Premessa:
nel corso delle enne presentazioni del nostro “Correva l'anno
della Girella”, il mio incomparabile socio Canna, ogni
qualvolta si toccava l'argomento “musica”, non si è mai lasciato
scappare l'occasione per sottolineare e prendere bonariamente in giro
i miei gusti in merito. Ebbene sì: ho avuto una passione infantile
per i due cantanti che oggi, un po' per gioco (non crederà mai che
io abbia avuto il coraggio di arrivare a tanto!), un po' per vedere
quante ce ne sono di Ottantologiste fulminate come me, ho deciso di
mettere in sfida tra di loro.
All'innocente
età di sei anni nasceva la prima delle due passioni e una Betta con
codini, grembiule e cartella si accingeva ad andare a scuola cantando
“Su di noi”, “Gelato al cioccolato”, “Un amore grande”.
Ma, si sa, gli amori, soprattutto se in tenera età (e se platonici)
durano il tempo di uno starnuto e di lì a poco
il bel caschetto di Pupo è stato scalzato dalla chioma riccioluta di
Michele.
Siori
e siore, dopo una megasfida internazionale Boss – Sting, questa
settimana per voi:
PUPO
versus MICHELE ZARRILLO
Enzo
Ghinazzi nasce l'11 settembre 1955 a Ponticino di Laterina, in
provincia di Arezzo. Il padre Fiorello, di professione postino, sogna
per lui un futuro da principe del foro ed ignora che in realtà il
figlio per le leggi prova poco trasporto e dimostra invece un
maggiore interesse per la passione dei suoi zii materni che con la
loro piccola orchestra suonano nei night.
Enzo,
che per mantenersi inizia a fare il rappresentante di detersivi,
muove i primi passi in questo mondo cantando insieme allo zio e a un
cugino fino a quando un bel giorno risponde a un annuncio che suona,
ricorda lui stesso, più o meno così: «Se non siete dei cani e
avete qualcosa da dire, presentatevi a Milano, piazza della
Repubblica, alla casa discografica Baby Records».
Fra
centinaia di giovani, lui fu il prescelto. Nel 1975 nasce Pupo
(pseudonimo affibbiatogli per via della sua faccia da ragazzino) e
dopo i 45 giri “Ti scriverò” e “Come sei bella”, arrivano i
grandi successi: “Ciao” (1978), “Forse” (1979),
“Gelato al cioccolato” (1979) e “Firenze Santa Maria
Novella” (1980).
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| Pupo ai tempi del caschetto |
La
consacrazione si ha nel corso degli anni Ottanta: nel 1980 arriva
terzo con “Su di noi” al Festival di Sanremo – dove
ritornerà quattro anni dopo con “Un amore grande” –
mentre l'anno successivo vince la Gondola d'Oro con “Cosa provi”
e le sue canzoni vengono tradotte in varie lingue iniziando a fare il
giro del mondo.
Autore
di canzoni anche per altri artisti (la più famosa è “Sarà
perché ti amo”, portata dai Ricchi e Poveri a Sanremo nel
1981), è tra i fondatori della Nazionale Italiana Cantanti con Mogol
e Gianni Morandi ed ha partecipato come corista a “L'amico è”,
l'inno dell'amicizia interpretato da Dario Baldan Bembo e Caterina
Caselli, sigla del programma televisivo “Superflash” di Mike
Bongiorno (1983).
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| Pupo oggi |
Il
resto è storia recente: dalla crisi professionale e umana
negli anni Novanta al suo ritorno sul grande schermo col nuovo
millennio nelle vesti di presentatore.
Altro
il percorso di Michele Zarrillo, nato a Roma il 13 giugno
1957.
Dopo
aver esordito giovanissimo come chitarrista e cantante in vari gruppi
della scena progressive rock italiana (come i “Semiramis”
e i “Rovescio della Medaglia”), decide di aprirsi anche al
mondo della musica pop e di intraprendere la carriera da solista.
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| Un giovanissimo Michele Zarrillo |
Nel
1979 vince il Festival di Castrocaro con “Indietro no”
mentre tre anni dopo si presenta con “Una rosa blu” (che
diventerà un successo a distanza di anni) a Sanremo dove
vincerà nel 1987 nella sezione Nuove Proposte con il brano “La
notte dei pensieri” (e a Sanremo continuerà a portare canzoni
di successo come “Strade di Roma”, scritto insieme ad
Antonello Venditti, nel 1992 e “Cinque giorni” nel 1994).
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| Zarrillo oggi |
Negli
anni il cantautore romano non ha mai smesso di sfornare canzoni:
nell'ottobre 2003 esce “Liberosentire”, nel 2006 il cd
“L'alfabeto degli amanti” ed il 20 settembre 2011 l'album di
inediti “Unici al mondo”.
Ora,
amici ed amiche Ottantologiste, mettetevi una mano sulla
coscienza e l'altra sul mouse: vi sarete in questo anno
e mezzo un po' affezionati alla Betta, no? Vorrete mica lasciarla
sola in questa plateale figura di merda che ha sviluppato confessando
urbi et orbi la sua passione per Pupo e Michele Zarrillo?
Quindi, non vi resta
che dimostrarle la vostra solidarietà VOTANDO!