimo” lasciando tutti allibiti (Vasco abbandona il palco mettendo in tasca in microfono che, collegato col filo all'amplificatore, cade creando scompiglio).
L'anno seguente bissa, con “Vita spericolata” (piazzatasi al penultimo posto). Ed anche questa esibizione lascia il segno: all'attacco dell'ultimo ritornello Vasco saluta e se ne va ed è il playback a finire la canzone.
A consacrarlo definitivamente ci pensa l'album “Bollicine” e con l'omonimo singolo (dalle chiare allusioni all'uso della cocaina) vince il Festivalbar nel 1983.
L'anno seguente viene arrestato e trascorre 22 giorni in prigione con l'accusa di detenzione di cocaina e spaccio non a scopo di lucro. Il processo lo scagiona dall'accusa di spaccio, ma lo condanna a due anni e otto mesi con la condizionale per detenzione di sostanze stupefacenti.
Nel 1985 escono “Cosa succede in città” e, a distanza di due anni, “C'è chi dice no”, l'album che sancisce la sua rinascita.
Nel 1989 è la volta di “Liberi liberi” il primo album senza il supporto del suo storico produttore, Guido Elmi, e della Steve Rogers Band.
Gli spari sopra” nel 1993, “Nessun pericolo per te” nel 1996 (contenente l'intensa “Gli angeli”, dedicata all'amico Maurizio Lolli morto di cancro ai polmoni e il cui video è diretto da Roman Polański) e “Canzoni per me” nel 1998 (da cui è tratto “Io no”, brano col quale stravince al Festivalbar di quell'anno) sanciscono la sua definitiva consacrazione.
Il resto è storia recente, sia dal punto di vista musicale (“Stupido hotel” nel 2001, “Buoni o cattivi” nel 2004, “Il mondo che vorrei” nel 2008 e “Vivere o niente” lo scorso anno) che personale (i suoi problemi di salute che, da ultimo, il 14 settembre lo hanno costretto all'ennesimo ricovero ospedaliero).
Per stare nell'ambito del privato, il 7 luglio scorso Vasco sposa, con cerimonia civile, Laura Schmidt, sua compagna dal 1988, e dalla quale ha avuto Luca. Gli altri due figli, Davide e Lorenzo (quest'ultimo riconosciuto solo nel gennaio 2003, dopo essersi sottoposto al test del DNA), sono nati da madri diverse.

VASCO OGGI

Ed ora, dopo la presentazione di rito, come sempre... A VOI L'ARDUA SENTENZA!
Chi preferite? L'ex ragazzo “nato ai bordi di periferia” oppure il rocker di Zocca che va al massimo?

02 maggio 2011

SPECIALE TETTE: PATSY KENSIT



Correva l'anno 1987 e Sanremo era Sanremo (come dite? Anche adesso?). Guidava Pippo Baudo (sì, sì, anche lui più o meno è durato fino all'altro ieri...) e con un budget pressoché illimitato, molto anni Ottanta insomma, la Rai portava in riviera e in diretta tv ospiti internazionali a pacchi. In quell'edizione si erano perfino inventati il pala-rock, per non mischiare il rito di Toto Cutugno e di AlBano e Romina, sull'altare del teatro Ariston con quei rumorosi artisti pop che piacevano a noiggiovani. (Io, per esempio, aspettavo che cantassero gli Smiths).
Gli Eighth Wonder erano sulla cresta dell'onda del loro effimero successo, spinto dal ritmo di Stay With Me e soprattutto da quella biondina carina, figlia di un pluripreguidicato londinese che lei, da piccola, credeva un mercante di antiquariato. Non aveva nemmeno 18 anni quando, nel 1985, divenne la cantante di quel gruppo pop. Non ne aveva venti quando sbarcò a Sanremo, con un vestitino monospalla e il nuovo singolo dell'album Fearless, ovvero Do you remember. Titolo profetico: chi fatica a ricordarsi il motivetto, non ha dimenticato il momento in cui il vestitino di cui sopra scese una mezza spanna di troppo. L'incidente durò meno di un secondo, ma fu abbastanza per mostrare in diretta nazionale il seno destro di Patsy. Che sorrise, risistemò il vestito e si consegnò così alla storia dello spettacolo anni Ottanta. Se ne parlò un bel po', e in fondo era tutta pubblicità, tant'è che Patsy Kensit pochi anni dopo finì per duettare con Eros Ramazzotti. E chissà se, video alla mano, quel dimenare sospetto del braccio destro verso l'alto, non fosse proprio un trucco della biondina per agevolare smottamento del vestito e fuoriuscita del capezzolo.
A proposito. La foto qui accanto è del 2008, solo due anni. Patsy Kensit ha 43 anni, è al quarto matrimonio (il secondo marito è Jim Kerr dei Simple Minds, che per lei disse addio a Chrissie Hynde dei Pretenders; il terzo è Liam Gallagher degli Oasis). Ora fa la diva di serie tv britanniche. E probabilmente continua a pensare che mostrare un po' il seno porti bene. Agli esperti il supremo giudizio: rifatto o no?