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11 dicembre 2012

I BELLOCCI TRA I CANTANTI ANNI OTTANTA – PRIMA SEMIFINALE


Ed eccoci alla resa dei conti.
Il nostro sondaggione sui cantanti anni Ottanta, iniziato quasi sei mesi fa (per la precisione il 26 giugno), sta volgendo al termine ed è tempo di semifinali.
Bellocci in musica di casa nostra VERSUS resto del mondo.
Iniziamo da questi ultimi, con un rapido riassunto:

1.) Per la gioia di tutte le duraniane, Simon Le Bon è stato il primo vincitore, sconfiggendo di un voto appena Tony Hadley.

2.) A super sorpresa il secondo vincitore straniero delle eliminatorie è stato pel di carota Rick Astley che ha battuto nientepopodimeno che Nick Kamen.

3.) “Steven–dalla bocca larga–Tyler” ce l'ha messa tutta ma nulla ha potuto contro Axl Rose, il bello e maledetto dei Guns 'n Roses che entra nella Paradise City dei semifinalisti.

4.) Con una clamorosa rimonta dell'ultima ora, il cantante degli Europe Joey Tempest, al termine del “final countdown”, ha avuto la meglio, con due voti di scarto su Jon Bon Jovi.

5.) George Michael, canticchiando “you gotta have faith”, ha sconfitto Terence Trent D’Arby, aka Sananda Maitreya mentre

6.) dopo un'agguerrita gara testa a testa, è stato il Duca Bianco David Bowie a spuntarla su Billy Idol.

7.) Bono (ma d'altronde lo dice già il nome) è stato il vincitore del derby degli U2 su The Edge, tredicesima eliminatoria del nostro sondaggione.

8.) Dopo una serratissima battaglia, per un voto appena di margine, i Bros vengono sconfitti da quei tarocconi dei Milli Vanilli,

9.) mentre lo spirito italo-irlandese da minatore del New Jersey di Bruce Springsteen ha sbaragliato la concorrenza di Sting.

10.) Infine l'ultima eliminatoria straniera del sondaggione dei bellocci in musica degli anni Ottanta, la sfida Scozia-Australia, cioè tra Mark Knopfler, voce e chitarra dei Dire Straits, e Michael Hutchence, voce degli Inxs si è conclusa con la vittoria di quest'ultimo.

Ed ora, a voi: quale di questi dieci bellocci stranieri volete mandare in finale contro uno di casa nostra?
VOTATE!

25 luglio 2012

DURAN DURAN A LUCCA: NOI C'ERAVAMO

È una lunga e grande estate di concerti ottantologisti, in Italia (e vi avevamo avvertito in anticipo). Poteva Raffaele, il nostro professore in musica della decade (e non solo), tenersi lontano da quelle arene? Certo che no e, come era accaduto per Sade, George Michael e i Simple Minds, ci ha inviato una recensione di una delle date italiane dei Duran Duran, ovvero un distillato di anni Ottanta, che rivedremo venerdì al concertone che aprirà le Olimpiadi di Londra. Ma questa volta c'è di più: con lui, allo stesso concerto, c'era l'ottantologista Elizabeth, da anni fedele fan di Simon Le Bon e soci. E così stavolta, alla recensione tecnica (ma non solo) del prof, si aggiunge quella della vicepreside, fatta con il cuore. Enjoy!

Simon & John a Lucca (foto La Gazzetta di Lucca)


"Mamma, posso andare??? Ti prego, mamma posso andare???"
È il refrain che accompagna generazioni di teenagers dai tempi dei Beatles, così era... e così sarà sempre.
Ad un concerto dei Duran Duran, Lucca, anno di grazia 2012, ti accade di assistere ad una novità: il permesso "Bi-generazionale". Eh si, quello verso i genitori che debbono accudire i nipotini e quello, che fa arrossire, verso i figli adoloscenti (abbiamo assistito ad una scena vicino ad un manifesto, con la curreriana domanda "E chi sono codesti Dùran Dùran???").
I Duran Duran, gruppo emblema di un certo edonismo anni '80, hanno trascinato gli oltre 8mila presenti a Lucca sabato 21 luglio in quello che il buon Dan Peterson avrebbe definito: "Pandemonio!!!". Un Simon Le Bon un po' imbolsito, ma con un carisma innegabile anche da noi maschietti, niente affatto scalfito dai trent'anni trascorsi dai primi successi. Giacca nera, camicia traslucida nera, pantaloni bianchi con banda laterale nera di mercuryana memoria e voce che dopo un primo avvio così così, regge alla grande.
Con l'uscita dal gruppo del chitarrista Andy Taylor, la formazione storica si presenta con il platinato Nick Rhodes, solito metronomo del centrocampo, alle tastiere ma con ampia libertà di fotografare il pubblico, Roger Taylor alla batteria ed un John Taylor (70 kg., basso compreso) a metà strada tra Keith Richards ed il bulletto di Grease, Kenickie. Un fascino il suo che, probabilmente, riaffiorerebbe intatto dopo un paio di docce.
Lo show parte con qualche problemino di ritorno nella peraltro bella "Before the Rain", tratta dal recente album "All You Need Is Now" e poi via con i successi storici "Planet Earth", "A View To A Kill", "The Reflex", "Come Undone", alternati alle nuove "Girl Panic" e "Mediterranea". Bella la dedica della splendida "Ordinary World" alle terre emiliane martoriate dal terremoto. Si chiude con i bis: l'immensa "Save A Prayer, "Girls On Film" e "Rio".
Sciama la folla e l'adrenalina che ha imperversato nelle vene del pubblico, soprattutto femminile, ma non solo... e soprattutto quarantenni, ma non solo... rientra nei valori normali e lascia una dolce sensazione, quella di aver assistito da vicino al sogno di tante notti insonni. LONG LIVE THE 80's!
Raffaele

