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09 ottobre 2012

I BELLOCCI DELLA MUSICA ANNI OTTANTA – TREDICESIMA PARTE

Questa settimana i due bellocci che se la dovranno vedere nella tredicesima sfida del nostro sondaggione fanno parte della stessa band: l'uno ne è il frontman, l'altro il chitarrista.

Paul David Hewson nasce a Dublino il 10 maggio 1960. Da piccolo, a causa della sua vivacità, papà Bob e mamma Iris lo avevano significativamente soprannominato “l'Anticristo”.
Nel settembre del 1974,durante i festeggiamenti per il cinquantesimo anniversario di matrimonio dei nonni materni, improvvisamente il nonno muore e ai suoi funerali, il 6 settembre, la madre di Paul viene colpita da una emorragia cerebrale e manca a distanza di quattro giorni.
Questo episodio ha rappresentato un comprensibile trauma per il giovane che incomincia a uscire con un gruppo di ragazzi ribelli del suo quartiere. Proprio in questo periodo gli amici della sua combriccola gli affibbiano il soprannome di Bono Vox, dal nome – “Bonavox” – di un negozio di apparecchi acustici della città.
Dopo un anno alla St. Patrick School, viene espulso non appena sorpreso a lanciare escrementi di cane alla volta della professoressa di spagnolo e mandato alla Mount Temple Comprehensive School, dove conosce Alison Stewart, con la quale inizia a fare coppia fissa dal novembre 1975. I due si sposeranno il 21 agosto 1982 con rito anglicano in una chiesetta di un sobborgo a nord di Dublino (Adam Clayton farà da testimone a Bono) ed avranno quattro figli, due maschi e due femmine (Jordan, la bellissima Memphis Eve, Elijah Bob Patricus Guggi Q e John Abraham).


BONO NEI PRIMI ANNI OTTANTA

Nel settembre 1976, incuriosito dal volantino appeso su una bacheca della scuola da Larry Mullen in cerca di persone per formare una band, si reca a casa sua per le prove presentandosi come chitarrista. Ma là ci sono già altri due potenziali chitarristi del gruppo, Dave Evans e suo fratello Dick e, data la sensibile differenza tecnica che li separava, a Bono – che in una intervista recente ha infatti riconosciuto: «Sono un pessimo chitarrista e un pianista ancora peggiore. Se non avessi avuto vicino Edge non avrei avuto speranze. Se non ci fossero stati poi Larry e Adam, quelle melodie non avrebbero messo radici»– è toccata la parte del cantante.

David Howell Evans nasce l'8 agosto 1961 a Barking (nella zona est di Londra) da genitori gallesi. Gli viene appioppato il soprannome di “The Edge” per la sua spiccata predisposizione a sperimentare e a creare nuovi effetti chitarristici (come ad esempio lo shimmer), collegando questa sua attitudine all'espressione “on the edge”, che in inglese significa “al limite”.
Anche Dave come Bono ha sposato, il 12 luglio 1983, la ragazza storica delle superiori, Aislinn O'Sullivan, con la quale ha avuto tre figlie (Hollie, Arran e Blue Angel) ma la coppia non supera la crisi del settimo anno e si lascia nel 1990.
Durante lo Zoo TV Tour ha conosciuto la ballerina e coreografa Morleigh Steinberg, con la quale, complice la sua sensuale danza del ventre in “Mysterious Ways”, si fidanza nel 1993 ed ha due figli, Sian e Levi. La coppia si è sposata il 22 giugno 2002.

