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05 settembre 2011

I ROBINSON, OGGI IN TV


Statistiche alla mano, non esiste un argomento nel blog di Ottantology che sia più cercato, letto e commentato dei Robinson. È il segno che papà Cliff e la sua famiglia (e i suoi maglioni...) sono rimasti nel cuore di molti. Beh, la buona notizia per questo "molti" è che oggi possiamo vedere facilmente le repliche della sit com, sul nostro digitale terrestre. Dove e quando? Ogni sera a partire dalle 22,15, su K2, canale 41. Vengono trasmesse in sequenza ben quattro puntate. CHe altro aggiungere? Beh, divertitevi...

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07 luglio 2011

I MAGLIONI DEL DOTTOR ROBINSON


Un paio di giorni fa, titillato da un link Facebook pubblicato dal quotidiano online Il Post, ho scoperto questo blog che parla di televisione. E, attraverso il post dedicato a Cliff, ovvero papà Robinson, ho scoperto il progetto pazzo di un blogger americano, che si diverte a ridisegnare i maglioni fantasia che usavano in quella serie e a metterli su internet. Il blog americano è una galleria di nostalgia, nel senso che ci manca tanto papà Robinson, e non tanto quello che indossava. Che, diciamocelo fuori dai denti, era originale e inusuale. Una specie, per restare alla moda Anni Ottanta, di fantasia Missoni creata da un daltonico dopo aver mangiato la peperonata fredda.

Koos van den Akker
Bene, questo presunto daltonico ha un nome e un cognome, è uno stilista e, grazie a Bill Cosby (l'attore che interpretava papà Cliff, se siete smemorini), è diventato anche un trend setter, almeno negli Stati Uniti. Il creatore dei modelli che hanno macchiato di colore come una scenografia le puntate dei Robinson si chiama Koos van den Akker ed è uno splendido olandese, trapiantato da quattro decenni negli Usa, di settant'anni o poco più. Dopo gli studi in patria e a Parigi, tentò la fortuna a New York, partendo da una macchina per cucire artigianale nella sua stanza d'albergo e finendo con un atelier e una piccola serie di negozi monomarca.
Bill Cosby, narra la leggenda, lo conobbe grazie al regalo di un'amica, che gli donò uno di "quei" maglioni. A lui piacque e lo indossò sul set. Divenne un elemento irrinunciabile della sit com: papà Cliff con un improponibile maglione fantasia, e spesso qualcuno dei suoi figli contagiato dal morbo del patchwork estremo, con una delle creature di Koos van den Akker addosso. Saranno stati brutti, per noi italiani. Ma in Usa diventò una moda vip quella di sfoggiare una creatura dello stilista olandese, MP&F (mica pizza & fichi). Lo fecero Eric Estrada (Ponch dei Chips, per dire), Glenn Close, Isabella Rossellini, Magic Johnson, il superduro Chuck Norris e Stevie Wonder, l'unico che possiamo perdonare perché non sapeva quello che stava indossando...
Ma, se leggenda deve essere, ha bisogno di ispirare. E i maglioni di papà Robinson lo hanno fatto. Su Facebook c'è un gruppo che celebra il Bill Cosby ugly sweater day (il giorno del maglione brutto di Bill Cosby). Cade il 20 marzo, in concomitanza con la fine dell'inverno. Gli adepti sono invitati a ripescare dagli armadi e a indossare il più brutto maglione che hanno, per festeggiare l'arrivo della stagione in cui gli indumenti di lana pesante non servono più. Si dice che Bill Cosby sweater sia anche un modo di dire in slang. Minacci uno che ti sta antipatico dicendo "ti regalo un maglione di Bill Cosby" e lui capisce che stai per divorare lamponi, mirtilli e ribes per poi vomitarglieli sul petto. Pulp, molto pulp.

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05 aprile 2011

I ROBINSON, OGGI

Papà Cliff, mamma Clair, il loro salotto, la loro cucina e tutti quei figli che gironzolavano per casa, seguiti passo passo dalle risate fuori campo: eccoli, i Robinson. Almeno così li conoscevamo noi. Perché il titolo originale è The Cosby Show, come Bill Cosby, il protagonista. E il cognome originale della famiglia è Huxtable, giudicato troppo impronunciabile per il pubblico nostrano dallo staff di Canale 5, che lo portò in Italia. Ma non è questo il punto, oggi. Mi è presa la curiosità di scoprire che fine abbiano fatto i protagonisti di quella sit-com, che anche in Italia meritò la prima serata e fece ascolti mica male.

Papà Cliff. Bill Cosby compirà 74 anni a luglio e ha appena inaugurato la sua app per gli smartphones e l'iPad. Uno al passo con i tempi, insomma. Del resto è sempre stato uno che i tempi li ha anticipati, nella sua carriera: negli anni Sessanta fu il primo protagonista di colore di una serie tv, I spy, in un epoca in cui il razzismo era qualcosa di palpabile. Negli anni Settanta il primo cartoon ambientato nel ghetto, Fat Albert (in Italia conosciuto anche come "Alberto il ciccione") portava la sua firma. Poi sono arrivati i Robinson, pardon, gli Huxtable. In mezzo c'è sempre stata la passione per la musica: è un bravo batterista jazz, che ancora si esibisce in concerti. E sul suo sito web è in vendita l'ultimo album che porta il suo nome.

Mamma Clair. Non si svela l'età delle signore, a meno che non portino bene i loro anni. Su Phylicia Rashad, nata nel 1948, giudicate voi. Attrice di teatro sopraffina, prima e dopo la sit com, ha vinto un Tony Award nel 2004, gli oscar del palcoscenico, prima attrice afroamericana a riuscirci. Nel 2008 ha esordito anche come regista teatrale. Figlia di una poetessa e di un dentista, ha mangiato latte e creatività fin dalla culla. E non solo lei: il fratello maggiore è un musicista jazz. La sorella minore è Debbie Allen, ovvero l'insegnante di danza di Saranno famosi, il telefilm. E, adesso, una delle giurate di So you think you can dance?, popolarissimo talent show statunitense.

Sondra. Sabrina Le Beauf fu scelta per il ruolo della figlia maggiore, ma stava per essere scartata. Il problema? Ha solo dieci anni di meno (cioé 53 compiuti a marzo) di mamma Clair. Non compariva nemmeno nell'episodio pilota, salvo essere inserita in seguito e diventare, comunque, quasi marginale con il fatto di non abitare più nella casa di famiglia. Dopo un'apparizione in due episodi di Star Trek, the next generation, si è dedicata al teatro shakespeariano con una compagnia di Washington e a uno studio di arredamento d'interni.

Denise. Forse Lisa Bonet è stata la reduce della sit com a conquistare più fama dopo la fine del telefilm. Ex moglie del rocker Lenny Kravitz, sposato a vent'anni, lasciò lo show una prima volta perché incinta e poi per "divergenze artistiche". Del resto anche nella trama era la più ribelle della famigliola. Al cinema la si ricorda quasi più per una scena hot con Mickey Rourke in Angel Heart (di Alan Parker, scena prima censurata e poi riesumata per l'home video) che per le altre performances, tra cui quella recente nel telefilm Life on Mars visto anche in Italia. Si è risposata con l'attore e modello hawaiiano Jason Momoa (visto in Stargate Atlantis e Baywatch, di tredici anni più giovane della 43enne Bonet). E ha cambiato il suo nome, fin dal 1992, in Lilakoi Moon. Quasi normale, rispetto al nome del suo terzo figlio: Nakoa-Wolf Manakauapo Namakaeha, nato nel 2008.