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04 aprile 2013

LAME ROTANTI! (ovvero i 35 anni di Goldrake)


Era il 4 aprile 1978, un martedì, esattamente 35 anni fa. La voce perplessa di una signorina buonasera (la mitica Maria Giovanna Elmi, sostengono i meno smemorati) annunciò un "Buonasera con... Atlas Ufo Robot". Noi bambini (non ancora) ottantologisti conoscevamo bene quel contenitore di fine pomeriggio, quando dalla cucina già arrivava il profumo della cena. C'erano spesso cartoni animati e, sul Secondo (Rai2 come la chiamavamo allora) già potevamo goderci SuperGulp. Ma di robot sbarcati dal Giappone ancora non ne avevamo visto traccia. Quel nome, poi, non ci diceva nulla. Nemmeno ai funzionari Rai, a dire il vero, se - come dice la leggenda - il nome italiano fu dato per un equivoco. Nella cartellina che conteneva gli appunti sulla serie, arrivata dalla Francia c'era scritto così. Ma "atlas" non faceva parte del titolo (Ufo Robot Grendizer è il titolo originale): è la parola francese che indica "atlante" o "raccolta". Lo avevano scritto sulla cartellina per descriverne il contenuto...
La verità? Fu amore a prima vista. Nel giro di poche settimane, tra i banchi delle elementari e delle medie, non si parlava d'altro, almeno tra i maschietti della classe. Le femminucce sbuffavano e aspettavano Candy Candy, anche se ancora non sapevano quanto il Giappone avrebbe condizionato la loro infanzia e adolescenza, facendo sbarcare eroine dagli occhi giganteschi. Nel frattempo potevano innamorarsi di Actarus, l'eroe. Mentre i nostri fratelli maggiori guardavano con malcelato interesse le forme di Venusia e Maria.
Noi pensavamo solo alla nuova frontiera, lo spazio, da vivere non più da astronauti, ma da piloti di robot indistruttibili e complicati. Volete la verità? La mia scena preferita di Goldrake era il momento (lunghissimo) in cui Actarus entrava nel robot: lo scivolo, il salto nel vuoto in cui i raggi magici gli appiccicavano addosso tuta e casco, la poltrona con le leve e i comandi che s'incastrava nel disco e, finalmente, il decollo con l'uscita dalla cascata. Ancor meglio, quando per ragioni tattiche Goldrake sbucava da una delle uscite segrete.
E qui sorge una delle domande da grandi perché, da piccoli, ci sembrava tutto normale: in quei lunghissimi minuti che passavano dalla corsa di Actarus verso il robot, al decollo di Goldrake, i nemici di Vega avrebbero fatto in tempo a radere al suolo Tokyo e la sua periferia. Invece niente: leali come un giocatore di rugby sparavano qualche razzo qua e là, spesso brutalizzando l'inutile dischetto volante di Alcor, ma per scatenarsi aspettavano il nemico con le corna. E, restando in tema, perché un capolavoro della tecnologia dotato di armi pazzesche come il raggio antigravità o i disintegratori multipli, usava oggetti medievali come l'alabarda spaziale, che sbucava dalle spalle come variante dei boomerang elettronici (elettronici stacippa, peraltro: archetti di metallo e morta lì)? E ancora, le armi erano efficaci solo se Actarus strillava il loro nome?
Ah, se servisse davvero, pensate di essere a bordo di Goldrake mentre siete incastrati in coda in tangenziale. Urlate "lame rotanti!" e le auto che vi ingombrano il cammino finiscono a fettine come un androide alieno. Tra l'altro sarebbe un omaggio a Go Nagai, leggendario creatore di Goldrake, ama anche di Mazinga e Mazinga Z che, si narra, penso al primo robottone mentre era bloccato nel traffico, immaginandoselo che camminava a bordo strada, enorme e inarrestabile, per superare la fila...

28 agosto 2012

SPECIALE GUIDA TV: TORNA CASA KEATON


La segnalazione ci è arrivata da un anonimo commentatore di questo post, in cui ripercorrevamo le vite dei protagonisti del telefilm, dopo il telefilm stesso. Il tempo di una verifica, ed ecco la conferma: sono tornate le repliche di Casa Keaton, in chiaro e sul digitale terrestre. A portarle in onda, tutte le sere a partire dalle 22, è (manco a dirlo) Frisbee, canale consorziato con K2 che, alla stessa ora e con lo stesso marchio "Seratissima" continua a trasmettere i Robinson. E prima ancora, e chi ci segue lo sa, insieme ci hanno fatto rivivere ogni istante dei Jefferson e de Il mio amico Arnold.
La bella sorpresa arriva pochi giorni dopo un'altra buona notizia: Michael J. Fox è pronto a tornare sulle scene, che ha calcato sempre meno di frequente da quando, ormai quasi quindici anni fa, gli era stato diagnosticato il morbo di Parkinson. Interpreterà una serie tv, prodotta per il network Fox e in uscita nell'autunno 2013, nei panni di un padre di famiglia malato proprio di Parkinson. Quasi la storia della sua vita...

