20 maggio 2011

HOLLY E BENJI IN CARNE E OSSA


Questo video l'ho messo ieri sulla nostra pagina Facebook. E da allora l'avrò già rivisto sedici(mila) volte. Ridendo come un cretino tutte e sedicimila. Il fatto è che questa riedizione della sigla di Holly e Benji (o, se preferite, come stabilito ieri, di Captain Tsubasa Ozora e Kenzo Wakabayashi) fatta da un gruppo di fan giapponesi in carne e ossa è semplicemente fantastica. Il mio momento must? Il finto Bruce Harper (che poi si chiamerebbe Ryo Ishizaki in giapponese) che colpisce di testa al minuto 0'47'' del video.

19 maggio 2011

LOST IN TRANSLATION



No, il film non c'entra, e non solo perché è uscito nelle sale ben oltre gli anni Ottanta. Ma il titolo sì: l'idea mi è venuta per colpa di Glee, splendido telefilm che sembra un po' (possiamo dirlo, puristi?) il nipote del “nostro” Saranno Famosi. Uno dei personaggi del liceo canterino & ballerino si chiama Puckerman, per tutti Puck. Che andrebbe pronunciato pac, visto che il cognome lo pronunciano – giustamente – pacherman anche nel doppiaggio italiano. E invece, misteriosamente, il soprannome diventa puc con la u.
Fosse la prima volta. E qui risaliamo ai tempi della nostra tv. Tutto cominciò da Happy Days. Dove Richie Cunningham veniva pronunciato rici in lingua originale. E non richi come nella nostra traduzione, che ci ha portato spessissimo anche a translitterare il nome in Ricky. Sbagliando. Lo stesso accadde a Chachi, che era ciaci negli Usa ed è diventato ciachi da noi. Della famiglia Robinson che in realtà era Huxtable abbiamo già parlato qui. E in quel caso, almeno, c'era la giustificazione di sostituire un cognome ostico per il mercato nostrano.
A proposito di mercato, il logo della Glade in Italia recava la scritta Gled, come la pronuncia, e come lo pronunciava la Luisa che comincia presto, finisce presto e di solito non pulisce il water. Ora la scritta è originale, ma gli speaker degli spot continuano a parlare della glèd e non della glèid. Senza contare che se in una drogheria britannica, il dentifricio Colgate lo chiamiamo colgàte e non colghèit, sai che risate...
E poi bisognerebbe aprire il file dei cartoni giapponesi. Quelli sportivi, per esempio. Chi diavolo è Holly Hutton, vi chiederebbe un giapponese, se gli parlate di quel giovane calciatore che giocava nei campi che non finivano mai. Per lui quello è Tsubasa Ozora, protagonista del manga Captain Tsubasa, che giocava nella Nankatsu (e non nella New Team), squadra che rivaleggiava con la Meiwa di Kojiro Hyuga (e non con la Mambo di Mark Lenders). E Benji il portiere? Si chiamava Kenzo Wakabayashi.
(Che poi i giapponesi ammiratori del calcio italiano hanno chiamato le loro squadre professionistiche Hiratsuka Bellmare, Hiroshima Sanfrecce e Gamba Osaka, non lesinando assonanze affascinanti alle loro orecchie e assurde per le nostre. La più terribile di tutte però è la Kawasaki Frontale, due parole che messe assieme, nel nostro italico idioma...)
Non si salva la pallavolo. Mimì Ayuhara sarebbe Kozue Ayuhara in lingua originale. Ma all'epoca c'era l'ansia da traduzione. Nel 1982 ne fu vittima anche Doraemon, il gatto robot che Fabrizio Frizzi lanciava a metà del pomeriggio di Rai Due, all'interno della trasmissione per ragazzi Tandem. Lui fu l'unico a conservare il suo nome. Il suo padrone era Guglia, il suo rivale Giangi che era amico di Zippo e la ragazza del gruppo era Susi. Immaginate lo sconcerto per noi ottantologisti quando Doraemon è ricomparso, qualche anno fa, nelle sequenze di cartoons delle reti Mediaset. Guglia era diventato (o meglio era tornato a essere) Nobita, Susi era Shizuka, Zippo era Suneo. Almeno Giangi aveva conservato un'assonanza: nel manga è Takeshi detto Gian, contrazione di “giant”, ovvero gigante.
Sono cambiati anche i doppiatori. E la voce del gattone con la tasca più profonda di quella di Eta Beta (da cui estraeva i mitici ciusky) non è più quella di Liù Bosisio. Ovvero l'attrice che per prima ha interpretato il ruolo di Pina, la moglie del ragionier Ugo Fantozzi.

