Visualizzazione post con etichetta Mimì. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Mimì. Mostra tutti i post

06 maggio 2012

LA GUIDA TV DI OTTANTOLOGY (7-13 maggio)


Niente da fare: dopo due venerdì consecutivi con Vic Berreton e i due film de Il tempo delle mele, La5 rinuncia a fare il tris, non trasmettendo L'étudiante, considerato il terzo episodio della serie, uscito nel 1988 con una Sophie Marceau già grandicella che però si chiama Valentine. Però il canale d'intrattenimento al femminile di Mediaset non lascia soli noi ottantologisti. Venerdì alle 21,10 sarà replicato Sixteen Candles, sottotitolo italiano Un compleanno da ricordare, film Usa del 1984, che parla della travagliata festa per il sedicesimo compleanno di Samantha, alias Molly Ringwald. Nel film c'è anche, nel ruolo del secchione, Anthony Michael Hall che non a caso, quindici anni dopo, fu scelto per il ruolo di mister Microsoft Bill Gates ne I pirati di Silicon Valley. E i più attenti noteranno un ancor giovane John Cusack. Se la trama non vi convince, godetevi il film per la colonna sonora: la canzone a tema è degli Stray Cats, maghi del rockabilly, e poi si possono ascoltare Patti Smith, i Thompson Twins, gli Spandau Ballet, Billy Idol, gli Wham! e perfino gli Ac-Dc. Il film sarà replicato sabato pomeriggio alle 17,40.

09 febbraio 2012

LE GNOCCHE DEI CARTONI ANNI OTTANTA #5

 
Premessa: per i maschi, era un'onta insopportabile farsi beccare a guardare i cartoni da femmine. C'era però una sorta di deroga, se i cartoni avevano un argomento non troppo mieloso e romantico. Quelli sportivi, per esempio. Il contraltare di Holly e Benji, di Ken Falco e dei suoi gran premi, degli inarrestabili Superboys guidati da Shingo Tamai erano le pallavoliste.
Cominciò Mimì, che di cognome faceva Ayuhara e di professione la schiacciatrice. Ma non una normale, che saltava, colpiva il pallone e il pallone andava di là. Saltava, stava trentacinque secondi per aria, faceva un paio di piroette, un avvitamento, due salti mortali carpiati (il che la rendeva perfetta anche per la finale olimpica di tuffi) e poi colpiva il pallone, che assumeva la tipica forma dell'arachide, dopo lo schiaffone infertogli dalla numero uno. Di maglia e di fatto, a colpi di allenamenti massacranti: indimenticabili le sequenze di pallonate che era costretta a difendere e finivano sempre con lei livida e dolorante a terra, colpita ovunque dalle sfere bianche, ovviamente marca Mikasa. Il suo sex appeal? Non così vistoso: capelli scuri perennemente legati in una coda, fisico da atleta, con poca indulgenza a ciò che poteva essere offerto agli altrui sguardi. Ma lo spirito di squadra e il fatto che non mollava mai erano affascinanti per noi maschietti che solo dopo avremmo capito le meraviglie di quei pantaloncini-mutandina attillati di prassi, nelle divise di pallavolo femminile di una volta.
Poi arrivò Mila, che alternava le imprese sportive ai batticuore per il suo Shiro, e per questo era più difficilmente digeribile dal pubblico maschile. Forse noi maschietti avremmo apprezzato di più la serie, se solo Mediaset non si fosse premurata di censurare le (comunque poche) scene negli spogliatoi o ai bagni termali, in cui era possibile ammirare molto da vicino le grazie delle atlete, protagonista compresa. Che i capelli corti e rossi e gli occhi azzurrognoli sono carini, ma anche l'occhio vuole la sua parte, no?
Cambiando sport, come dimenticare Jenny la tennista? Come dimenticarla anche per le assurdità e le sproporzioni tipiche di ogni cartoon sportivo: colpi di rovescio che impiegavano 35 secondi per arrivare dall'altra parte del campo, corse per raggiungerli che facevano somigliare il campo in terra battuta a una pista d'atletica, torsioni innaturali di corpi e racchette. Jenny era mora, agile, magra ma con qualche curva che sapeva far capolino sotto la divisa bianca d'ordinanza. E alla fine, a confronto dell'altera eleganza di Madame Butterfly, la campionessa rivale, era nettamente la migliore. Perché si dice che gli uomini preferiscano le bionde, ma a patto che non siano stronze...