Cominciai a seguirli da subito, da Planet Earth a Girls on Film, arrivando alla mitica Save a Prayer, passando da Rio! Poi con altri brani di successo come Come undone e Ordinary world e, ancora, Sunrise, arrivando infine ai nuovi brani che, almeno a me, non riescono a dare le stesse splendide sensazioni.
Ricordare quante volte si è discusso per decidere chi fosse meglio fra Simon e Tony. Sabato sera - dopo oltre trent’anni - li ho finalmente visti dal vivo… un’emozione indescrivibile e la conferma dell’ottima scelta.
Un’attesa durata mesi (o meglio anni se proprio devo dirla tutta!!!).
Un’atmosfera da brividi, eccetto 5 minuti di coretti, diretti da Simon stile ripetete con me, di cui se ne poteva fare anche a meno…
Sentire i propri beniamini ancora oggi ben difendersi nonostante il tempo, riuscire a ricordare i testi, cantare con loro, sentire la propria canzone preferita insieme a una persona speciale, respirare insieme a tutti gli altri la voglia di divertirsi, di cantare e rivivere una parte importante della propria vita...
Che dire… un’esperienza indimenticabile


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26 giugno 2012

I BELLOCCI DELLA MUSICA ANNI OTTANTA – PRIMA PARTE


Sondaggione sui bellocci dei cartoni animati – anni Ottanta? Celo!
Sondaggione sui protagonisti maschili dei telefilm cult – anni Ottanta? Celo!
Mumble, mumble... cosa manca?
Ma certo! Un'analisi dettagliata dei cantanti di quel decennio, ovviamente sia stranieri che italiani (e quindi per par condicio ad una sfida tra bellocci canterini internazionali se ne alternerà un'altra dove i protagonisti saranno quelli di casa nostra).
Siete pronte per questo nuovo appuntamento che vi terrà compagnia per tutta l'estate fino all'autunno inoltrato, dal relax sotto l'ombrellone in riva al mare al duro e ingrato compito di tirare fuori la maglietta pesante dall'armadio.
E con chi potremmo mai iniziare se non con un classico dei classici?
Ebbene sì: Simon Le Bon VERSUS Tony Hadley.
Il bon Simon nasce il 27 ottobre del 1958 a Bushey, in Inghilterra. Incoraggiato dalla madre, che lo spinge a coltivare la sua passione per la musica, inizia a cantare da piccolissimo entrando a soli sei anni nel coro della chiesa (ve lo immaginate?).

Simon - anni Ottanta
 A vent'anni molla tutto, parte per Israele e lavora in un kibbutz nel deserto del Negev ma torna in patria giusto in tempo per partecipare a un provino ed in tempo zero entra a far parte dei Duran Duran, band alle origini composta da Nick Rhodes alla tastiera, John Taylor al basso, Andy Taylor alla chitarra e Roger Taylor alla batteria.
Con il secondo album, “Rio”, la band inizia a far parlare di sé e grazie a successi come “Wild boys”, “Notorious” o la splendida ballata “Save a prayer” diventano un fenomeno di culto al pari dei Beatles vent'anni prima. Non per niente nel 1986 in Italia esce un film, tratto dall'omonimo romanzo dell'allora sedicenne Clizia Gurrado, il cui titolo e relativo plot riassumono perfettamente la portata del fenomeno: “Sposerò Simon Le Bon”.
Il pubblico femminile è in delirio!
E la sua vita privata? Dopo aver quasi lasciato le piume in una traversata con la sua barca a vela, Simon vede la foto di una bellissima modella iraniana, Yasmin Parvaneh, riesce ad ottenere dall'agenzia il numero di telefono della ragazza e la sposa.
La coppia avrà tre figlie: Amber Rose Tamara, Saffron Sahara e Tellulah Pine... e complimenti per la scelta dei nomi!
Passano gli anni e nNonostante l'abbandono di Andy e Roger Taylor, Simon e i Duran Duran continuano a incidere dischi, ma con scarso successo (eccezion fatta per “Ordinary World” del 1993, graziato dalla critica).
Nel 2001 avviene la tanto attesa reunion del gruppo, sul quale piovono riconoscimenti come un MTV Video Music Award due anni dopo e il BRIT Award for Outstanding Contribution to British Music nel 2004.
Seccanti problemi alle corde vocali lo costringono ad interrompere un tour nel 2010 ma oggi la sfiga sembra averlo finalmente abbandonato e sarà proprio lui – oggi senz'altro meno “bon” di un tempo, visibilmente appesantito e con una capigliatura un po' farlocca – coi suoi Duran ad aprire la grande festa delle Olimpiadi di Londra 2012 cantando al concerto che si terrà tra un mese, il 27 di luglio, ad Hyde Park.

