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09 maggio 2012

FIGU: JUARY (Avellino 1980-81)


Jorge Dos Santos Filho, per il mondo del calcio Juary, è nato il 16 giugno 1959 a Sao Joao de Meriti, città di quasi 500mila abitanti nello stato di Rio de Janeiro. A diciannove anni era attaccante titolare del Santos, la squadra di Pelé (giocò anche nella sua partita di addio), e conquistò la convocazione nella Nazionale brasiliana per la Coppa America del 1979. Per dissidi con i dirigenti venne poi ceduto in Messico, all'Universidad de Guadalajara. Ad Avellino arrivò nell'estate del 1980, quasi per caso, nel senso che i dirigenti del club messicano lo convinsero a salire sull'aereo verso l'Italia dicendogli: «Andiamo a vedere giocatori, vieni a darci una mano». E poi, in volo, gli aggiunsero: «Non è vero, ti abbiamo venduto all'Avellino». Juary, come ha raccontato nel 2005 in un'intervista a Alessandro Dell'Orto di Libero, nemmeno sapeva dove fosse Avellino. Il presidente Antonio Scibilia, benché perplesso perché era piccolino, si fidò dell'allenatore Luis Vinicio e chiuse l'affare. Fu una buona scelta: Juary segnò 13 gol in due stagioni, rendendosi popolare in tutta Italia per il suo modo di esultare: una danza attorno alla bandierina. In Irpinia visse anche la tragedia del terremoto: «Per questo» ha aggiunto «io mi sento avellinese».
Nel 1982 finì all'Inter, che lo voleva per usarlo come pedina di scambio per arrivare all'austriaco del Cesena Walter Schachner. L'operazione fallì e Juary restò in nerazzurro senza brillare. Nel 1983 finì all'Ascoli (5 reti e salvezza), nel 1984 alla Cremonese, che retrocesse. L'estate successiva Juary lasciò l'Italia e accettò l'offerta del Porto. In tre stagioni vinse tutto: prima il titolo portoghese, poi la Coppa dei Campioni 1986-87, 2-1 in finale al Bayern Monaco con suo gol decisivo, su assist dell'algerino Rabah Madjer che di tacco aveva segnato la rete del pareggio, e infine la Coppa Intercontinentale. Altre quattro stagioni in Brasile e, nel 1992, è arrivato l'addio al calcio giocato.
In Italia è tornato nel 2005, come allenatore delle giovanili del suo Avellino. Ma prima è stato per tre anni protagonista di un progetto nelle favelas di San Paolo, "Futebol comunitario", nato per tenere lontani dai guai i ragazzini dei quartieri difficili. In seguito ha allenato le giovanili di Potenza, Napoli e Porto, poi la prima squadra di Banzi e Aversa Normanna nelle serie dilettantistiche. Dal 2010 è il tecnico del Sestri Levante, campionato di Eccellenza ligure. Poco più di un mese fa ha centrato, con cinque giornate di anticipo sulla fine del campionato, la promozione matematica alla serie D.
Sposatosi due volte, ha cinque figli ed è già nonno: ha qualche chilo in più, ma il sorriso è lo stesso (come prova questa foto). In Italia ha messo radici, visto che ad Avellino ha aperto anche una scuola calcio. Uno dei figli, dopo aver giocato nelle giovanili dell'Udinese e in serie D nel Cervia post-reality show televisivo, è tornato pure lui ad Avellino, nel 2009, per giocare a calcio a 5.

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25 aprile 2012

FIGU: GIUSEPPE BERGOMI (Inter 1981-82)


Bergomi Giuseppe, nato a Milano nel quartiere Settala il 22 dicembre 1963, ha esordito in serie A il 22 febbraio 1981, a 17 anni e 3 mesi, nella vittoria 2-1 a Como dell'Inter, l'unica squadra in cui abbia mai militato fin dal settore giovanile: i nerazzurri lo scelsero, dopo le il Milan lo aveva scartato per due volte, per problemi di salute (reumatismi del sangue) presto risolti. Un anno prima dell'esordio in A, mentre era in ritiro in Germania Est con la Nazionale giovanile, venne richiamato in Italia: era morto suo padre. Fu il compagno di squadra Giampiero Marini a soprannominarlo "lo zio", per via di quei baffi neri che lo facevano sembrare più vecchio dei suoi diciotto anni ancora da compiere (e a cui ora ha rinunciato). Entrambi facevano parte della rosa dei 22 di Enzo Bearzot, che trionfarono ai Mondiali di Spagna nel 1982. Bergomi era il più giovane della comitiva (aveva esordito ad aprile, proprio nella fatale Germania Est), ma questo non gli impedì di giocare titolare anche la finale di Madrid contro la Germania.

18 aprile 2012

FIGU: MARCELLO LIPPI (Pistoiese 1980-81)


Lippi Marcello, nato a Viareggio il 12 aprile del 1948, ha esordito in serie A nella prima giornata della stagione 1970-71, con la sua Sampdoria sconfitta 2-1 sul campo del Cagliari campione d'Italia. In blucerchiato ha fatto tutta la trafila delle giovanili, preso dopo un provino che lo costrinse a lasciare il lavoro di aiutante pasticcere per il padre. Consegnava in bicicletta brioches e bomboloni nei bar di Viareggio. A Genova ha giocato fino al 1979 quando il neopresidente Paolo Mantovani (quello dello scudetto) gli disse che l'allenatore avrebbe voluto un difensore più giovane, ma aggiunse che a fine carriera lo avrebbe ripreso nello staff tecnico.