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24 agosto 2012

L'ULTIMO EPISODIO DEI ROBINSON

Il ballo tra Claire e Cliff, nell'ultimo episodio dei Robinson

Non l'avevo mai visto. Colpa, credo, della programmazione casuale che i canali italiani dedicano sempre ai telefim. Oppure quella sera ero in birreria con gli amici. Poi, due sere fa, guardo la tv e finisco su K2, il canale del digitale terrestre che punta moltissimo sulle repliche dei "nostri" telefilm. E c'erano i Robinson. Cliff un po' più brizzolato. Clair un filino più rotonda. Rudy quasi adolescente. Olivia pronta per le elementari. Un po' di altri figli assenti, tra università fuori città, famiglie che li hanno portati altrove e tutti quegli espedienti che usano gli sceneggiatori quando non viene rinnovato il contratto a qualche attore.
Non avevo capito che era l'ultimo, il finale di sempre. Sembrava solo una sorta di puntata emozionale, con la laurea di Theo a fare da filo conduttore. Invece, dopo la scena esilarante della proclamazione (il rettore che chiama ad alzarsi 8mila studenti e poi li fa sedere, e Cliff che si inalbera a modo suo perché non hanno pronunciato il nome di suo figlio), ecco che si torna nel solito soggiorno di casa, quello con il divano, il tavolino e la tv. Papà Robinson fa una cosa che non gli era mai riuscita prima, cioé riparare qualcosa in casa. Nella fattispecie il campanello che, invece di un ordinario drin, sprigiona una melodia. Cliff e Clair ballano. E, ballando, escono da quello che è uno studio affollato di spettatori che applaudono commossi.
Era il 1992, il 30 aprile negli Stati Uniti. Quando l'abbiano trasmessa in Italia non so. Ma è stato bello trovarla per caso e gustarla fino in fondo. E se ve la siete persa, tranquilli. Sul canale 41 del digitale terrestre continuano le repliche: hanno ripreso dall'inizio...

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11 marzo 2012

LA GUIDA TV DI OTTANTOLOGY (12-18 marzo)

Ryu, il ragazzo delle caverne, è su Man-Ga

Vi mancava almeno un po' la nostra guida tv vintage della domenica? Scusate l'assenza, ma avevamo un certo libro da finire... In attesa che compaia in tutte le librerie, diamo un'occhiata al palinsesto settimanale. La mattina, per esempio, avevamo lasciato I Puffi alle 7 su Italia 1 e li ritroviamo ancora lì. Anche su Rete 4 c'è ancora Hunter, il poliziesco che imparammo ad amare in preserale su Rai Due. L'appuntamento è dal lunedì al venerdì alle 8,25. E sul digitale terrestre di Iris il preserale, oggi come qualche settimana fa, è ancora dedicato a Supercar (dalle 19,20) e all'A-Team (dalle 20,15). Così come non accenna a smettere il diluvio di repliche di Jefferson, Arnold e Robinson, praticamente spalmati per l'intera giornata su CanalOne (canale 38). Per i veri nottambuli-mattinieri, su Italia 2, alle 4 e alle 6 dal lunedì al venerdì l'appuntamento è con la Famiglia Bradford.
Sul satellite partiamo dai canali-garanzia: Fox Retro non ha variato di molto la sua programmazione, con le prime serate suddivise tra le indagini di Colombo o di Cuore e Batticuore e l'azione di Wonder Woman. Segnaliamo ogni giorno alle 20,30 le repliche dell'indimenticato Tre cuori in affitto e, sempre per veri mattinieri, alle 6,10, quelle di Mork e Mindy. Su Man-Ga si torna indietro a un milione d'anni fa, o forse due: viene ritrasmessa la serie Ryu, il ragazzo delle caverne, ogni giorno alle 15,20 e alle 21,20. E per gli appassionati di robottoni, c'è anche Baldios, alle 16,40 e alle 21,50.
E i film? Domenica sera su Italia 1 c'è un grande classico a metà tra commedia e azione, Mr Crocodile Dundee, anno 1986. E martedì in prima serata su Rete 4 si va sul sicuro con Chi trova un amico trova un tesoro, uno dei grandi classici di Bud Spencer e Terence Hill.

04 gennaio 2012

I 30 ANNI DI ITALIA 1 E RETE 4


Una è nata di domenica, l'altra di lunedì. Era il 3 gennaio 1982, trent'anni e 24 ore fa, quando, accanto al logo di una ventina di tv private, comparve un simbolo con un numero, logo di un nuovo network nazionale, Italia 1. Accadde lo stesso il giorno dopo, con un altro manipolo di canali regionali. Anche in questo caso, il simbolo aveva un numero che ci è diventato assai familiare, quello di Rete 4.