THE EDGE IN UN'IMMAGINE RECENTE

All'appello del batterista Mullen, rispondono quindi Paul Hewson, David Evans (il fratello Dick lascerà la band poco prima del marzo 1978) ed il bassista Adam Clayton. Il gruppo, dopo aver sperimentato vari nomi quali “Feedback” e “The Hype”, nel marzo 1978 prenderà quello definitivo di “U2”, ispirato all'aereo spia americano abbattuto il 6 maggio 1960 mentre era in missione di spionaggio sull'Unione Sovietica o forse legato ad una linea della metropolitana di Berlino, la U2, una delle più famose e con richiami storici importanti poiché attraversa importanti zone della città quali l'Olympic Stadium, lo Zoo station, il Potsdamer Platz e l'Alexanderplatz, andando – quando ancora esisteva il muro – dalla parte ovest della città a quella est. Ambigua poi la lettura della sigla che poteva essere intesa come “you too” (“anche tu”) oppure “you two” (“voi due”).



Questo l'intenso timeline del gruppo negli anni Ottanta, il decennio della loro ascesa:
il 23 maggio 1980 viene pubblicato “11 O'Clock Tick Tock”, il primo singolo degli U2.
Nel luglio 1980 il gruppo inizia a registrare il suo primo album, Boy”.
Nel dicembre 1980 si esibiscono per la prima volta a Parigi per poi volare negli Stati Uniti e tenere, il giorno 6, il loro primo concerto negli USA, al Ritz di New York.
Nel febbraio 1981 sono menzionati per la prima volta sulla rivista “Rolling Stone”. James Henke intitola il suo articolo con un significativo: «Ecco la next big thing».
A luglio dello stesso anno iniziano a registrare “October”, che uscirà il 12 ottobre, ma nel novembre The Edge e Bono lasciano per un breve periodo il gruppo, che si riforma nel giro di poco tempo.
Nel gennaio 1983 viene pubblicato il nuovo singolo, “New Year's Day” ed il 28 febbraio esce “War” (album la cui canzone di maggior successo è stata senz'altro “Sunday Bloody Sunday”) che raggiunge il primo posto in Gran Bretagna e il dodicesimo negli Stati Uniti.
Il 22 novembre si esibiscono per la prima volta in Giappone, a Osaka e il 4 settembre dell'anno successivo tengono il loro primo show in Australia, a Sidney.
Il 1° ottobre 1984 gli U2 pubblicano “The Unforgettable Fire”, il loro quarto album in studio che schizza in un niente al primo posto in Inghilterra e nei primi dieci negli States.
Il 14 marzo 1985 “Rolling Stone” dedica agli U2 la copertina definendoli «La nostra scelta: il gruppo degli anni Ottanta».
Il 13 luglio si esibiscono al Live Aid, nello stadio londinese di Wembley, davanti ad un pubblico di circa un miliardo e mezzo di telespettatori.
Nel gennaio del 1986 incominciano a lavorare a “The Joshua Tree”, album che uscirà nel marzo dell'anno successivo. Il nuovo singolo “With Or Without You” raggiunge subito il primo posto negli Stati Uniti. Il 2 marzo 1988 l'album si aggiudica due Grammy, uno come Album dell'anno e l'altro come Miglior Gruppo con Cantante Rock.
A ottobre esce “Rattle and Hum” che in men che non si dica si piazza al primo posto negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, in Australia e in Canada.
Il 17 gennaio 1989 l'album si aggiudica il doppio disco di platino.
Il gruppo saluta la fine degli anni Ottanta con una serie di concerti, tra il 27 e il 30 dicembre 1989, al Point Depot di Dublino.

LA FORMAZIONE NEL 1987

E questa è la loro storia limitatamente al decennio che a noi Ottantologisti più interessa (anche perché a volerla ripercorre tutta, la loro storia, si sta qui fino a domani, gente!).

Ora tocca a voi... Che ne pensate? La vostra preferenza cade sul bon Bono di nome e di fatto oppure sul misterioso The Edge col suo inseparabile cappellino di lana sempre in testa?