18 maggio 2011

SONO TORNATI I BEE HIVE

Mirko-Pasquale Finicelli con Marisa (dalla pagina Facebook di FM)

Sapete che c'è? Sono tornati i Bee Hive. Anche senza Licia. Ma è bastata una loro intervista live (la sera di martedì 17 maggio) a Radio Deejay, durante FM, il programma di Federico Russo e Marisa Passera, per far ribollire di sms il centralino della diretta. La scusa? I Bee Hive, proprio quelli del telefilm che cominciò ad andare in onda nel 1986 sulle reti Fininvest, si sono riuniti per un miniciclo di concerti che li porterà, per cominciare, a Bologna proprio venerdì. Sono rimasti in quattro: Mirko, alias Pasquale Finicelli, Satomi, cioé Sebastian Harrison, Paul, ovvero Luciano De Marini, e Matt, all'anagrafe Manuel De Peppe, ideologo del ritorno sulle scene.
Federico e Satomi
Il fatto è che, come hanno confessato nell'intervista alla radio, a fare  Love Me Licia, la versione in carne ed ossa di Kiss Me Licia si divertivano proprio. "Beautiful c'è ancora adesso, perché voi avete smesso?" ha perfino protestato in diretta Marisa. Forse perchè a un certo punto non si ha più l'età e la vita continua, lontano da Cristina D'Avena e dalle telecamere. Satomi-Sebastian Harrison per esempio compirà 46 anni a settembre, vive soprattutto negli Usa e possiede una compagnia di servizi telefonici internazionali che ha collaborato anche con il National Geographic. Anche Manuel De Peppe, anni 41, si divide tra Italia e Usa, dove fa il produttore discografico. Luciano De Marini invece possiede un salone di bellezza a Milano. E Pasquale Finicelli, alias Mirko-che-faceva-battere-i-cuori, è uscito dal mondo dello spettacolo: un'intervista del 2007 lo segnalava come uomo di fiducia dell'amministratore delegato della Publikompass, agenzia di pubblicità che ha in portfolio, tra gli altri, il quotidiano La Stampa.
Qualche curiosità? In questo tour canta lui. Ma nel telefilm la voce non era la sua, bensì quella di Enzo Draghi, che ha cantato tutte le sigle dei cartoni anni Ottanta che non cantava Cristina D'Avena (Lupin, Supercar Gattiger, i Puffi per citarne qualcuna a caso). I concerti saranno accompagnati da un singolo nuovo: s'intitola Don't say goodbye. E Mirko non salirà sul palco con il ciuffo rosso. "Era lacca con il colorante spruzzata sui capelli decolorati" ha svelato Mirko in diretta. E Federico Russo ha confessato di esserselo fatto, da ragazzo fan, usando un uniposca...
Qui trovate i dettagli del tour, compresi i link per la prevendita. E qui potrebbe comparire il podcast della trasmissione di Federico e Marisa, che era tutta dedicata agli anni Ottanta. E quindi, di per sé, bellissima...

PS: le foto le ho prese proprio dalla pagina Facebook di Federico e Marisa

16 maggio 2011

TOP GUN 25 ANNI DOPO

Venticinque anni fa, ora più ora meno, il film Top Gun esordiva in più di mille sale cinematografiche americane. Era il 16 maggio 1986 e quella pellicola segnò un'epoca, non solo come record di spettatori (più di 8 milioni di dollari d'incasso nel primo weekend Usa, oltre 350 milioni il totale in tutto il mondo). Tanti bimbi nati a fine anni Ottanta hanno Maverick come nome di battesimo, tanti diciottenni di fine anni Ottanta hanno fatto domanda in aviazione, altrettanti o forse di più hanno comprato un giubbotto Avirex pieno di etichette e un paio di Ray Ban Aviator. Tom Cruise diventò, da attore piccoletto semisconosciuto, un sex symbol globale. Di lui sappiamo tutto. Ma gli altri, che fine hanno fatto?


Kelly McGillis era Charlie, la donna di Maverick, bionda, ricciola e vaporosa come anni Ottanta imponevano. Ora ha 53 anni e non ha più i riccioli, come vedete. Non ha nemmeno un marito, benché si sia sposata due volte e con il secondo fondò il Kelly's, un ristorante in Florida. In quel locale, una certa Melanie Leis era una cameriera. Nel 2010 Kelly e Melanie si sono unite civilmente nel New Jersey. Lesbica da sempre (come ha dichiarato in un'intervista), aveva represso le sue inclinazioni fino al coming out del 2009, convinta che il cielo la volesse punire fin da quando aveva 12 anni. Nel 1982 fu stuprata. E il suo dramma personale la spinse ad accettare il ruolo dell'avvocato di Jodie Foster nel pluripremiato film Sotto accusa. In quel film era la Foster (anche lei lesbica dichiarata) a essere vittima di violenza.


