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| Joe Montana nel Superbowl del 1982 |
Avevamo appena capito le regole del
rugby, e forse nemmeno tanto bene, a forza di ascoltare le sintesi di
Mirko Petternella alla domenica sportiva e di Paolo Rosi, in quelle
rare volte in cui una partita del Cinque Nazioni o della Nazionale
finiva in diretta il sabato pomeriggio. Poi arrivarono quegli omoni
con le divise tutte colorate, i numeri enormi come le imbottiture
paracolpi e i caschi con un simbolino che spesso sembrava disegnato
da Walt Disney. Era il 1981 e facemmo improvvisamente conoscenza con
il football americano e con il primo Superbowl trasmesso in diretta
dalle nostre parti. La prima volta fu un affare per pochi. Bisognava
essersi un po' affezionati alla quasi neonata Canale 5, per esempio,
e riceverne bene il segnale. E poi bisognava avere la pazienza di
trascurare il sonno per quasi un'intera domenica notte. E,
soprattutto, avere tanta fiducia in chi ci spiegava le regole: Mike
Bongiorno, un volto una garanzia, per esempio condusse la
trasmissione di anteprima, mentre la telecronaca fu affidata a Marco
Lucchini, che eravamo abituati a sentir parlare di calcio e di sport
più consoni alle nostre abitudini.