25 settembre 2012

I BELLOCCI DELLA MUSICA ANNI OTTANTA – UNDICESIMA PARTE

In questo nostro undicesimo appuntamento con i bellocci della musica targati anni Ottanta, parliamo di due artisti la cui grinta col tempo non è assolutamente invecchiata: Billy Idol e David Bowie

William Michael Albert Broad (meglio noto come Billy Idol) nasce in un paese del Middlesex, a Stanmore, il 30 novembre 1955.
Il suo nome d'arte ha origine da un buffo episodio scolastico: la sua insegnante gli affida il compito di svolgere un tema dal titolo “William is idle”, che però il ragazzo fraintende confondendo “idle = pigro, fannullone” con “idol = idolo” (termini che in inglese hanno la medesima pronuncia). Da allora decide di farsi chiamare da tutti Billy Idol.
Dopo un soggiorno di quattro anni a New York con la famiglia, nel 1975 si iscrive alla facoltà di letteratura inglese della University of Sussex vicino a Brighton, dalla quale però si ritira l'anno successivo. Nel frattempo si aggrega al Bromley Contingent of Sex Pistols fans, gruppo che segue i Sex Pistols nei loro concerti. Proprio grazie ad un servizio televisivo sui fans dei Sex Pistols, nel 1977, Billy imbraccia la chitarra e si trova sul palco insieme ai Chelsea, una band hardcore nella quale suona anche il bassista Tony James. Con lui Billy decide di lasciare il gruppo per fondarne uno loro: nascono i Generation X (a Billy e Tony, si uniscono anche il chitarrista Bob Andrews ed il batterista Mark Laff).
A inizio anni Ottanta Billy decide di lasciare il gruppo (che di lì a poco si sarebbe sciolto) e si trasferisce nella Grande Mela per dare il via alla sua carriera da solista.

BILLY IERI
Nel luglio 1982 esce “Billy Idol”, il suo primo album, accolto da un successo inaspettato, complici le hit “White Wedding” e “Dancing with Myself”. A distanza di due anni col secondo album, “Rebel Yell”, considerato dalla critica il suo migliore lavoro, Billy sbanca anche le classifiche americane ed europee.
Eyes Without A Face”, “Rebel Yell” così come “To Be A Lover”, “Don't Need A Gun” e “Sweet Sixteen” (contenute nel suo terzo album “Whiplash Smile”, uscito nel 1986) rientrano a pieno titolo tra le canzoni simbolo del pop rock anni Ottanta.
Il nuovo decennio inizia però sotto i peggiori auspici.
Nella notte del 6 febbraio 1990 ha un grave incidente motociclistico (non si ferma ad uno stop e viene centrato da un'auto) e rischia di perdere una gamba. Per questo motivo nel video di “Cradle of love” (singolo contenuto nell'album “Charmed life” del 1990) viene sempre ripreso dalla cinta in su (facendo pur sempre la sua bella figura, va detto!).
Nel frattempo la scena musicale stava cambiando e non c'era più posto per il pop rock che aveva caratterizzato il precedente decennio. Billy entra così in un periodo buio di depressione ed inizia ad assumere droghe, sfiorando la morte nel 1994.
La paternità segna la sua resurrezione.
Nel 1998 interpreta se stesso in “Prima o poi me lo sposo”, commedia romantica con Drew Barrymore e Adam Sandler e fa una apparizione anche nel film di Oliver Stone “The Doors”, interpretando Cat, il compagno di bevute di Jim Morrison.
Con il nuovo millennio e dopo molti anni di silenzio, escono i nuovi lavori dell'artista: nel marzo 2005 l'album “Devil's Playground”, nel novembre 2006 l'album natalizio “Happy Holidays” e nel giugno 2008 una raccolta di greatest hits, “The Very Best of Billy Idol”, contenente anche due inediti (“John Wayne” e “New Future Weapon”) ed una terza traccia, “Fractured”, scaricabile da iTunes.

