18 settembre 2011

LA GUIDA TV DI OTTANTOLOGY (19-25 settembre)


Ve lo assicuriamo, Italia 1 non ci paga per la pubblicità (magari lo facesse...). Il fatto è che il nostro canale preferito degli anni Ottanta, quando la scelta televisiva non era ricca come adesso, fa di tutto per farci venire i lucciconi di nostalgia. Cominciamo dal piatto forte: da lunedì 19 alle 18, torna in replica Lady Oscar. Il titolo è quello modificato in tempi recenti in Una spada per Lady Oscar. Ma la serie è proprio lei, la stessa dei nostri ricordi, fatta salva la sigla di Cristina D'Avena al posto di quella dei Cavalieri del Re (su, canticchiate con me: "Graande feesta alla coorte di Fraancia...") e alcuni tagli, frutto della mania di censura italica verso i cartoons giapponesi. In abbinamento al seguito di Mila e Shiro, che va in onda alle 17,30 tutti i giorni dal lunedì al venerdì, ecco servito un perfetto pomeriggio "da femmine". A proposito di sequenze di cartoons, alle 7,30, sempre su Italia 1, prosegue Heidi. E alle 8 spazio a Tin Tin, l'investigatore che viene dal Belgio con il suo cagnolino, che noi dalla memoria lunga ricordiamo fin dagli anni Settanta.
Detto dell'appuntamento quotidiano con i Robinson, alle 22,15 circa ogni sera su K2 (canale 41 del digitale terrestre), per gli abbonati alla tv satellitare attenzione ai film. Per esempio Acqua e Sapone, di e con Carlo Verdone, sarà in onda alle 13,30 di mercoledì 21 su Sky Cinema Comedy (canale 310). Giovedì 22 in prima serata, alle 21, Mgm (canale 320) proporrà Innamorarsi, con i mostri sacri Robert De Niro e Meryl Streep.
Quanto al nostro canale-feticcio Fox Retro, segnaliamo la fascia preserale: alle 18,30 c'è Mary Tyler Moore, alle 19 Tre Cuori in Affitto, con il mai abbastanza compianto John Ritter. E su Man-Ga (canale 349) tutti pronti alle 17,10 per le repliche di Ken il Guerriero. Fareste meglio a non perdervi, o lui vi toccherà con un polpastrello in un punto vitale...

16 settembre 2011

KATY PERRY VERSIONE PUFFETTA


Ok, Katy Perry non c'entra un emerito tubo con gli anni Ottanta, se non perché ci è nata, nel 1984. Ma Puffetta sì che è roba nostra, santi numi. Le due si sono viste insieme, sul red carpet (ma la bionda con la pelle blu era anche sul vestito), a luglio, alla prima americana del film dei Puffi in 3D (da oggi anche nelle sale italiane).
La cantante ha scelto a dir poco un abbigliamento a tema, cavalcando quella che, negli States, sembra essere una vera Puffi-mania. La domanda è questa: e se anche in Italia, dove le cose succedono sempre un po' più tardi che oltreoceano, un'immensa ondata di ometti (e signorine) blu soppiantasse la moda dell'onnipresente Hello Kitty? Che, detto per inciso, è stata creata nel 1974. E quindi non è roba nostra. Noi, al massimo, avevamo Holly Hobbie...

Ps: e se volete partecipare a un referendum, passate da Luca di Blog Retrò e rispondete alla seguente domanda: meglio i Puffi o gli Snorky?

15 settembre 2011

EH SI', STIAMO SCRIVENDO UN LIBRO...

Non è ancora autunno ma vorreste che fosse già primavera, neh?!? Perché? Ma perchè il 21 marzo 2012 esce Correva l'anno della Girella di Elisabetta "Betta" De Biasio e Giampiero "Canna" Canneddu. Sì sì, è un libro (e i frequentatori più attenti di questa pagina forse lo sapevano già). Anzi, è il nostro libro, di noi che, nel frattempo, cerchiamo di riempire anche questo blog e la nostra pagina Facebook. L'obiettivo? Ripercorrere in maniera scanzonata e ironica gli anni Ottanta attraverso ricordi, aneddoti e il punto di vista tutt'altro che imparziale e obiettivo di due reduci di quel decennio.
Che altro aggiungere? Vi terremo aggiornati. E, sicuramente, avremo bisogno del vostro aiuto. Magari già la settimana prossima...