Ps: volendo ci sarebbe anche Pat, la ragazza del baseball. Ma diciamocelo: era una vera cozza...

19 maggio 2011

LOST IN TRANSLATION



No, il film non c'entra, e non solo perché è uscito nelle sale ben oltre gli anni Ottanta. Ma il titolo sì: l'idea mi è venuta per colpa di Glee, splendido telefilm che sembra un po' (possiamo dirlo, puristi?) il nipote del “nostro” Saranno Famosi. Uno dei personaggi del liceo canterino & ballerino si chiama Puckerman, per tutti Puck. Che andrebbe pronunciato pac, visto che il cognome lo pronunciano – giustamente – pacherman anche nel doppiaggio italiano. E invece, misteriosamente, il soprannome diventa puc con la u.
Fosse la prima volta. E qui risaliamo ai tempi della nostra tv. Tutto cominciò da Happy Days. Dove Richie Cunningham veniva pronunciato rici in lingua originale. E non richi come nella nostra traduzione, che ci ha portato spessissimo anche a translitterare il nome in Ricky. Sbagliando. Lo stesso accadde a Chachi, che era ciaci negli Usa ed è diventato ciachi da noi. Della famiglia Robinson che in realtà era Huxtable abbiamo già parlato qui. E in quel caso, almeno, c'era la giustificazione di sostituire un cognome ostico per il mercato nostrano.
A proposito di mercato, il logo della Glade in Italia recava la scritta Gled, come la pronuncia, e come lo pronunciava la Luisa che comincia presto, finisce presto e di solito non pulisce il water. Ora la scritta è originale, ma gli speaker degli spot continuano a parlare della glèd e non della glèid. Senza contare che se in una drogheria britannica, il dentifricio Colgate lo chiamiamo colgàte e non colghèit, sai che risate...
E poi bisognerebbe aprire il file dei cartoni giapponesi. Quelli sportivi, per esempio. Chi diavolo è Holly Hutton, vi chiederebbe un giapponese, se gli parlate di quel giovane calciatore che giocava nei campi che non finivano mai. Per lui quello è Tsubasa Ozora, protagonista del manga Captain Tsubasa, che giocava nella Nankatsu (e non nella New Team), squadra che rivaleggiava con la Meiwa di Kojiro Hyuga (e non con la Mambo di Mark Lenders). E Benji il portiere? Si chiamava Kenzo Wakabayashi.
(Che poi i giapponesi ammiratori del calcio italiano hanno chiamato le loro squadre professionistiche Hiratsuka Bellmare, Hiroshima Sanfrecce e Gamba Osaka, non lesinando assonanze affascinanti alle loro orecchie e assurde per le nostre. La più terribile di tutte però è la Kawasaki Frontale, due parole che messe assieme, nel nostro italico idioma...)
Non si salva la pallavolo. Mimì Ayuhara sarebbe Kozue Ayuhara in lingua originale. Ma all'epoca c'era l'ansia da traduzione. Nel 1982 ne fu vittima anche Doraemon, il gatto robot che Fabrizio Frizzi lanciava a metà del pomeriggio di Rai Due, all'interno della trasmissione per ragazzi Tandem. Lui fu l'unico a conservare il suo nome. Il suo padrone era Guglia, il suo rivale Giangi che era amico di Zippo e la ragazza del gruppo era Susi. Immaginate lo sconcerto per noi ottantologisti quando Doraemon è ricomparso, qualche anno fa, nelle sequenze di cartoons delle reti Mediaset. Guglia era diventato (o meglio era tornato a essere) Nobita, Susi era Shizuka, Zippo era Suneo. Almeno Giangi aveva conservato un'assonanza: nel manga è Takeshi detto Gian, contrazione di “giant”, ovvero gigante.
Sono cambiati anche i doppiatori. E la voce del gattone con la tasca più profonda di quella di Eta Beta (da cui estraeva i mitici ciusky) non è più quella di Liù Bosisio. Ovvero l'attrice che per prima ha interpretato il ruolo di Pina, la moglie del ragionier Ugo Fantozzi.

03 aprile 2011

LA GUIDA TV DI OTTANTOLOGY #2

Ecco i programmi Ottantology della settimana sul piccolo schermo, per appassionati di cartoons, cinefili e malati di serie tv.

