Visualizzazione post con etichetta Aiazzone. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Aiazzone. Mostra tutti i post

21 ottobre 2011

IL RITORNO DI EL CHARRO (E DI NAJ OLEARI)

Uno zainetto Naj Oleari, edizione 2011

Ma che succede alla piccola e periferica Biella? Quella che è (era?) la capitale mondiale della lana di pregio (e che incidentalmente è la nostra città), sembra avere il dono di Re Mida per quanto riguarda i marchi anni Ottanta: passano di qui, e riprendono vita. Era successo nel 1996 con Naj Oleari, il brand degli zainetti da merenda dell'asilo, dai colori pastello e dai motivi allegri, che spopolarono tra le teen agers del 1985 e dintorni. Dopo il declino post-eighties, il marchio fu acquistato dalla famiglia Lavino, imprenditori biellesi già sul (vostro) mercato con i cosmetici di Bottega Verde. Il risultato? Ora i prodotti Naj Oleari sono di nuovo tra noi: scarpe, occhiali, tessuti da arredamento, perfino sedie di design fatte in cartone e, naturalmente, borse e zainetti. Che, se li vedessero le vostre bimbe, con quel bel colore rosa e i lamponi disegnati, scommettiamo che rinuncerebbero alle Winx?

Una cintura El Charro, edizione 2011

E poi è arrivato El Charro. Il marchio si è smembrato: quasi tutto fa capo a un'azienda di Latina, tranne le cinture, ovvero il prodotto trainante degli anni Ottanta. Questo ramo d'azienda è stato rilevato da Celestino Nasti, ex direttore di un ufficio postale in provincia di Biella. E proprio da Biella ha rimesso in piedi produzione e distribuzione, anche via web, delle cinture: ci sono quelle di allora, con le preziose fibbie (che si possono acquistare anche singolarmente) che andavano mostrate, ficcando i maglioni dentro i jeans come voleva la moda. E ci sono anche prodotti dal design nuovo, come la cintura dedicata ai tifosi dell'Angelico Biella di pallacanestro, di cui El Charro è co-sponsor.
Che dite, ci mettiamo un po' d'impegno, noi biellesi, e riportiamo in edicola anche Il Paninaro? In fondo, prima che arrivasse l'Ikea, eravamo anche la capitale del mobile, che viaggiava in tutta Italia, isole comprese. Provare per credere...

25 luglio 2011

LEPROTTO MILCARO



I pupazzi Uan, Five e Four, di cui abbiamo parlato qualche giorno fa, sono famosi al grande pubblico ma quanti (soprattutto fra i quarantenni piemontesi, liguri e lombardi) si ricordano di LEPROTTO MILCARO???

Ideato da Roberto Paravagna, Milcaro conduceva con Giusy Lercari un programma – contenitore per bambini con uno spazio musicale dedicato alla classifica dei 45 giri più venduti in Italia, dal titolo ANNI VERDI.

Andava in onda – dalla fine degli anni Settanta fino alla prima metà degli Ottanta – su Teleradiocity (poi Telecity ed oggi 7 Gold), una emittente di Castelletto d'Orba (in provincia di Alessandria, ma visibile, oltre che in tutto il Piemonte, anche in Lombardia e Liguria) davvero avanti: non solo, infatti, trasmetteva i suoi programmi a colori, in anni in cui la Rai si vedeva per lo più in bianco e nero, ma soprattutto perché fece conoscere a noi bimbi perle di cartoni animati, diventati dei veri e propri cult come Lupin III, Jeeg Robot d'acciaio e Candy Candy.

Leprotto Milcaro, antesignano dei vari Uan, Four, Five e compagnia bella (a differenza di questi però non si trattava di un peluche di ridotte dimensioni ma di un uomo ben stazzato che indossava il costume di una mega lepre) a cavallo degli anni Settanta – Ottanta era diventato un vero idolo per il pubblico dei più piccoli: adorava le carote, indossava jeans con originali bretelle e si divertiva a fare il dj (i suoi fans più fedeli non possono non conoscere la hit “Cipicchia”).

Nei primi anni Ottanta Giorgio Aiazzone scelse tra i suoi vari testimonial anche il duo Milcaro – Giusy e li chiamò a Biella per pubblicizzare il suo mobilificio: ci fu un tale concorso di famiglie con bambini (tanto che i peluche del leprotto andarono esauriti in pochissime ore) che si dovette bissare l'appuntamento. Chi scrive conserva ancora a distanza di trent'anni, come una reliquia, la foto autografata con i due beniamini...dopo ore di coda...ma vuoi mettere la soddisfazione di vedersi Leprotto Milcaro a distanza ravvicinata!?!