BILLY OGGI
 Nonostante non sia più riuscito a bissare lo strepitoso successo ottenuto negli anni Ottanta, Billy è ancora in attività. E che non abbia affatto perso lo smalto di un tempo lo ha ampiamente dimostrato quest'estate a luglio nella sua performance all'Hydrogen Festival di Piazzola sul Brenta (Padova) davanti a circa seimila fans in delirio ai quali il biondissimo rocker inglese (americano d'adozione) – presentatosi in pantaloni da vero punk con bretelle a penzoloni e giubbettino borchiato – ha regalato due ore di musica ed energia.

E in quanto ad energia non è da meno David Robert Jones (aka David Bowie), nato nel quartiere di Brixton, a Londra, l'8 gennaio 1947.
Un ruolo fondamentale nella sua educazione musicale è stato svolto dal fratellastro Terry Burns (gettatosi sotto a un treno nel 1985 dopo esser stato rinchiuso nel reparto psichiatrico del Cane Hill Hospital in quanto affetto da schizofrenia), che ispirerà molti lavori di David (come, ad esempio “The Man Who Sold the World”).
Nel 1958 inizia a cantare come corista nella chiesa di St. Mary a Bromley, dove conosce George Underwood col quale forma “The Kon-rads”, un gruppo che si limitava ad eseguire cover di canzoni da classifica. In seguito ad un acceso diverbio per una ragazza, George colpisce David con un pugno all'occhio sinistro causandogli una dilatazione permanente della pupilla (contrariamente a quanto molti credono, le due iridi sono del medesimo colore).

DAVID IERI
Secondo la rivista “Forbes” Bowie risulta al quarto posto nel 2007 nell'elenco dei cantanti più ricchi al mondo mentre nel 2008 è stato inserito al 23º posto nella lista dei 100 migliori cantanti secondo “Rolling Stone” grazie a hit quali “Space Oddity” (1969), “Starman” (1972), “Life on Mars?” (1973) ed “Heroes” (1977).
Come Billy Idol, anche David Bowie si è cimentato nelle vesti di attore. Nel 1976 è il protagonista del film di fantascienza “L'uomo che cadde sulla Terra” di Nicholas Roeg, nel 1981 compare nel ruolo di se stesso nel film “Christiane F. - Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino” (la cui colonna sonora è in gran parte composta da sue canzoni), nel 1986 ha preso parte alla pellicola “Labyrinth” e dieci anni dopo ha interpretato il ruolo di Andy Warhol in “Basquiat” di Julian Schnabel. Nel 2001 è apparso anche in “Zoolander” come giudice di gara nella sfida tra Derek e Hansel.
Negli anni Novanta il poliedrico Bowie si è dedicato anche alla pittura ed i suoi quadri sono oggi esposti in diversi musei, soprattutto britannici e statunitensi.
Si dice che nel 1964 David, quando cantava nei Manish Boys, è riuscito ad assicurare al gruppo una serie di concerti allo Star Club di Amburgo dopo aver giurato all'organizzatore di essere gay.
E le voci relative alla sua ambiguità sessuale (reale o presunta) non hanno mai ricevuto né conferma, né smentita.
L'amica (intima a quanto pare) Amanda Lear, in una intervista a “Verissimo” del dicembre 2008, ha dichiarato che Bowie è stato l'unica persona con cui era andata a letto più truccata di lei.
Il 20 marzo 1970 David sposa Mary Angela Barnett. «Ci sposammo perché lei voleva un permesso di lavoro in Inghilterra, il che non è certo una buona base per un matrimonio. Infatti è durato molto poco. Voglio dire, nel '74 già non ci vedevamo quasi più. In seguito lei si faceva vedere ogni tanto, ma facevamo vite separate. Non siamo mai stati veramente insieme», dichiara l'artista ad un giornalista di “Rolling Stone” nel 1993, in un suo rarissimo commento riguardo questo primo matrimonio.
Negli anni Ottanta il Duca Bianco collabora col leader dei Rolling Stones, Mick Jagger ed insieme, nel 1985, a supporto del progetto Live Aid, realizzano una versione della canzone dei Martha & the Vandellas, “Dancing in the street”. Pare che però tra le due rockstar il legame non sia stato solo artistico. E in questo, le dichiarazioni di Angela sono state illuminanti. Si dice infatti che la celebre “Angie” degli Stones sia ispirata proprio ad Angela Bowie e che alluda a un'orgia a quattro fra lei, David, Mick e l'allora sua moglie Bianca Pérez Moreno de Macias.
In quanto a collaborazioni, David ha lavorato nel 1981 anche con Freddie Mercury ed i Queen per registrare una versione quasi sconosciuta di “Cool Cat” e per la creazione di “Under Pressure”, canzone che canterà insieme ad Annie Lennox al Freddie Mercury Tribute Concert.