Al personaggio di Anthony Edwards, quando raggiunge la fama, tocca morire. Accadde a Goose, il migliore amico e compagno di pattuglia di Maverick. E la storia triste si è ripetuta con addosso il camice del dottor Mark Greene, nella serie tv ER. In quel caso fu un tumore al cervello a portarlo via dai cuori della dottoressa Cordey e dei telespettatori, che adoravano quel pelatino timido ma dal cuore grande, che George Clooney chiamava Ciccio. Pelatino, appunto. E quanti si erano accorti al primo colpo d'occhio che Ciccio e Goose erano la stessa persona? Volete vedere com'è adesso, a 49 anni? Il consiglio è di guardare il bellissimo Motherhood, film in cui recita accanto a Uma Thurman.


Meg Ryan era la fidanzata di Goose. Il suo nome nel film, Carol Bradshaw, suona un sacco Sex & the city, a leggerlo adesso. (E a pensare all'orgasmo simulato in paninoteca di Harry ti presento Sally il cerchio si chiuderebbe...). All'epoca aveva 25 anni ed era semisconosciuta. Ora ne ha 49 e, dopo Sally, ha interpretato, per esempio, la protagonista femminile di City of angels o C'è posta per te. A giudicare dalle due foto, nel frattempo deve aver incontrato anche un chirurgo plastico.

15 maggio 2011

LA SUPERCLASSIFICA DI OTTANTOLOGY #6

(Classifica basata sul numero di ascolti complessivi delle canzoni della mia playlist su iTunes dedicata agli anni Ottanta, impostata in rigorosa modalità random. Quindi, in fondo, è la classifica di un software. O del caso, fate voi. Legenda: tra parentesi l'anno di uscita del disco, il numero che segue è la variazione di posizione rispetto alla settimana scorsa. La sigla ne sta per nuova entrata).

TOP TEN DEL 15 MAGGIO

1 Change – Tears for Fears (1983) =
2 Love and Pride – King (1984) +1
3 You keep me hangin' on – Kim Wilde (1986) +4
4 Original sin – Inxs (1984) +7
5 I feel love/Johnny remember me – Bronski Beat feat. Marc Almond (1984) ne
6 Taste of your tears – King (1984) ne
7 Things can only get better – Howard Jones (1985) +6
8 Tainted love – Soft Cell (1981) -6
9 Breakout – Swing Out Sister (1987) +5
10 Enola gay – OMD (1980) -5

DISCHI CALDI
11 C'est la ouate – Caroline Loeb (1986) -7
12 Send my heart – The Adventures (1984) -4
13 Never gonna give you up – Rick Astley (1987) -4
14 Each time you break my heart – Nick Kamen (1986) ne
15 Don't leave me this way – Communards (1986) ne
16 It hurts – Lotus Eaters (1985) +1
17 Lucky star – Madonna (1984) ne
18 The promise you made – Cock Robin (1984) ne
19 Dance around the world – Richenel (1986) ne
20 Right on track – Breakfast Club (1987) ne

14 maggio 2011

ADDIO, BUZZICONA...


Si è spenta all'età di 76 anni Anna Longhi. Nel 1978 Alberto Sordi la promosse sul set. Serviva una "romana de Roma" per il ruolo della moglie del protagonista nel film Dove vai in vacanza?. Recitò nell'episodio Le vacanze intelligenti, in cui ricordiamo Sordi e la Longhi con aria smarrita alla Biennale di Venezia, circondati da presunti capolavori di arte moderna. Una scena che fece giustizia dell'intellettualismo ostentato in quanto tale, almeno quanto quella di Fantozzi di fronte alla Corazzata Potemkin. Ma noi ce la ricordiamo con il nomignolo che Albertone le diede proprio in quell film, dicendo: "No, tu nun sei grassa, è che sei un po' buzzicona..."
Fu moglie di Sordi anche nei due film Il tassinaro (del 1983) e Un tassinaro a New York (del 1987) ed ebbe una piccola parte anche ne Il talento di Mr Ripley del 1999, per il quale Anthony Minghella chiamò anche Sergio Rubini, Stefania Rocca e i fratelli Fiorello. Il 18 dicembre 2010 aveva aperto a Roma l'ostaria romana che chiamò, ovviamente, Buzzicona. Ma non ha fatto in tempo a godersi il successo del suo locale. Per noi ottantologisti, però, resterà indimenticabile.