06 novembre 2012

I BELLOCCI DELLA MUSICA ANNI OTTANTA – DICIASETTESIMA PARTE

Stiamo sparando le ultime cartucce del nostro sondaggione sui bellocci della musica targata anni Ottanta e per questo diciassettesimo appuntamento, cari i miei ottantologisti, vi aspetta una sfida coi controciufoli:
Bruce Springsteen VERSUS Sting (e dei quali, data la loro sostanziosa biografia, ci limiteremo a ripercorrere le vicissitudini del decennio di cui si occupa il nostro blog).
Mica pizza & fichi!!!

The Boss, al secolo Bruce Frederick Joseph Springsteen, nasce il 23 settembre 1949 a Long Branch, nel New Jersey, in una famiglia non particolarmente agiata: il severo padre Douglas, per mantenere i tre figli (Bruce ha due sorelle minori, Virginia e Pamela), deve cambiare parecchi lavori (tassista, operaio in una fabbrica di tappeti, autista di autobus, guardia carceraria...) mentre la madre, Adele Ann Zirilli – i cui genitori sono originari di Vico Equense, in provincia di Napoli – è impiegata presso uno studio legale.
È proprio la madre ad assecondare la passione del figlio per la musica e a comprargli la sua prima chitarra acustica. Il tredicenne Bruce può così iniziare le sue lezioni col cugino Frank Bruno junior.
A inizi anni Settanta entra in quella che si sarebbe chiamata poi la E Street Band, un gruppo che si distingue per un repertorio formato da pezzi originali, scritti per lo più da Springsteen (ora ballate melodiose, ora pezzi rock alquanto grezzi) e per il rifiuto di eseguire cover.
In seguito all'inaspettato successo dell'album doppio “The River” (il primo album di Springsteen ad arrivare al numero uno nella classifica statunitense) nel 1980, il Boss decide di rinchiudersi in uno studio di registrazione. L'esito delle sue fatiche è “Nebraska”, che si differenzia nettamente dalla sua precedente discografia e che i critici non esitano a definire un capolavoro ma che non ottiene un decoroso ritorno di vendite.

Un giovanissimo Boss negli anni Ottanta


Da un pezzo non inserito in “Nebraska”, intitolato “Born in the U.S.A.” Bruce parte per il suo lavoro successivo. Pubblicato il 4 giugno 1984, l'album (la copertina, con l'immagine del fondoschiena del cantante su uno sfondo a stelle e strisce, è di certo tra le più paradigmatiche degli anni Ottanta) rimane primo in classifica per ben 85 settimane e tutti i singoli da esso estratti (“Cover me”, “I'm on fire”, “I'm goin' down”, “Glory Days”, “My Hometown” e “ Dancin' in the Dark”) entrano in top ten.
Grazie allo strepitoso successo riscosso, Springsteen si concede il lusso di chiamare il regista Brian De Palma per il videoclip di “Dancin' in the Dark” in cui lo stesso Boss si esibisce dal vivo in uno stadio e sceglie dal pubblico un'adolescente (e invidiatissima) Courtney Cox Arquette – la futura Monica di “Friends” – per ballare con lui.
A maggio del 1985,sposa a sorpresa l'attrice e modella Julianne Phillips ma trattasi di matrimonio lampo e proprio alle inaspettate difficoltà della vita di coppia sono dedicate parecchie canzoni contenute in “Tunnel of Love” (1987).
Più successo avrà invece il suo legame con la sua corista Patti Scialfa: la coppia, sposatasi l'8 giugno 1991, ha tre figli e resiste brillantemente tutt'oggi.
Bruce la moglie Patti con la figlia Jessica
Memorabili poi i suoi concerti, come quello del 25 giugno 2008 a San Siro, quasi quattro ore di musica durante le quali il Boss – che non si è mai concesso nemmeno cinque minuti di pausa (cosa alla quale, se non ci fossi stata, non avrei mai creduto!) – ha sempre cantato, suonato, chiacchierato col pubblico e corso su e giù per il palco.

Passiamo ora a Gordon Matthew Thomas Sumner, meglio conosciuto come Sting, nato a Wallsend (nella nella periferia a nord di Newcastle-upon-Tyne in Inghilterra) il 2 ottobre 1951 da Eric, un ingegnere civile, e Audrey Cowell, una parrucchiera.

Sting, young version

Dopo una parentesi come scavatore prima e insegnante di inglese poi e dopo aver dato vita al leggendario gruppo dei Police, negli anni Ottanta decide di sperimentare un percorso da solista.
E fa centro.
Il primo album in queste nuove vesti, “The Dream of the Blue Turtles” del 1985, contenente il singolo “If You Love Somebody Set Them Free”, diventa in un anno per ben tre volte disco di platino. Mentre “...Nothing Like the Sun” del 1987, con brani come “We'll Be Together” e “The Lazarus Heart” dedicate alla madre appena scomparsa, è considerato uno dei più importanti album rock degli anni Ottanta.
Al padre è invece dedicato l'album “The Soul Cages”, pubblicato nel 1991 e che include successi come “All this Time” e “Mad About You” (disponibile anche nella versione italiana “Muoio per te”).
Come il Boss pure lui ha alle spalle un matrimonio naufragato – con l'attrice irlandese Frances Tomelty, sposata nel 1976 e dalla quale ha avuto due figli – ed uno invece più fortunato, con la produttrice Trudie Styler (sposata dopo anni di convivenza il 20 agosto 1992) e dalla quale ha avuto quattro figli.

Sting e la moglie Trudie

Infine per non farsi mancare niente, Sting si è anche dato alla recitazione, facendo una discreta figura come ad esempio nei panni di Feyd-Rautha Harkonnen in “Dune” di David Lynch (1984) o in quelli dell'amante di Kathleen Turner nel film “Julie and Julia” (1987).

Ora, forza... fatevi sotto.
Quale delle due teste di serie preferite? L'artista straniero più amato dagli italiani – stando a quanto riporta la rivista “Vanity Fair” – oppure il cantautore britannico amante dell'Italia al punto da essere il proprietario di un'intera collina tra il Chianti e il Valdarno?

6 commenti:

  1. Questa è davvero la sfida più difficile... anche io c'ero al concerto a Milano...troppo figo dal vivo. Però anche Sting... Mmh..questa è dura davvero.
    Vada per il Boss
    Silvia

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  2. Il BOSS tutta la vita. A prescindere!
    Teto

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  3. Due supertop degli anni 80 e due dei miei musicisti preferiti...voto per la raffinatezza di Sting!

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  4. Ehi Ottantologi, ma quando metti il sistema per votare a lato che così no facciamo da più computers? Fra

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    1. Fatto! Scusate la dimenticanza...

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  5. Bellissima sfida, Betta!
    Io voto Sting anche se il Boss fa un gran sesso, va detto!
    Fra'

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