DAVID OGGI
Dal 1992 David è sposato con la meravigliosa modella somala Iman Mohamed Abdulmajid. La coppia due figli, Duncan Zowie Haywood (nato nel 1971 dal precedente matrimonio con Angela) e Alexandria Zahra (nata nel 2000).

Ed ora a voi? Chi preferite: l'alternativo ex frontman della punk rock band Generation X oppure lo stiloso ed eccentrico Duca Bianco?
Forza, si vota!

11 settembre 2012

BELLOCCI DELLA MUSICA ANNI OTTANTA – NONA PARTE

Per l'appuntamento di questo martedì la vostra Betta ha pensato ad una accoppiata un po' inusuale: George Michael VERSUS Terence Trent D’Arby.
Georgios Kyriacos Panayiotou (in arte George Michael) nasce a East Finchley, un distretto di Londra, il 25 giugno 1963 da padre greco-cipriota e madre inglese. Inizia la sua carriera insieme a due grandi amici, Andrew Ridgeley e David Austin, coi quali forma la band "The Executive", che però ha vita breve: di lì a poco infatti George e Andrew decidono di proseguire da soli e formano gli Wham!.
Il duo, pronti via, nel 1981 riesce a far arrivare nelle mani giuste il demo giusto e così l'anno successivo il loro primo album, "Fantastic" (contenente, fra gli altri brani, anche l'immarcescibile "Club Tropicana") ottiene un gran successo, complice anche il loro look difficile da non notare, oltre all'indiscusso talento di George nel comporre le canzoni.
Nel 1984, con “Make It Big” c'è la consacrazione definitiva e grazie a “Wake me up before you go go”, “Everything she wants” e “Careless Whisper” sbarcano addirittura in Cina. Ma due anni dopo, arriva una doccia gelata per i (ma soprattutto le) fans.
Il bel George negli anni Ottanta

