04 aprile 2011

OTTANTA FACCE: MORTEN HARKET


Ci sono un sacco di cose che nemmeno io sapevo su Morten Harket. La prima è che Take on Me, il successo planetario dei suoi A-Ha, fu messo sul mercato tre volte prima che potesse sfondare. E solo il meraviglioso video con l'effetto-fumetto forse fu la spinta decisiva perché arrivasse a vendere qualche milione di copie nel mondo intero, portando per la prima volta il pop norvegese in vetta alle classifiche. La seconda è che gli A-Ha hanno continuato a fare dischi fino al 2010, anche se in Italia non ne sono arrivati più. La terza è che Morten il cantante detiene un record ufficioso: nella canzone del 2000 Summer moved on, ha tenuto una nota per più di 20 secondi. Nessuno lo aveva fatto così a lungo in un brano pop entrato nelle classifiche britanniche, dice la rivista specializzata Nme. La quarta la vedete da soli: a 51 anni, con cinque figli da tre donne diverse, è ancora un discreto ometto. Con la solita, inconfondibile faccia da norvegese.


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03 aprile 2011

LA GUIDA TV DI OTTANTOLOGY #2

Ecco i programmi Ottantology della settimana sul piccolo schermo, per appassionati di cartoons, cinefili e malati di serie tv.

TERRESTRE & DIGITALE
Retequattro. Martedì alle 21 il film di prima serata è vintage: Chissà perché... capitano tutte a me è del 1980, ha come protagonista Bud Spencer nei panni di uno sceriffo che protegge un piccolo extraterrestre. C'è anche Ferruccio Amendola, la voce di Robert De Niro, Dustin Hoffmann, Al Pacino...
Iris. Mercoledì alle 21 si litiga, ma si ride anche un po', con La guerra dei Roses, film del 1989, protagonisti Michael Douglas e Kathleen Turner. Danny DeVito veste i panni dell'attore e del regista.
Studio Universal. Su uno dei canali pay del cinema sul digitale, venerdì alle 21 c'è Platoon, la guerra in Vietnam vista da Oliver Stone, pellicola blockbuster del 1986.

SATELLITE
Man-Ga (canale 149 del bouquet Sky). La sequenza di prima serata della settimana prevede, a partire dalle 20, Mimì e la nazionale di pallavolo, Lamù, Sampei, L'uomo tigre e Ken il guerriero. MP&F (mica pizza & fichi)

Fox Retro (canale 132 del bouquet Sky). In un canale che pesca a piene mani dagli anni Ottanta per quasi tutto il palinsesto, questa settimana sottolineiamo la doppietta del pomeriggio, con Baby Sitter alle 14,30 e Happy Days alle 15. Ovvero Scott Baio dopo e prima. A proposito, l'attore nella foto accanto a Scott Baio è Willie Aames, viso molto Ottantology grazie a un altro telefilm e a un film. Chissà chi se li ricorda?
Diva (canale 128 del bouquet Sky). Nostalgici di Dallas? Su questo nuovo canale gruffato Universal, il perfido Jr c'è. L'appuntamento con due puntate è ogni mattina alle 9,50.
Cult (canale 319 del bouquet Sky). Matthew Modine, Nicolas Cage e l'eterno filone dei reduci dal Vietnam: ovvero Birdy, splendido film del 1984. Alan Parker, il regista (anche di Fame! o di The Commitments) non smentisce nemmeno il suo amore per la musica: la colonna sonora è firmata da Peter Gabriel. Appuntamento sabato 9 alle 21.
Sky Cinema Comedy (canale 310 del bouquet Sky). Arriva dal 1985 Fracchia contro Dracula, ovvero il brivido con lo stile di Paolo Villaggio e di uno dei suoi personaggi-tormentone. Il film è in onda lunedì 4 alle 12,55 e martedì 5 in replica a mezzanotte in punto.
Lady Channel (canale 135 del bouquet Sky). Alle 15 continua la prima stagione della telenovela Topazio. La protagonista? Ovvio, Grecia Colmenares...

02 aprile 2011

LA SUPERCLASSIFICA DI OTTANTOLOGY #2


(Classifica basata sul numero di ascolti complessivi delle canzoni della mia playlist su iTunes dedicata agli anni Ottanta, impostata in rigorosa modalità random. Quindi, in fondo, è la classifica di un software. O del caso, fate voi. Legenda: tra parentesi l'anno di uscita del disco, il numero che segue è la variazione di posizione rispetto alla settimana scorsa. La sigla ne sta per nuova entrata).

TOP TEN
1 Never gonna give you up – Rick Astley (1987) +3
2 Never ending story – Limahl (1984) ne
3 Change – Tears for Fears (1983) +1
4 Things can only get better – Howard Jones (1985) -4
5 Kiss – Prince (1986) -4
6 You're the best thing – The Style Council (1984) ne
7 Don't leave me this way – Communards (1987) -1
8 C'est la ouate – Caroline Loeb (1986) ne
9 Shout to the top – The Style Council (1985) ne
10 Life's what you make it – Talk Talk (1986) ne

DISCHI CALDI
11 Just can't get enough – Depeche Mode (1981) ne
12 What is love – Howard Jones (1985) ne
13 Rio – Duran Duran (1982) +1
14 You keep me hangin' on – Kim Wilde (1986) ne
15 Rumors – Timex Social Club (1986) -10
16 The promise you made – Cock Robin (1984) ne
17 Lucky star – Madonna (1984) ne
18 I feel love/Johnny remember me – Bronski Beat feat. Marc Almond (1984) ne
19 Sex crime (1984) – Eurythmics (1984) ne
20 Happy Hour – Housemartins (1986) ne