11 settembre 2011

LA GUIDA TV DI OTTANTOLOGY (12-19 settembre)

Mila, nel seguito del cartone in onda da oggi su Italia 1

Oggi torniamo con l'appuntamento con la guida tv di Ottantology, che abbiamo interrotto settimane fa. Ma succedono cose, in questa settimana televisiva, che ci faranno venire voglia di metterci davanti allo schermo. E di buttare il telecomando. Cominciamo da Italia 1? Naturalmente, e non solo perché da lunedì 12, alle 7,30, tornano le repliche di Heidi. Quello con la pastorella svizzera sarà un appuntamento quotidiano per qualche settimana, e con lei dovrebbe tornare anche la sigla di Elisabetta Viviani: a Mediaset non hanno mai avuto il coraggio di sostituirla con un brano di Cristina D'Avena.
Il bello è nel pomeriggio: alle 17,25 di lunedì esordisce in tv Mila e Shiro, il sogno continua. Come sarebbe esordisce? Sì, perché è la nuova serie, seguito di quella del 1984 (arrivata in Italia nel 1986), trasmessa in Giappone nel 2008, in concomitanza con le Olimpiadi di Pechino. Ma la protagonista è sempre lei, Mila Azuki. E se non bastasse come amarcord, alle 17,55 ci sono le avventure di Lupin III. Restando nel mondo dei cartoons, su Boing (canale 40 del digitale terrestre) ogni mattina ci sono i Puffi, quelli vecchi e non quelli 3D che arrivano venerdì al cinema.
Se siete abbonati Sky, il canale che fa per voi (e per noi) naturalmente è Fox Retro. In una settimana con Love Boat, Hazzard, La famiglia Bradford, Mary Tyler Moore, i Jefferson eccetera eccetera, spicca il giovedì sera dedicato, dalle 21, al Tenente Colombo. Invece su Man-Ga (canale 149), spicca alle 18 Sampei e alle 21,30 L'uomo tigre. Per gli appassionati di film, martedì alle 19,05 su Cult (canale 319) c'è Hamburger Hill, uno dei più crudi dei film anni Ottanta dedicati al Vietnam.
Più che vintage, invece, è un revival l'appuntamento delle 20,45 di mercoledì su Sky Sport: il Napoli torna in Champions League, da cui mancava dal 1990, per sfidare il Manchester City. In bocca al lupo, azzurri...

07 settembre 2011

LA SPESA DI OTTANTOLOGY

Ovvero tutto quello che arriva dagli anni Ottanta e che potete ancora trovare sugli scaffali dei supermercati. Ispirato da questo splendido post nostalgico del blog culinario Dissapore, ho fatto un giro al supermarket, fotocamera dello smartphone alla mano (una cosa, per dire, che negli anni Ottanta non c'era...) e ho scattato queste immagini.






















Raid. O meglio, "Rrrrraaaaaiiiddd...", come strillavano gli insetti-cartone animato della vecchia pubblicità. Quello spot finiva con una voce dura da film western, che sentenziava: "Li ammazza stecchiti". Nelle sere afose d'estate, specie per noi nordici affacciati su pianure vista risaia, era un aiuto indispensabile. La boccetta spray è rimasta identica. Anche le zanzare, purtroppo.


La colla stick. Una volta c'era la Coccoina. Che sapeva di buono, ma notoriamente, incollava pochissimo. E poi il Vinavil. Che bagnava irrimediabilmente ogni collage di carta, ma era splendido da appiccicarsi sui palmi delle mani per fare i calchi delle impronte digitali e far spaventare le compagne impressionabili staccandolo come finta pelle. Così cominciammo a infilare nei nostri portapenne il Pritt, che per la carta sembrava perfetto. E la mamma cominciò ad aggiungere nella dispensa i tubetti di Uhu, che aveva quel nome tedesco e, nella pubblicità, attaccava tutto. Ma la vostra mamma ha mai provato a usare una teiera rotta e ricomposta con l'Uhu? No, speriamo...

