02 ottobre 2012

I BELLOCCI DELLA MUSICA ANNI OTTANTA – DODICESIMA PARTE

Per la dodicesima sfida fra i bellocci della musica anni Ottanta, si torna in Italia, con Eros Ramazzotti e Vasco Rossi.
Eros Walter Luciano nasce il 28 ottobre 1963 a Roma dal viterbese Rodolfo, un operaio edile, musicista e cantante a livello amatoriale nel tempo libero, e da Raffaella Molina, casalinga, originaria di Vibo Valentia. Complice l'aria che si respira in casa, Eros inizia da giovanissimo a studiare pianoforte e chitarra così, dopo le scuole medie, decide di fare domanda di ammissione al Conservatorio della capitale ma viene respinto.
La svolta arriverà negli anni Ottanta.

EROS, PRIMI ANNI OTTANTA
Nel 1981 si presenta al concorso Voci Nuove del Festival di Castrocaro con la canzone “Rock 80” e nonostante la vittoria vada a Zucchero e a Fiordaliso, il suo inconfondibile timbro nasale non passa inosservato.
L'anno successivo partecipa a “Un disco per l'estate”, una manifestazione canora che si teneva tra giugno e luglio a Saint Vincent, con un brano – “Ad un amico” – dedicato ad un amico d'infanzia prematuramente scomparso e nel 1983 ad una gara ai Castelli Romani interpretando “Pezzi di vetro” di Francesco De Gregori.
Ma di lì a poco lo attende un palcoscenico di gran lunga più prestigioso. Il 3 febbraio 1984 infatti debutta al Festival di Sanremo, nella sezione Voci Nuove, con il brano “Terra promessa” che lo fa vincere tra le Nuove Proposte. L'anno successivo bissa l'esperienza, questa volta tra i cosiddetti Big, e il suo brano “Una storia importante” si piazza al sesto posto segnando un vero e proprio trionfo discografico in Italia e in Europa con il suo primo album “Cuori agitati”.

EROS AI TEMPI DI "TERRA PROMESSA"
Manca solo la vittoria fra i “Grandi” e questa arriva nel 1986 con “Adesso tu”, singolo che fa da apripista all'album “Nuovi eroi”, grazie al quale – per non farsi mancare niente – in quell'anno vince anche il suo primo Festivalbar nella categoria 33 giri.
Per il suo ventiquattresimo compleanno decide di regalarsi l'uscita di “In certi momenti” (contenente “La luce buona delle stelle”, cantato insieme a Patsy Kensit), col quale entra nelle posizioni più alte delle classifiche di tutta Europa.
Nel 1988 esce “Musica è” (l'album con “Ti sposerò perché”, giusto per capirsi) e due anni dopo l'album “In ogni senso”, per promuovere il quale approderà anche nel Nord America dove verrà accolto da vere e proprie ovazioni.
Nel 1993 è la volta di “Tutte storie”, anticipato dal singolo “Cose della vita” il cui videoclip è firmato da nientepopodimeno che il regista Spike Lee.
Nel 1996 esce “Dove c'è musica” (“Più bella cosa” vi dice niente?) mentre l'anno seguente pubblica “Eros”, una raccolta di successi (“Musica è” viene interpretata insieme ad Andrea Bocelli e “Cose della vita” con Tina Turner) con due inediti, “Quanto amore sei” (dedicata alla moglie Michelle Hunziker e alla figlia Auroraa) e “Ancora un minuto di sole”.
Nel 2000 è la volta di “Stilelibero” (il duetto con Cher in “Più che puoi” ottiene un grande successo a livello europeo), nel 2003 di “9” (suo nono disco), nel 2005 di “Calma apparente” (che in Europa ha venduto un milione di copie in un solo mese e gli permette di aggiudicarsi il prestigioso premio Platinum Europe Award, consegnatogli a Parigi), nel 2009 di “Ali e radici” mentre è prevista per il prossimo mese l'uscita di “Noi”.
 
EROS OGGI
Dopo la travagliata fine della storia d'amore con la bionda presentatrice svizzera, oggi Eros ha ritrovato la serenità sentimentale al fianco della bellissima Marica Pellegrinelli, che nell'agosto dello scorso anno lo ha reso per la seconda volta papà.

Molto più sregolata la vita del Blasco.
Vasco Rossi nasce a Zocca, un paese dell'Appennino tosco emiliano tra Modena e Bologna, il 7 febbraio 1952.
È stato il padre Giovanni Carlo, di mestiere autotrasportatore, ad aver voluto il nome “Vasco” per il figlio, in ricordo di un omonimo compagno di prigionia durante la seconda guerra mondiale.
La madre, Novella Corsi, casalinga appassionata di musica, decide di iscriverlo a una scuola di canto e a 13 anni il ragazzo vince l'“Usignolo d'oro”, una manifestazione canora modenese nata in concorrenza con lo “Zecchino d'oro” mentre a 14 entra a far parte della sua prima band, i “Little Boy” (poi “Killer”).
Dopo essersi diplomato all'Istituto Tecnico Commerciale “Tanari” di Bologna, Vasco si iscrive nel 1972 con poca convinzione a Economia e Commercio per passare due anni dopo a Pedagogia e poi abbandonare gli studi a otto esami dalla laurea.
Nel 1975, seguendo un'idea dell'amico Marco Gherardi, fonda Punto Radio e il suo programma, “Il Muretto”, diventa in breve tempo un appuntamento imperdibile per molti ascoltatori che risiedevano dalle sue parti.
L'esperienza radiofonica si rivela decisiva e gli permette di entrare in contatto con persone che avranno un ruolo fondamentale per la sua futura carriera.
Sostenuto da amici quali Gaetano Curreri, leader degli Stadio, nel 1978 esce il primo album di Vasco, “...Ma cosa vuoi che sia una canzone...”, pubblicato a tiratura nazionale ma praticamente venduto solo in Emilia Romagna, cui segue l'anno successivo “Non siamo mica gli americani”, contenente “Albachiara”, che però verrà scoperta e rivalutata dal pubblico solo a distanza di anni.