Leggi qui la superclassifica della settimana scorsa

01 aprile 2011

RALPH, DAL KARATE ALLA MAZURKA


Se in Italia la conosciamo da relativamente poco, con il nome di Ballando con le stelle, negli Usa la trasmissione Dancing with the stars è un format di successo giunto alla sua dodicesima edizione. La sua caratteristica? Come in Italia, mescolare personaggi che sono stati (o sono ancora) famosi e sbatterli su una pista da ballo, in pasto a una giuria e al televoto.
L'edizione in corso è molto Ottantology. A partire da Ralph Macchio, ovvero Karate Kid. Che è passato dalla mossa del cigno alla morte del cigno. Per i curiosi di statistica, sta per compiere 50 anni, ha vinto un premio nel 2002 come regista di un corto e ha partecipato alla quarta stagione del telefilm Ugly Betty.
Poi c'è Kirstie Alley, la protagonista femminile di Senti chi parla (1989)  e la pluripremiata attrice della sitcom Cin Cin. La quasi 60enne Allen negli ultimi anni ha fatto parlare di sé anche per i suoi problemi di peso (con tanto di reality Fat Actress).
E infine c'è Sugar Ray Leonard, pugile che negli anni Ottanta è stato campione del mondo a più riprese. Famose le sue sfide all'ultimo cazzotto con Marvin Hagler e Roberto Duran. Ora, al massimo, la sfida è all'ultimo paso dobre. 
E, se posso aggiungere, queste trasmissioni lasciano un retrogusto amaro in chi quei divi li ha conosciuti da divi...

LAURA INGALLS, QUELLA VERA


Laura Ingalls ha sposato Almanzo Wilder.
E per chi si è ammazzato di repliche de La casa nella prateria, questa non è una novità. Ma io dico che Laura Ingalls si è sposata sul serio con Almanzo. No, non l'attrice e l'attore. Laura-quella-vera. Perché dietro i buoni sentimenti di una famiglia di pionieri, c'è una storia realmente accaduta. Quella della famiglia Ingalls, appunto, che negli anni a cavallo dei due secoli passati, si era spostata di villaggio in villaggio, verso Ovest (pardon, verso il West), in cerca di terra fertile e di una briciola di fortuna, armati di qualche bagaglio, una coppia di buoi, una Bibbia e dosi maxi di speranza e buona volontà.
Laura Ingalls ha avuto una vita lunga, avventurosa e, alla fine, felice: la fervida immaginazione da bambina catturata dal telefilm è diventata verve da scrittrice (si dice con l'aiuto della figlia Rose, che ebbe una vita altrettanto avventurosa che la portà perfino in Albania). E il suo libro più popolare è proprio Little house on the prairie, che diede lo spunto alla serie tv (ne ha scritti una decina, quasi tutti più o meno autobiografici).
È scomparsa nel 1957, all'età di 90 anni, ed è sepolta accanto al suo amato Almanzo (sì, si chiamava davvero così...) a Mansfield, nel Missouri. Un pellegrinaggio davanti alla loro lapide non è l'unico gesto che può fare un vero fan. Anche Walnut Grove esiste davvero, è una città del Minnesota, che alla saga degli Ingalls ha dedicato addirittura un museo. Qui, ogni estate, viene ripetuta una rievocazione storica (ok, storica perché negli States un telefilm è già un po' storia) della vita da pionieri, basata un po' sui libri di Laura Ingalls e un po' su quello che abbiamo visto in tv.
Prima del telefilm (nove stagioni, più tre lungometraggi che raccontano anche il prequel della saga, popolarità a grappoli perfino per l'odiosa Nellie Oleson), erano arrivati i libri. Non mi risultano tradotti in italiano, e perfino trovare l'edizione inglese online è una mezza impresa. In compenso, da un paio d'anni è disponibile l'intera serie in dvd. L'iniziativa è della De Agostini ed è ancora a portata di clic.

31 marzo 2011

OTTANTA FACCE: KELLY LEBROCK



E basta prendere per i fondelli i maschietti famosi reduci dagli anni Ottanta e la loro inarrestabile decadenza. Kelly LeBrock, nel 1984, era La signora in rosso, film memorabile soprattutto per Gene Wilder e perché in una scena-icona, un soffio d'aria dal marciapiede le sollevava la gonna come a Marilyn Monroe in Quando la moglie è in vacanza. Nel frattempo aveva già prestato volto, corpo e capelli alle campagne pubblicitarie di Christian Dior e dello shampoo Pantene («Non odiatemi perché sono bella» era lo slogan).
Ora ha 51 anni e dal rosso è passata al nero. Che snellisce. Battute a parte, il peso è una delle costanti della sua carriera più recente. Nel 2005 ha partecipato al reality show americano Celebrity Fit Club, in cui star fuori forma accettavano di sottoporsi a un regime di dieta ferrea e costante esercizio fisico. Ma, dice Wikipedia, dopo la trasmissione ha riguadagnato quasi tutti i chili persi, salvo rimettersi a stecchetto per apparire così, in nero, sul red carpet. Il tappeto, almeno quello, è ancora rosso.

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