24 giugno 2011

ADDIO, TENENTE COLOMBO

Avrebbe compiuto 84 anni a settembre Peter Falk, ovvero per tutti noi cresciuti davanti alla tv negli anni Settanta e Ottanta il tenente Colombo. Si è spento oggi negli Stati Uniti, dove era nato nel 1927. Newyorkese, di origini polacche e russe, ha interpretato il poliziotto stazzonato e stralunato (almeno all'apparenza) dal 1971 al 1978. Ma dalle nostre parti le repliche, prima sulla Rai e poi su Mediaset, non sono mai finite: ancora oggi, il faccione con il sigaro dell'investigatore con l'impermeabile che fa capolino su Retequattro è il segno che è domenica sera e il weekend sta finendo. Colombo porterà qualche mistero sempre con sè: l'identità della moglie, per esempio, di cui parlava sempre con gli indagati nei suoi interrogatori strampalati a base di "esco, no rientro, no esco, anzi rientro...". E confessate: lo sapete il suo nome di battesimo? Se la risposta è no, non preoccupatevi: che si chiami Frank lo si arguisce da un'inquadratura casuale del suo tesserino di riconoscimento nella prima serie, nel 1971.
E Peter Falk? Fece notizia pochi anni fa quando, malato di Alzheimer, venne fotografato mentre vagava, vestito come un homeless, su un marciapiede di Los Angeles. Lascia la moglie Shera Danese, sua tutrice negli ultimi, difficili anni, e due figlie adottive, una delle quali si guadagna da vivere facendo l'investigatrice privata.

04 giugno 2011

GLI ANNI OTTANTA DI BEPPE GRILLO

Beppe Grillo ora è un tribuno politico. Ma non è sempre stato così, anche se per anni, anni Ottanta compresi, i politici li ha messi nel mirino eccome. Ecco che cosa ha combinato nel decennio che lo ha reso famoso.
Grillo iniziò gli anni Ottanta con la fama di chi, da appena due anni, è diventato una presenza costante della tv italiana. Scoperto da Pippo Baudo, esordì nel 1977 come cabarettista-monologhista nello show Secondo Voi. Nel 1978 era tra i presentatori di Sanremo, nel 1979 nel cast di Fantastico, il programma invernale del sabato sera abbinato alla lotteria Italia.
Nel 1981 sbancò l'audience con Te la do io l'America, cronaca comica del viaggio di Grillo negli Usa a caccia di curiosità e stranezze. Il programma vandòin onda sulla Rete Uno e superò i 16 milioni di ascolti. La regia era di Enzo Trapani, il re dei varietà Rai dell'epoca.
Nel 1982 debuttò al cinema con Cercasi Gesù di Luigi Comencini. Vince il David di Donatello come miglior attore esordiente. È dello stesso anno lo show televisivo Il Grillo parlante, in onda su Tele Elefante.
Nel 1983 intervenne nello Speciale Elezioni condotto da Bruno Vespa (eh già, certe cose non cambiano...) e commentò con sarcasmo il calo di voti della Democrazia Cristiana. Racconta Antonio Ricci (Drive In, Striscia la Notizia e all'epoca braccio destro del comico genovese) che solo il presidente Sandro Pertini salvò Grillo dall'ostracismo Rai, dicendo di essersi molto divertito, mentre il direttore della Rete Uno Emmanuele Milano avrebbe voluto allontanarlo per sempre.
Sempre nel 1983 condusse la rubrica di satira politica Buone Notizie all'interno di una delle edizioni di Domenica In guidata da Pippo Baudo. I politici non apprezzarono, il pubblico sì.
Nel 1984 condusse Te lo do io il Brasile, sulla falsariga della trasmissione di successo di tre anni prima. Andava in onda il giovedì sera: accanto a Grillo, c'erano ancora Antonio Ricci e Enzo Trapani.
Nel 1985 viaggiò in Giappone con Antonio Ricci e lo scrittore Stefano Benni: l'idea era di accumulare materiale per un Te lo do io il Giappone. Ma la trasmissione non si fece mai. Entrò nello staff di Fantastico 6, condotto (ovviamente) da Pippo Baudo, con l'esordiente Lorella Cuccarini e il giovane primo ballerino americano Steve LaChance. Al cinema fu coprotagonista di Scemo di Guerra di Dino Risi, dove interpretò la parte di un ufficiale medico. Debuttarono poi i suoi spot televisivi per lo yogurt Yomo, sceneggiati da Antonio Ricci.
Nel 1986 è a Fantastico 7. In uno sketch in diretta, parlando del viaggio di Craxi in Cina, fece la celebre battuta: "Ma se in Cina sono tutti socialisti, a chi rubano?". Il pubblico impazzì, Baudo si scusò in diretta poco dopo, l'establishment Rai tagliò fuori Grillo dalla Rai. (Grillo, a conclusione del monologo, pronosticò: "Ci vediamo a Fantastico 18...")
Nel 1987 uscì al cinema Topo Galileo, scritto da Stefano Benni e con le musiche di Fabrizio De André e Mauro Pagani. Grillo è il protagonista. Al botteghino il risultato fu deludente.
Contrariamente ai suoi stessi pronostici, fu richiamato in Rai nel 1988, superospite a Sanremo (e c'erano i gruppi di ascolto per non perdersi il suo monologo). Aprì, più o meno, dicendo. "Il Festival fa schifo".
Replicò nel 1989, lamentandosi perché “non si può affidare un messaggio ecologico ad AlBano...". L'ultima serata, quella con il suo intervento, fa 20 milioni di spettatori.