Il formaggino Grünland. Per la verità, nello scaffale dei formaggini c'erano altri pezzi d'antiquariato (no, non per la data di scadenza...) come il Tigre o la Crema Bel Paese. Ma mi sono concentrato sul tubetto di formaggini tedeschi. Che arrivò prima sulle tivù private (era uno dei maggiori inserzionisti di Antenna 3 in Lombardia) e poi gli faceva da testimonial perfino Kalle Rummenigge, il calciatore della Germania e dell'Inter. MP&F, mica pizza & fichi (infatti non è né pizza né fichi, è formaggio fuso...). Il packaging è lo stesso, a cilindro anziché a fetta di torta come i rivali. E i colori sono sempre giallo, verde e rosso. Hanno solo, leggermente, riammodernato il logo.

La Vallé. Su, cantate con me: "Non tagliare, spaaaaalma...". Pensavo che la margarina fosse caduta nel dimenticatoio: c'è stata un'era in cui era sinonimo di leggerezza, al posto del vituperato e adiposo burro. Poi qualcuno spiegò che i grassi vegetali si appiccicano ai fianchi e non se ne vanno più via, peggio delle suocere sotto le feste. E dal packaging del nuovo millennio è scomparso perfino il nome "margarina". In compenso è ben spiegato che di grassi idrogenati (i grassi-suocera, in sintesi) non ce ne sono più, e il colesterolo è ridotto al minimo, proprio come allora. Anche il logo è rassicurantemente uguale.

La Girella. Lei è un'icona (tant'è che la infileremo nel titolo del nostro libro). E, come tutte le icone, vive e lotta insieme a noi. Così come il Golosastro e Toro Farcito, il primo a dieta forzata oggi come allora e il secondo strenuo difensore della merenda a spirale (raro caso, tra l'altro, in cui un indiano fotte i cowboys). C'è una sola differenza: non troverete più traccia del marchio "Motta" (che si diceva quasi Girellamotta tutto attaccato). Il marchio se l'è comprato la Bistefani. Quella di "chi sono io, babbo Natale?". Ma questa è un'altra storia...

I Grisbì. Golosoni di tutta Italia, tenete a bada l'acquolina: perché bisognerebbe erigere un monumento al tizio a cui, negli anni Ottanta, venne in mente di infilare una crema tipo nutella, ma più morbida, in un biscotto al cioccolato. E poco importa se potrebbe trattarsi di Calisto Tanzi, il signor Parmalat che la storia sta consegnando ai posteri per ragioni assai meno nobili. I Grisbì, ai nostri tempi, erano della Mister Day, la linea dolciaria della Parmalat, in risposta al Mulino Bianco della vicina Barilla. Oggi se li è presi la Vicenzi. E, se posso osare, che il Signore la benedica, la signora Matilde Vicenzi. (Come avrete intuito, dopo averli fotografati, questi li ho pure comprati).

I Bucaneve. Ecco, li vedo e mi viene la nostalgia istantanea: nostalgia del vecchio pacchetto a tubo che comprava la mia nonna (dopo aver comprato per anni anche la confezione maxi nella scatola di alluminio). Nostalgia del profumo di caffelatte che mi preparava per merenda. E nostalgia del mio ditino che si infilava nel buchino del biscotto per estrarlo e immergerlo nella tazza. Hanno fatto bene a scriverlo sulla busta edizione 2011: loro sono unici e inimitabili.

La Replay. Lasciato a malincuore il reparto dolci, nello scaffale della cancelleria ho fatto fatica a rintracciarla, tra penne di Hello Kitty e colle con i glitter. Ma ero sicuro di trovarla, la Replay, vero prodigio della ricerca per noi che abbiamo fatto le elementari a fine Settanta e le medie a inizio Ottanta. Il dilemma da studentello era aspro: che fare se sbagli a scrivere? Se tiri una riga e correggi, fa disordine e la maestra ti cazzia. Se usi la biro, provi con la metà blu della gomma, ma finisci per bucare il foglio del quaderno. Se usi la stilo, c'è la prodigiosa cancellina. Ma poi riscrivi sopra il solvente bagnato e il delicato serpentino d'inchiostro si trasforma in un pitone. Poi arrivò la Replay. Che se sbagli, si cancella e si riscrive sopra. Ne avrò consumate settecento.