Il 1986 è infatti l'anno della svolta e dopo la decisione consensuale di percorrere strade diverse (sancita con un mega concerto tenutosi nel giugno allo stadio di Wembley) George dà il via alla sua carriera solista (e la inaugura con tutti i crismi duettando – primo cantante ad aver avuto tale onore – con Aretha Franklin in "I knew you were waiting (for me)".
L'anno successivo è la volta di "I want your sex" (e il suo censuratissimo videoclip), "Faith" (dall'inconsueto inizio suonato con l'organo da chiesa) e la strepitosa ballad "Father figure" che gli permettono di vincere negli States due Grammy Awards, solitamente riservati ad artisti black RnB.
Decennio nuovo, vita nuova: un George più maturo pubblica "Listen Without Prejudice, Vol. 1" (il secondo volume non vedrà mai la luce), rinunciando all'esposizione mediatica: infatti non compare in copertina, non realizza video (nell'unico videoclip – quello di "Freedom 90" – di lui non c'è nemmeno l'ombra) né rilascia interviste. Questa scelta gli causa non pochi problemi con la sua casa discografica (la CBS che nel frattempo era stata inglobata nella Sony) dando il via ad una battaglia legale che però lo vede perdente.
Rompe il silenzio discografico prima duettando in "Don't Let the Sun Go Down on Me" con Elton John (col quale aveva cantato già nel 1985 al Live Aid, l'evento musicale più importante degli anni ottanta), poi nel 1992 con i Queen e Lisa Stansfield al Freddie Mercury Tribute Concert e infine nel 1996 sfornando l'album "Older", contenente, fra gli altri, il brano "Fastlove" e l'intensa "Jesus to a child" dedicata al compagno, Anselmo Feleppa, morto di emorragia cerebrale (anche se il destinatario della canzone e la natura dei rapporti con il suddetto saranno noti al pubblico solo di lì a qualche anno).
Nel 1998 pubblica il doppio "Ladies & Gentlemen – The Best of George Michael", dove raccoglie le sue hits più celebri accanto a tre inediti, fra cui "Outside", nel cui video fa esplicita allusione alle sue disavventure giudiziarie: il 7 aprile viene infatti arrestato per “condotta immorale” in un gabinetto pubblico nel parco di Beverly Hills, da un poliziotto in borghese che lo accusa di avergli fatto esplicite proposte sessuali.
George, ottenuto il patteggiamento e dopo aver svolto 80 ore di lavoro socialmente utile (oltre ad aver pagato 810 dollari di multa), si decide a fare coming out e dichiara pubblicamente la sua omosessualità.
Nel novembre 2011 è costretto ad interrompere il “Symphonica Tour” a causa di una seria forma di polmonite ma recentemente lo si è visto in splendida forma alla cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Londra.
A distanza di anni, ha sempre il suo perché!
L'eccentrico cantante inglese di origine greca inoltre ha dato prova di avere parecchie idee strampalate come quando, tre anni fa, ha pensato ad una sorta di lifting ma... a peso d'oro ed era pronto a tirare fuori dalla saccoccia ben 1,6 milioni di dollari per una statua raffigurante il suo viso in versione deluxe: un calco del suo viso in oro massiccio e diamanti eseguito dall’artista Laban Roomes.
Meno bizzarro il tutto treccine Terence Trent Howard, meglio conosciuto un tempo come Terence Trent D'Arby ed oggi come Sananda Maitreya, nato a New York il 15 marzo 1962 ed oggi residente a Milano con la bellissima Francesca Francone e il piccolo Francesco Mingus, nato il 5 giugno del 2010.
Si arruola da adolescente nella United States Army in Germania (dove trova il tempo per collaborare con la band “The Touch”) ma viene poi esonerato per diserzione nel 1985. Si trasferisce in Inghilterra e dopo una breve gavetta con il gruppo “The Bojangles”, firma un contratto come artista solista.

Terence quando ancora era Terence

Il suo album d'esordio – Introducing the Hardline According to Terence Trent D'Arby” – uscito nel 1987 è un successo strepitoso grazie a singoli come "If You Let Me Stay", "Wishing Well", "Dance Little Sister" e "Sign Your Name" e gli permette di aggiudicarsi un Grammy Award nel marzo del 1988 per la categoria Best R&B Vocal Performance, Male e tre nomination per Migliore Album dell'anno, Migliore Singolo ("Wishing Well") e Migliore Nuovo Artista.
Con i suoi successivi lavori, Terence (o Sananda che dir si voglia) decide di sperimentare e studiare nuove sonorità (il secondo album, “Neither Fish Nor Flesh”, del 1989, è stato a lungo usato in Giappone per curare pazienti in coma).
Dopo un soggiorno a Los Angel, col nuovo millennio si trasferisce in Europa, a Monaco prima e in Italia poi, ed inizia un nuovo percorso di artista indipendente, creando una etichetta tutta sua (la Treehouse Pub).
Il 4 ottobre 2001, in seguito a una serie di sogni ricorrenti, decide di adottare il nome di Sananda Maitreya.

Terence - Sananda

Ed ora a voi, amiche (ma anche amici, per carità): a quale delle due icone pop andava la vostra preferenza negli anni Ottanta?