VASCO, PRIMI ANNI OTTANTA

Nel 1980 esce il terzo album, “Colpa d'Alfredo” che registra un'accoglienza alquanto tiepida. Tutt'altro che tiepido fu invece il riscontro che Vasco ha avuto dopo la sua partecipazione a “Domenica In”, per la quale decide di cantare dal vivo un pezzo destinato a suscitare critiche di ogni tipo: “Sensazioni forti” (in effetti vi immaginate la faccia del Pippo nazionale a sentire: «Non importa se la vita sarà breve, vogliamo godere! Godere! Godere!»?).
Il successo arriva finalmente col quarto album, nel 1981, “Siamo solo noi”, il cui singolo omonimo diventa nel giro di poco un vero e proprio inno generazionale.
E da uno che canta «Siamo solo noi, che andiamo a letto la mattina presto e ci svegliamo con il mal di testa... Siamo solo noi, che non abbiamo vita regolare, che non ci sappiamo limitare... Siamo solo noi, quelli che non han più rispetto per niente, neanche per la mente... Siamo solo noi, quelli che poi muoiono presto, quelli che però è lo stesso... » non ci si può aspettare una vita monastica.
Nel 1982 partecipa al Festival di Sanremo con “Vado al massimo” lasciando tutti allibiti (Vasco abbandona il palco mettendo in tasca in microfono che, collegato col filo all'amplificatore, cade creando scompiglio).
L'anno seguente bissa, con “Vita spericolata” (piazzatasi al penultimo posto). Ed anche questa esibizione lascia il segno: all'attacco dell'ultimo ritornello Vasco saluta e se ne va ed è il playback a finire la canzone.
A consacrarlo definitivamente ci pensa l'album “Bollicine” e con l'omonimo singolo (dalle chiare allusioni all'uso della cocaina) vince il Festivalbar nel 1983.
L'anno seguente viene arrestato e trascorre 22 giorni in prigione con l'accusa di detenzione di cocaina e spaccio non a scopo di lucro. Il processo lo scagiona dall'accusa di spaccio, ma lo condanna a due anni e otto mesi con la condizionale per detenzione di sostanze stupefacenti.
Nel 1985 escono “Cosa succede in città” e, a distanza di due anni, “C'è chi dice no”, l'album che sancisce la sua rinascita.
Nel 1989 è la volta di “Liberi liberi” il primo album senza il supporto del suo storico produttore, Guido Elmi, e della Steve Rogers Band.
Gli spari sopra” nel 1993, “Nessun pericolo per te” nel 1996 (contenente l'intensa “Gli angeli”, dedicata all'amico Maurizio Lolli morto di cancro ai polmoni e il cui video è diretto da Roman Polański) e “Canzoni per me” nel 1998 (da cui è tratto “Io no”, brano col quale stravince al Festivalbar di quell'anno) sanciscono la sua definitiva consacrazione.
Il resto è storia recente, sia dal punto di vista musicale (“Stupido hotel” nel 2001, “Buoni o cattivi” nel 2004, “Il mondo che vorrei” nel 2008 e “Vivere o niente” lo scorso anno) che personale (i suoi problemi di salute che, da ultimo, il 14 settembre lo hanno costretto all'ennesimo ricovero ospedaliero).
Per stare nell'ambito del privato, il 7 luglio scorso Vasco sposa, con cerimonia civile, Laura Schmidt, sua compagna dal 1988, e dalla quale ha avuto Luca. Gli altri due figli, Davide e Lorenzo (quest'ultimo riconosciuto solo nel gennaio 2003, dopo essersi sottoposto al test del DNA), sono nati da madri diverse.

VASCO OGGI

Ed ora, dopo la presentazione di rito, come sempre... A VOI L'ARDUA SENTENZA!
Chi preferite? L'ex ragazzo “nato ai bordi di periferia” oppure il rocker di Zocca che va al massimo?

6 commenti:

  1. Vasco al massimo!

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  2. Ragazziiiiii: ma il sondaggione quando lo aprite??????

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  3. per citare Vasco: "Standing Ovation" per l'autrice. Prima di leggere il post ero convinto di conoscere bene sia l'uno che l'altro. Dopo il post, ho cambiato idea.
    Teto

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  4. Ah, quanto a bellezza... direi che il mio voto va ad Eros. Una mia amica tedesca pensava che la sua canzone "Grazie di eistere", fosse intitolata "Grazie, resistere! (a quanto sono bello!"

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  5. Daje Betta e daje Eros (che c'ha er solo defetto de esse juventino, mortacci)!
    Patty

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