I Caran d'Ache. Eccoli, i pastelli status symbol. Perché nelle nostre aule il grembiule nascondeva le griffes dell'abbigliamento (e le differenze di reddito) e tutti, figli d'industriali o di operai, avevano in tasca almeno cento lire per un pacchetto di figurine, e per il più democratico dei "celo, manca" all'intervallo. Ma se nella cartella avevi i Caran d'Ache eri uno che ce l'aveva fatta, come un paninaro con il Moncler fluo e la Burlington a rombi che sbuca dal risvolto dei jeans Emporio Armani. Che poi non ho mai capito la vera differenza, oltre a quella di prezzo, rispetto ai proletari Fila Giotto. Forse perché sono svizzeri?

Denim. La ragazza anni Ottanta aveva gusti raffinati e sospirava per Drakkar Noir. Ma a far pubblicità aggressiva ai profumi da uomo non ci si pensava granché. Tranne in questo caso. Che Denim, se lo ricordano anche i sampietrini del viale, era "per l'uomo che non deve chiedere mai". A proposito di chiedere, avrei una curiosità: ma non vorreste sapere che faccia ha il modello della confezione? E della pubblicità? Ed è sempre lo stesso? No, perché in tal caso avrebbe una certa età, ormai...






















Svelto. Anche la vostra mamma aveva un amico in cucina e il papà non si arrabbiava perché era "un amico di nome svelto"? Ecco, sappiate che quell'amico è ancora tra noi, è ancora verde ed è ancora tra i preferiti negli scaffali dei supermarket. Questione di carisma. Lo sa bene anche il suo vicino, Mastro Lindo...






















Perlana. Questo non è un prodotto. Questo è un tormentone. Uno dei più longevi e insopprimibili tormentoni, a dirla tutta. Perché la sento la vocina nella vostra testa, appena qualcuno nota un oggetto che vi appartiene e vi chiede: "È nuovo?". E la vocina impertinente: "No, lavato con Perlana". E chissenefrega se l'oggetto è un orologio o un paio di scarpe e il detersivo sarebbe meglio che non lo vedesse troppo da vicino. Ovviamente c'era un tormentone parallelo, almeno nei bagni dei ragazzi delle mie scuole medie, che aveva trasformato il detersivo in un detergente intimo. Tale "Perlano"...



















Misura. Quando la dieta cominciò a diventare una cosa seria e professionale, fu più difficile turlupinare noi consumatori con leggende metropolitane sui prodotti che-fanno-dimagrire (vedi margarina, o anche il tarantolato della vecchissima pubblicità dell'Olio Sasso, che saltabeccava per la casa ululando "La pancia non c'è piùùùùù..."). Ci voleva qualcosa di più professionale, per convincerci. E mentre comparivano i prodotti griffati Weight Watchers, vero colosso della dieta anni Ottanta, comparvero anche le linee dedicate al mangiare leggero. Come la Misura. Che, oggi come allora, sfoggia il suo logo nei supermarket con i caratteristici puntini rossi. I calciofili se lo ricorderanno quel marchio, anche come sponsor sulle maglie dell'Inter.

E voi? Avete qualche prodotto anni Ottanta che ancora comprate? O che fa capolino dagli scaffali del vostro supermarket di fiducia? Fotografatelo, segnalatelo, additatelo al pubblico: questo post non vede l'ora di avere un seguito, fatto anche da voi lettori...

05 settembre 2011

I ROBINSON, OGGI IN TV


Statistiche alla mano, non esiste un argomento nel blog di Ottantology che sia più cercato, letto e commentato dei Robinson. È il segno che papà Cliff e la sua famiglia (e i suoi maglioni...) sono rimasti nel cuore di molti. Beh, la buona notizia per questo "molti" è che oggi possiamo vedere facilmente le repliche della sit com, sul nostro digitale terrestre. Dove e quando? Ogni sera a partire dalle 22,15, su K2, canale 41. Vengono trasmesse in sequenza ben quattro puntate. CHe altro aggiungere? Beh, divertitevi...

Sullo stesso argomento leggi anche
I Robinson oggi #1
I Robinson oggi #2