TERRESTRE & DIGITALE
Retequattro. Martedì alle 21 il film di prima serata è vintage: Chissà perché... capitano tutte a me è del 1980, ha come protagonista Bud Spencer nei panni di uno sceriffo che protegge un piccolo extraterrestre. C'è anche Ferruccio Amendola, la voce di Robert De Niro, Dustin Hoffmann, Al Pacino...
Iris. Mercoledì alle 21 si litiga, ma si ride anche un po', con La guerra dei Roses, film del 1989, protagonisti Michael Douglas e Kathleen Turner. Danny DeVito veste i panni dell'attore e del regista.
Studio Universal. Su uno dei canali pay del cinema sul digitale, venerdì alle 21 c'è Platoon, la guerra in Vietnam vista da Oliver Stone, pellicola blockbuster del 1986.

SATELLITE
Man-Ga (canale 149 del bouquet Sky). La sequenza di prima serata della settimana prevede, a partire dalle 20, Mimì e la nazionale di pallavolo, Lamù, Sampei, L'uomo tigre e Ken il guerriero. MP&F (mica pizza & fichi)

Fox Retro (canale 132 del bouquet Sky). In un canale che pesca a piene mani dagli anni Ottanta per quasi tutto il palinsesto, questa settimana sottolineiamo la doppietta del pomeriggio, con Baby Sitter alle 14,30 e Happy Days alle 15. Ovvero Scott Baio dopo e prima. A proposito, l'attore nella foto accanto a Scott Baio è Willie Aames, viso molto Ottantology grazie a un altro telefilm e a un film. Chissà chi se li ricorda?
Diva (canale 128 del bouquet Sky). Nostalgici di Dallas? Su questo nuovo canale gruffato Universal, il perfido Jr c'è. L'appuntamento con due puntate è ogni mattina alle 9,50.
Cult (canale 319 del bouquet Sky). Matthew Modine, Nicolas Cage e l'eterno filone dei reduci dal Vietnam: ovvero Birdy, splendido film del 1984. Alan Parker, il regista (anche di Fame! o di The Commitments) non smentisce nemmeno il suo amore per la musica: la colonna sonora è firmata da Peter Gabriel. Appuntamento sabato 9 alle 21.
Sky Cinema Comedy (canale 310 del bouquet Sky). Arriva dal 1985 Fracchia contro Dracula, ovvero il brivido con lo stile di Paolo Villaggio e di uno dei suoi personaggi-tormentone. Il film è in onda lunedì 4 alle 12,55 e martedì 5 in replica a mezzanotte in punto.
Lady Channel (canale 135 del bouquet Sky). Alle 15 continua la prima stagione della telenovela Topazio. La protagonista? Ovvio, Grecia Colmenares...

27 marzo 2011

LA GUIDA TV DI OTTANTOLOGY

Da oggi debutta la rubrica domenicale di Ottantology, con cui cercheremo di darvi indicazioni spicciole sui programmi tv della settimana, che ci ricordano i nostri amati anni Ottanta.

TERRESTRE & DIGITALE
La7. Alle 2,25 per i nottambuli (ma vale programmare le registrazioni) le repliche di MacGyver.

SATELLITE
Fox Retro (canale 132 del bouquet Sky). È ovviamente una miniera di ricordi a tutte le ore del giorno: segnaliamo giovedì alle 21 una doppia puntata delle Charlie's Angels.
Man-Ga (canale 149 del bouquet Sky). La sequenza della settimana in prima serata vede, a partire dalle 20, la seguente raffica di cartoni giapponesi: Mimì (sì, la pallavolista), Lamù, Sampei, L'uomo tigre e Ken il Guerriero. Attenzione alle varie repliche sparse nell'arco della giornata.
Cool Toon (canale 148 del bouquet Sky). Alle 19,30 da lunedì a venerdì c'è Gigi la Trottola. Anche qui le repliche si sprecano nel corso della giornata.
Lady Channel (canale 135 del bouquet Sky). Alle 15, ma anche alle 19 di ogni giorno, le repliche della telenovela venezuelana Topazio, che Retequattro portò al successo nel 1989.
Comedy Channel (canale 122 del bouquet Sky). Alle 20,25-20,30 ogni sera il Benny Hill Show, come ai tempi del Drive In.