Simon - oggi
Anthony Patrick (per gli amici semplicemente “Tony”) Hadley nasce a Londra il 2 giugno 1960. Anche lui come Simon inizia la sua carriera artistica molto giovane, supportato dalla madre, che doveva averci visto lungo se il figlio a 14 anni vince un concorso di canto eseguendo brani soul quali “You are the sunshine of my life” di Stevie Wonder e “With a little help from my friends” dei Beatles. Essendo poi un teen ager tutt'altro che da buttar via, Tony, di lì a quattro anni, si fa notare prendendo parte a “Sister Blackmail”, un fotoromanzo per la rivista “My Guy” (numeri ormai introvabili).

Tony - anni Ottanta
Ma la sua vera passione rimane la musica e quando i fratelli Gary e Martin Kemp (rispettivamente chitarrista e bassista) nel 1979 formano con i loro compagni di scuola John Keeble (batteria) e Steve Norman (sax) gli Spandau Ballet, Tony diventa la voce del gruppo.
Con i singoli “True” e “Gold” schizzano in testa alle classifiche europee ma è di sicuro l'intensa “Through the barricades” il singolo più famoso. Dal fulmineo successo alla rivalità con i Duran Duran il passo è brevissimo. Questo fino al 1988 quando gli Spandau si sciolgono (i fratelli Kemp passano al cinema mentre Tony prosegue come solista) per poi ritornare insieme, così come la band di Le Bon, a distanza di vent'anni.
Oggi Tony – che l'anno scorso ha collaborato col rapper di Molfetta Caparezza (avete presente “Goodbye Malinconìa”?) – ha perso quell'allure elegante che lo contraddistingueva negli anni Ottanta e ha messo su un po' di pancetta (come dimostrano le foto), seguendo, anche in questo, le orme del suo antagonista storico.

Tony - oggi
E voi? Siete Duraniane o Spandauballettiane nell'animo? Avete versato litri e litri di lacrime ascoltando “Save a prayer” o “Through the barricades”? Il vostro sex symbol era e rimane Simon Le Bon oppure Tony Hadley?
Scatenatevi!!!

24 marzo 2011

INTANTO I DURAN DURAN E DAVID LYNCH...


Più o meno mentre il post con la foto di Simon Le Bon ieri e oggi vedeva la luce sul web, su un canale Youtube dedicato si trasmetteva il concerto da San Francisco, Usa, che lancia il nuovo disco dei Duran Duran negli States, e non solo. Le riprese del concerto, in rigoroso bianco e nero? Di David Lynch, quello di Laura Palmer e di Twin Peaks (ma anche di Elephant Man e Mulholland Drive, con Palma d'Oro a Cannes inclusa). E se guardate i trends di Twitter di oggi, i Duran Duran ci sono, manco fossimo nel 1985 a Milano.
E io che li prendevo in giro come una reliquia del passato...

(Nel video, All you need is now, il primo singolo del nuovo album, che porta lo stesso nome)

OTTANTA FACCE: SIMON LE BON


Che ci fa Simon Le Bon vicino al fratello di Kabir Bedi? Premessa sbagliata, perché quello a sinistra è Simon Le Bon, ovviamente, fotografato più o meno a metà degli anni Ottanta. Ciuffo ossigenato, sguardo di ghiaccio, zigomi evidenziati dal fondotinta, nessun dettaglio lasciato al caso, dalla sciarpina al colletto finto disordinato.
Il punto è che anche quello a destra è Simon Le Bon, ritratto pochi giorni fa durante un'intervista negli studi di Radio Deejay. Quindi tornato sul luogo del delitto (i Duran Duran sarebbero stati così popolari in Italia senza Deejay Television?). Ha trent'anni di più, i capelli di un colore serioso (non azzarderei naturale...) e un sorriso sereno che fa sputare fuori dal viso un tot di rughette, quelle che la barba lunga consente di scorgere.
Potrei dilungarmi in filosofie sul tempo che scorre e in nostalgie sui giorni in cui bastava un ciuffo biondo per innamorarsi perdutamente di un'icona. Ma anche no. Una domanda, però, ve la lascio: sposereste ancora l'ormai 53enne Simon Le Bon? Domanda inutile peraltro: lui è già sposato, dal lontano 1985, con Yasmin, fotomodella. Non male, per una pop star.

Ps: che poi i Duran Duran erano a Radio Deejay (dalla cui pagina Facebook arriva la foto a destra: grazie) per presentare il nuovo disco. Sono rimasti in tre, ma questa è storia per un altro post...